Olimpiadi 2026 Milano-Cortina, fari puntati sugli appalti e sui contratti pubblici: accordo tra anticorruzione e Procura per vigilare sulle opere
E' stato firmato un protocollo d'intesa tra Anac e Procura di Venezia con l'obiettivo è quello di intensificare la vigilanza sugli appalti e i contratti pubblici di servizi e forniture in preparazione delle Olimpiadi Milano Cortina 2026

VENEZIA. Accordo tra l'Autorità nazionale anticorruzione e la Procura della Repubblica di Venezia con orizzonte Olimpiadi Milano Cortina 2026. Il protocollo d'intesa firmato a Roma prevede una stretta collaborazione e scambio di informazioni.
L'obiettivo è quello di intensificare la vigilanza sugli appalti e i contratti pubblici di servizi e forniture in preparazione delle Olimpiadi 2026. In particolare Anac informerà prontamente la Procura sulla presenza di situazioni anomale rilevate, sintomatiche di condotte o eventi illeciti attribuibili alle imprese coinvolte nei lavori per i giochi olimpici.
Inoltre, fornirà alla Procura documentazioni, atti e informazioni in materia di competenza dell’Autorità, utili per il lavoro di indagine. Saranno trasmessi anche gli esiti di attività d’indagine, ispettiva e istruttoria di Anac, da cui emergano irregolarità di rilievo penale.
"Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 saranno un’occasione importante per il Paese, non solo dal punto di vista sportivo ma anche per le infrastrutture olimpiche che verranno realizzate, le quali dovranno costituire l’eredità per i cittadini di oggi e di domani”, commenta Giuseppe Busia, presidente di Anac. “I Giochi sono anche uno stimolo fondamentale per costruire e rigenerare gli impianti sportivi in una direzione ecosostenibile, green e inclusiva di tutti, dimostrando efficienza gestionale e economica, creando un valore a lungo termine. Perché tutto questo si realizzi, è fondamentale che gli investimenti rispettino le regole di buona gestione, correttezza, e trasparenza. Diviene quindi essenziale prevenire ogni forma di malaffare e corruzione, vigilando intensamente perché i soldi siano ben spesi, senza sprechi e cattiva amministrazione. Questo è il senso dell’accordo firmato oggi con la Procura della Repubblica di Venezia”.
La convenzione prevede che la Procura della Repubblica, da parte sua, fornisca a Anac ogni informazione non coperta da segreto istruttorio, che sia utile a una più efficace azione di vigilanza amministrativa in materia di contratti pubblici, comprese le richieste di rinvio a giudizio e le eventuali ordinanze di applicazione di misure cautelari.
"Da tempo - conclude Bruno Cherchi, procuratore della Repubblica di Venezia - l’attività processuale ha evidenziato un’importante presenza della criminalità organizzata soprattutto ‘ndranghetista e camorrista nel Veneto, con l’obiettivo di inserirsi nelle diverse attività economiche e negli appalti, per riciclare denaro di provenienza illecita, ma anche per investire i proventi in qualche modo ripuliti. In questo quadro, è apparso di certo rilievo la necessità di uno stretto rapporto con l’attività di vigilanza e controllo di competenza di Anac, che possa, eventualmente, consentire un intervento tempestivo della Procura distrettuale di Venezia, che, come noto, per i reati di criminalità mafiosa, ha competenza su tutta la Regione. La disponibilità dell’Anac potrà supportare sinergicamente l’attività che già viene costantemente posta in essere dalla Procura di Venezia”.











