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Un accordo per contrastare le frodi assicurative, Itas Mutua e Procura di Trento firmano un accordo per diffondere la cultura della legalità

L’obiettivo della compagnia assicurativa è agevolare lo scambio di informazioni su episodi e circostanze di rilievo penale e investigativo per intervenire in modo efficace e tempestivo

Pubblicato il - 17 novembre 2020 - 17:06

TRENTO. Un accordo per ottimizzare l'azione di contrasto a fenomeni fraudolenti, Itas e la Procura di Trento hanno trovato un accordo per rafforzare le attività antifrode sinistri. Questa intesa intende rendere più fluido e veloce lo scambio di informazioni su episodi di rilevanza penale in materia di frodi assicurative, favorendone così la prevenzione.

 

“L’accordo firmato oggi con Itas - commenta Sandro Raimoni, procuratore capo della Procura di Trento - si inserisce in una più ampia azione di lotta a questo tipo di reati ed anche al crimine organizzato ad esso connesso".

 

L’accordo prevede l’individuazione, all’interno della Procura, di un referente per le attività di Itas, lo scambio di informazioni e la condivisione del processo di presentazione delle querele a cura della compagnia. Inoltre, attraverso la sua unità preposta al contrasto delle frodi assicurative, il colosso trentino comunicherà alla Procura gli episodi e le circostanze di rilievo investigativo a mezzo di specifica denuncia, presentando le opportune querele in modo tempestivo.

 

“Grazie a questo accordo potremo essere ancora più tempestivi e precisi nel contrasto alle attività fraudolente – afferma Alessandro Molinari, amministratore delegato e direttore generale Itas – Poter contare sulla fiducia e sulla collaborazione di un’istituzione come la Procura di Trento rappresenta per la nostra Mutua un forte impulso per proseguire la nostra attività di controllo e difesa del patrimonio della compagnia e, soprattutto, per diffondere una vera e propria cultura della legalità che possa stimolare comportamenti virtuosi nei cittadini".

 

Nell’ambito della Divisione Sinistri Itas, diretta da Claudio Gava, l’Unità aree speciali e antifrode sinistri ha tra i compiti specifici quelli di presidiare e limitare il fenomeno delle frodi assicurative, supervisionando le segnalazioni dei sinistri evidenziati con indici di anomalie o di frode da liquidatori della rete liquidativa esterna, disponendo gli incarichi per le attività investigative necessarie e nominando i legali fiduciari per iniziative penali.

 

Questa unità sarà l’interlocutore autorizzato a comunicare alla Procura e alla Polizia giudiziaria delegata le informazioni di interesse investigativo di cui Itas è in possesso. L'anno scorso l’attività della compagnia si è concentrata sulla riduzione delle perdite economiche derivanti da tentativi di frode su polizze o sinistri non veritieri o viziati da false dichiarazioni. In ambito penale, l’attività si è concretizzata nel deposito di 44 atti di denunce querele, che ha portato ad un risparmio complessivo di 2 milioni di euro per mancati esborsi sui sinistri oggetto di approfondimento.

 

Dal punto di vista nazionale, sul tema legato alle azioni di contrasto delle frodi, secondo i dati emersi dalla relazione sull’attività svolta da Ivass nel 2019, nel periodo 2012-2018 i procedimenti penali avviati dalle imprese sono stati 23.527 di cui il 35% pervenuti a esiti conclusivi (8.157). In particolare, nella fase assuntiva o pre-assuntiva si è registrato un forte incremento (+46%) del numero di denunce e querele intentate dalle compagnie assicurative.

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