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Trento è di nuovo campione: vinto il campionato nazionale degli Sprar. Il coordinatore del progetto: "Emozionante. Non mi aspettavo il bis"

I ragazzi dello Sprar di Trento hanno ottenuto per il secondo anno di seguito la vittoria nei campionati nazionali di calcio organizzati da Figc e altri enti. Rete!, questo il nome del progetto giunto alla sesta edizione, ha visto partecipare la nostra città ben 4 volte, sempre con ottimi risultati. Il coordinatore Frederic Kabele Camara (Appm): "Non avrei mai immaginato di fare il bis. E' tutto merito loro, della loro voglia e del loro coraggio"

Di Davide Leveghi - 12 ottobre 2020 - 11:20

TRENTO. Campioni, un'altra volta. Per il secondo anno di seguito lo Spar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Trento ha vinto il campionato nazionale di calcio a 7, battendo in finale le formazioni di Mazzarino e San Severino e classificandosi prima fra ben 54 strutture sparse in tutta la penisola. Giunta alla sesta edizione, Rete!, questo il nome della competizione, è organizzata da Figc, Settore giovanile e scolastico, Ministero dell'Interno, Anci e Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

 

A trionfare, fra i quasi 600 ragazzi coinvolti, sono stati dunque i 10 giovani di Trento. Provenienti dai più disparati angoli del mondo, hanno superato 2 turni, conquistandosi la finale di Roma e ottenendo qui il primo posto contro le formazioni siciliana e lucana di Mazzarino e San Severino. “E' stato emozionante, non avrei mai pensato che saremmo riusciti a fare il bis”, racconta il coordinatore del progetto per Trento Frederic Kabele Camara.

 

Nata nel 2015, la manifestazione ha visto partecipare Trento per 4 anni, centrando risultati di tutto rispetto sin dalla prima partecipazione, nel 2017. “Il primo anno su 16 squadre siamo arrivati noni – continua – mentre nel 2018 abbiamo raggiunto la finale. Da quel momento abbiamo raddoppiato gli sforzi e gli allenamenti, riuscendo a centrare ben 2 vittorie l'anno scorso e quest’anno. Ma a prescindere dal risultato noi vogliamo partecipare”.

 

Diviso fra 2 strutture sul territorio di Trento, lo Sprar (“tutti lo conoscono così ma ora si chiama Siproimi") locale gestisce una ventina di giovani, accompagnandoli nelle difficili fasi giovanili, lontani da casa e dalla famiglia, sradicati e gettati in un contesto decisamente diverso da quello di provenienza. “Sono 17 i minori che abbiamo a carico – racconta Camara – tra via Caproni e via Venezia hanno tutti un'età inferiore ai 18 o che arriva ai 21 laddove l'equipe abbia valutato che abbiano ancora bisogno di sostegno”.

 


 

“Provengono da Pakistan, Gambia, Bangladesh, Senegal, Marocco, Tunisia, Guinea Conakry e Albania. C'è una varietà di culture che non sono facili da gestire. Il numero però è limitato e questo ci aiuta a seguirli meglio, portandoli a scuola o accompagnandoli nei corsi di formazione o ai tirocini. Il loro scopo, chiaramente, è ottenere i documenti e l'autonomia. Da parte degli imprenditori trentini, come Appm (Associazione provinciale per i minori onlus, ndA), troviamo grande disponibilità. È da 40 anni che lavoriamo sul territorio trentino e spesso troviamo le porte spalancate”.

 

Anche a livello sportivo le soddisfazioni di certo non mancano. E non solo per i grandi risultati ottenuti nei campionati nazionali. “Siamo riusciti a piazzare dei giocatori al Trento. Uno gioca perfino in prima squadra. Poi altri in altre società, dal Cristo Re alla Ravinense, a dimostrazione di una rete territoriale che sta costruendo un percorso positivo”.

 

Un percorso positivo culminato proprio nella seconda vittoria ottenuta nelle finali di Roma. “Saremmo dovuti essere in 4 squadre ma a causa del Coronavirus una di queste non si è potuta presentare – prosegue – non è stato facile quest'anno. Dovevamo fare i tamponi 2 giorni prima di giocare, ma abbiamo voluto giocare lo stesso per mandare un segnale che non ci dobbiamo arrendere di fronte alla pandemia. È stato difficile portare a termine questa edizione 2020, più volte le partite sono state rinviate”.

 

Partiti dal primo turno, svolto a Bologna, Trento ha sconfitto i ragazzi di Cremona nelle semifinali garantendosi così l'accesso alla finale di Roma. “Scesi a Roma il 10 ottobre, abbiamo giocato domenica mattina contro San Severino, vincendo 1 a 0, e poi contro Mazzarino ai rigori nella finalissima. Non me lo aspettavo, è tutto merito dei ragazzi”.

 

Nonostante il Covid, dunque, la grande festa del torneo ha regalato pure la gioia della vittoria. Una vittoria ottenuta con la fatica e il sudore. “Ogni anno è una festa partecipare perché i ragazzi possono reincontrare degli amici che non vedono da tanto tempo – conclude Camara – è sempre emozionante, quindi. Lo è altrettanto vincere e io non mi sarei aspettato il bis. Con l'educatore, me e l'allenatore, che ogni venerdì li fa allenare, abbiamo atteso questo momento. Così per i ragazzi, che aspettano sempre di rincominciare. Con la voglia e il coraggio hanno ottenuto una grande vittoria”.

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