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Olimpiadi, "Bisogna saper cogliere il momento". A Cortina si lancia la Holidays Dolomiti Gifts Card: "Strategico collaborare tra competitor"

Un seminario per promuovere l'utilizzo di strumenti di integrazione dei prodotti della filiera turistica in vista delle Olimpiadi

Di Antonio Gheno - 12 aprile 2024 - 10:56

CORTINA D'AMPEZZO. Si è tenuto in questi giorni, nella sala Don Pietro Alverà di Cortina d’Ampezzo con il Consorzio di promozione turistica Cadore Dolomiti, il seminario “La carta turistica come system integrator turistico” che si inserisce all'interno del progetto “Verso Milano Cortina 2026: da un turismo di prossimità a un turismo internazionale” che vede tra gli attori il Centro Consorzi, la Regione del Veneto ed è cofinanziato dall’Unione europea.

 

L’incontro ha avuto l’obiettivo di promuovere l’utilizzo di strumenti di integrazione dei prodotti della filiera turistica e in particolar modo l’opportunità offerta dalla Holidays Dolomiti Gift Card, in relazione alle Olimpiadi di Cortina 2026, quale strumento per fare sistema a livello territoriale e per sfruttare il momento storico particolare post Covid e pre Olimpiadi che porta e porterà molte novità e cambiamenti nel turismo montano specie delle Dolomiti.

 

Al professor Andrea Ellero, del Dipartimento di Management dell’Università Ca' Foscari di Venezia, il compito di introdurre l’utilizzo della card attraverso un approfondimento dal titolo “Il grande evento: fare rete per coglierne le opportunità” che è cominciato con una panoramica su come funziona solitamente il ciclo di vita di una destinazione turistica attraverso il grafico Butler, che come assi ha il numero di visitatori e il tempo, che prevede che dopo un momento di esplorazione e sviluppo della destinazione vi sia un momento di maturità e poi stagnazione che se non è seguito da una rivitalizzazione della proposta fa cominciare una fase di declino della località.

 

“Nell’area del Cadore si sono viste già situazioni analoghe di paesi, che una volta erano luoghi di ritrovo anche di lusso con casinò, che poi negli anni sono stati dimenticati a favore di altri paesi, vedi quello che è successo con Tai di Cadore sostituito oggi da Cortina, ed è proprio per evitare ciò che bisogna cogliere il momento particolare di questi anni e creare rete tra stakeholder di modo da saper gestire un impatto economico breve che arriverà con il mega evento sportivo creando un’onda sul medio-lungo periodo”, ha dichiarato Ellero.

 

Il grande evento infatti porta un livello di turismo straordinariamente elevato e una grande copertura mediatica, oltre che prestigio, e viene ben visto dagli spettatori che vogliono parteciparvi e dagli operatori che ne vedono una gran fonte di guadagno ma questo può essere sia un’occasione che un rischio: il lato positivo è la creazione di infrastrutture, la rivitalizzazione dell’economia e il miglioramento dell’immagine della destinazione ma di contro se non si raggiungono gli obiettivi si ha un danno di immagine, si rischia di scontentare i residenti e i turisti abituali, si ha un grande aumento dei prezzi e a volte strutture inutilizzate nel post evento.

 

Se si analizza il rapporto di sostenibilità, impatto e legacy 2023 della Fondazione Milano Cortina 2026 ci si accorge che le parole Milano e Cortina sono nominate rispettivamente 64 e 62 volte mentre Cadore solo 2, Dolomiti e tradizioni una volta e popolazione solo 4 a dimostrazione che l’organizzazione dei giochi si occupa di lati organizzativi e infrastrutture mentre sta agli attori del posto occuparsi del territorio.

 

E’ strano da dire ma il giusto approccio per lo sviluppo del territorio è creare collaborazione tra competitor rendendo così le destinazioni turistiche più competitive sia su base nazionale che globale: la rete ha infatti il potenziale di essere strumento per promuovere l’innovazione, la conoscenza, la competitività e lo sviluppo economico sostenibile tra stakeholder coinvolti che, seppur competendo tra loro, devono dare forma al prodotto turistico e costruire un percorso di consumo da un’azienda all’altra creando un’offerta turistica integrata che offre al turista un’esperienza completa percepita come un unicum e di conseguenza ben recensita.

 

Da quest'ultimo ragionamento scaturisce la proposta della Dolomiti holiday gift card, un’idea analizzata e studiata nella tesi di laurea del dottor Marco Pittaluga, sempre di Ca' Foscari, che ha esordito dichiarando che “questo è il momento dell’innovazione del prodotto alla luce del fatto che ci troviamo di fronte al tramonto dello sci di massa verso business più sostenibili, che i network di turismo culturale crescono sul web e che le aree interne rinascono dalla cultura, integrazione e turismo lento”.

 

Di fatto la card ha valenza comprensoriale, al momento area Cadore e post olimpiadi si pensa all’intera provincia di Belluno, è vincolata ad un soggiorno nella medesima area, viene percepita dall’ospite come un premio ed è sotto forma di card che è un tipo di strumento già usato in vari settori.

 

Gli obiettivi che la Dolomiti holiday gift card si pone sono di rivitalizzare l’economia del Cadore, di fidelizzare i clienti, di disintermediare portando il turista direttamente a contatto con le strutture senza passare per gli ota e di creare un ritorno economico sul territorio perché non crea una scontistica, e quindi una diminuzione di fatturato, ma un cashback utilizzabile in un’altra attività aderente presente sul territorio che a sua volta caricherà altro cashback proporzionale alla spesa fatta; si parla di un 5-10% sul totale di spesa che sarà valido non solo nei giorni del soggiorno ma nei successivi 12 mesi di modo da consentire anche a chi arriva sulle Dolomiti in inverno e ci torna in estate di usare il credito cumulato.

 

Il tutto sarà utilizzabile da turista tramite la app Toduba che, come spiegato da Sandro Crosato, funzionerà bene solo se vi sarà la collaborazione di tutte le attività presenti sul territorio coinvolto che non dovranno fare altro che cominciare ad aderire con una base di 500 euro che verrà loro omaggiata e che, una volta terminata, vedrà l’acquisto di altri crediti da parte loro che poi caricheranno sull'app dei clienti in maniera proporzionale all’entità della spesa.

 

Proprio perché a livello fiscale equivale ai buoni omaggio deducibili, perché considerati spese di rappresentanza, risulterà un vero e proprio investimento per gli attori del territorio che potranno usare questo strumento anche come welfare aziendale.

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