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Belluno
06 febbraio | 19:10

Olimpiadi 2026, per Zaia metteranno al centro l’ambiente: “Mancano 3 anni esatti, è il momento di accelerare e mettere a terra i numerosi progetti”

È iniziato ufficialmente il conto alla rovescia per le Olimpiadi del 2026, Zaia: “Il Veneto è pronto e molte di queste opere resteranno in eredità per molti decenni a venire”. Ma le associazioni ambientaliste sollevano dubbi sulla sostenibilità economica e ambientale dell’evento

di Tiziano Grottolo

CORTINA D’AMPEZZO. Con la cerimonia dell’alzabandiera organizzata dalla Fondazione a Milano e a Cortina, è iniziato ufficialmente il conto alla rovescia per le Olimpiadi del 2026. “Mancano tre anni esatti a un evento che resterà nella storia del Veneto e dell’intero Paese – il commento del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia – saranno Giochi olimpici con al centro l’ambiente e i cittadini”

 

Il presidente del Veneto parla di una “sfida” sottolineando che questo è “il momento di accelerare e mettere a terra i numerosi progetti, le infrastrutture, tutto quello che richiede l’appuntamento Olimpico del 2026. Il Veneto è pronto e molte di queste opere resteranno in eredità per molti decenni a venire”.

 

Su quest’ultimo punto sono sicuramente d’accordo le associazioni ambientaliste che però sollevano molti dubbi sulla sostenibilità, sia economica che ambientale, di molte di queste opere. Fra le più criticate c’è sicuramente la nuova pista da bob di Cortina d’Ampezzo da 93 milioni di euro.

 

Secondo il cronoprogramma stabilito dal commissario di governo e amministratore delegato della Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026, Luigi Valerio Sant’Andrea, a luglio è previsto l’inizio dei lavori di costruzione dell’impianto. La conclusione dei cantieri invece è attesa per il dicembre 2024, in tempo per i test event, cioè le gare che anticiperanno di un anno i Giochi olimpici e paralimpici.

 

Poco più di un anno fa Cai, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Pro Natura e Wwf sottoscrivevano una lettera dove definivano la nuova pista “scempio strutturale” con uno spreco di risorse economiche “incompatibile con le esigenze di sobrietà che i cambiamenti climatici in atto ci impongono”.

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