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Dal villaggio olimpico alla pista da bob, fino ai collegamenti sciistici spacciati per “mobilità alternativa”: tutte le “emergenze ambientali” di Milano-Cortina 2026

Anche in Trentino non mancano le criticità legate alle olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026: dalle gare di pattinaggio a Baselga di Pinè al lago di Tesero passando per i trampolini di salto a Predazzo: “Stanno violando gli impegni presi nei confronti del Cio, si deve intervenire prima che la situazione precipiti in modo irreversibile”

Di Tiziano Grottolo - 15 gennaio 2022 - 09:36

TRENTO. Sono tante le criticità che le associazioni ambientaliste stanno rilevando nei progetti che ruotato attorno all’appuntamento sportivo delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Proprio per questo i comitati locali e le associazioni promotrici e sostenitrici della marcia “Assalto alle Dolomiti-Non nel mio nome” (che si era tenuta lo scorso 24 ottobre a Cortina d’Ampezzo) hanno scritto una lettera per chiedere l’impegno in prima linea dei vari referenti nazionali delle associazioni, fra cui Cai, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Pro Natura e Wwf.

 

“Come è risaputo – spiegano gli ambientalisti – nel Dossier di candidatura il Governo italiano e il Coni hanno dato garanzia al Cio di svolgere la valutazione ambientale sui progetti previsti per le Olimpiadi”. Peraltro una procedura già dovuta per le normative europea e nazionali. “A oggi, a 30 mesi da quell’impegno, non è apparso nessun segnale che indichi il concreto avvio delle analisi e degli studi previsionali richiesti per tale valutazione: anzi, solo quell’impegno risulta totalmente inevaso mentre tutte le altre attività e iniziative necessarie a quel medesimo obiettivo risultano fattivamente avviate”.

 

Infatti sono già stati definiti per legge, istituiti, regolati, finanziati, i diversi soggetti istituzionali deputati a farsi carico della pianificazione, progettazione e attuazione delle opere e dei servizi per lo svolgimento dei Giochi Olimpici e delle attività ad essi complementari o connesse, da completare in tempo per entrare in servizio in occasione di detti Giochi. In queste ultime settimane, mentre si sta completando la definizione del quadro programmatico, si sta già procedendo alla nomina di commissari (o sub-commissari) per molte opere. Ciononostante delle valutazioni ambientali non c’è ancora traccia.

 

Secondo gli ambientalisti c’è il rischio concreto che i vari interventi vengano avviati ad approvazione ed esecuzione senza o prima che il Comitato Nazionale (Fondazione) assieme ai Ministeri di riferimento (Tesoro, Infrastrutture, Sport e Turismo) attivino le procedure previste. “Tutto quello che si sta già facendo per e con i Commissari sta di fatto violando gli impegni presi nei confronti del Cio, oltre che le norme nazionali ed europee. Sicuro antefatto di sistematiche violazioni che tra breve cominceranno a concretizzarsi”.

 

Detto questo, gli ambientalisti, “prima che la situazione precipiti in modo irreversibile”, lanciano un appello per sollecitare le Associazioni nazionali ad assumere posizioni più nette e ad intraprendere iniziative più incisive nei confronti del Governo, del Parlamento.

 

Di seguito tutte le principali criticità rilevate dagli ambientalisti

 

Dolomiti – Cortina d’Ampezzo

Questa località ospiterà poche competizioni: le gare di bob, slittino, skeleton, le gare di sci alpino femminile, il curling, ma nonostante questo sarà oggetto di pesanti infrastrutturazioni che avranno conseguenze ambientali, economiche e sociali per lo più devastanti e durature nel tempo.

  • Villaggio olimpico in località Fiammes. Vera e propria espansione urbana in un ambito attualmente privo di insediamenti, ora prativo e parzialmente a rischio idrogeologico, destinata secondo gli annunci a ospitare circa 1.200 (milleduecento) persone. Gli edifici vengono prospettati “smontabili” e da portare quindi poi altrove e per scopi non precisati, lasciando comunque sul terreno tutte le opere e le reti di urbanizzazione e di messa in sicurezza al rischio idraulico (appetibili per ulteriori riutilizzi nuovamente insediativi).
  • Pista di bob. Riteniamo che il rifacimento della vecchia pista Monti, (realizzata nel 1923, ristrutturata nel 1954, abbandonata nel 2008), rappresenti uno scempio strutturale, uno spreco di risorse economiche incompatibile con le esigenze di sobrietà che i cambiamenti climatici in atto ci impongono. Era, ed è ancora possibile evitare la realizzazione di questa struttura in quanto vi sono impianti pienamente operativi nell’arco alpino anche vicini a Cortina, Innsbruck su tutti. Di questi giorni la notizia che il ministro dell’economia ha dato il via libera al finanziamento della pista per 61 milioni di euro.
  • Progetto di trasformazione dell’area della vecchia stazione ferroviaria, per costruire un grande complesso che prevede parcheggi interrati e in superficie, un centro commerciale e una quota parte dell’investimento destinata a edilizia immobiliare (anche se Cortina si sta spopolando ormai da anni). Si tratta di un Piano di ristrutturazione urbanistica in project financing con cessione a privati di una parte dell'area ora pressoché pubblica. Il progetto, attualmente in iter presso le Amministrazioni Comunale e Provinciale, prevede consistenti edificazioni, inframezzo ai piccoli edifici storici della stazione, nelle aree tuttora scoperte e utilizzate come autostazione delle autolinee provinciali e interprovinciali e occasionalmente come vera e propria piazza pedonale (l'unica capace di ospitare eventi affollati). L’edificazione sacrificherebbe le attuali funzioni dell'area, assieme al sedime vero e proprio della linea e del piazzale ferroviario (anche se vincolato come bene storico-paesaggistico unitariamente a tutti gli originari piccoli edifici ferroviari ai suoi bordi) e andrebbe a cancellare lo storico complesso della stazione ferroviaria dell'inizio '900, testimonianza identitaria della fase del primo sviluppo urbanistico della città turistica dolomitica per antonomasia, dopo la sua annessione all'Italia.
  • Proposta di tre collegamenti sciistici, definiti impropriamente “mobilità alternativa”, per unire Cortina ad Arabba, alla val Badia, all’area sciabile di Alleghe – Civetta. Già in occasione dei Mondiali di sci alpino del 2021 si è proceduto alla costruzione del nuovo collegamento Pocol – 5 Torri Son dei Prade, propedeutico alla promozione dei tre collegamenti. A questo proposito si è da tempo costituita una specifica società di impiantisti e la Regione Veneto ha promesso cospicuo sostegno economico. Qualora si procedesse nel progetto, intere zone di Rete Natura 2000 e del patrimonio Dolomiti UNESCO verrebbero devastate.
  • Costruzione di un albergo a 5 Stelle di 40.000 metri cubi di volumetria a passo Giau, comune di Colle di Santa Lucia, 2200 metri di quota. Procedura avviata.
  • Grande villaggio di lusso proposto dalla famiglia Meister di Merano in località Federavecchia, Comune di Auronzo, con chalet in legno e case sugli alberi, che andrebbe a invadere uno spazio forestale di alto pregio naturalistico collocando gli edifici in una torbiera di alta quota. Analogo villaggio è stato proposto a Cortina d’Ampezzo.
  • Proposta del tunnel sotto il Sella. Da tempo settori economici del turismo delle valli ladine propongono un grande tunnel sotto il gruppo del Sella che colleghi le quattro vallate: Arabba (Fodom), Corvara (val Badia), Selva di val Gardena (val Gardena), Canazei (valle di Fassa). Al centro, sotto la montagna simbolo delle Dolomiti, una grande rotatoria smisterebbe il traffico. Tale collegamento, a detta dei promotori, eviterebbe il traffico sui passi dolomitici (problema già risolvibile oggi usufruendo di una rete esistente di impianti di risalita unica al mondo). Chi viene nelle Dolomiti viene per godere dei paesaggi, non certo per chiudersi in un tunnel. Il costo previsto, minimale, è di 600 milioni di euro; vi è già un impegno economico della Regione Veneto e un interessamento certo delle Province Autonome di Bolzano e Trento. Ad oggi non si è avuta alcuna informazione nemmeno sul progetto… immaginiamoci su come e dove verrebbero stoccate le centinaia di migliaia di metri cubi dell’eventuale scavo.

Città di Milano

La città di Milano ospiterà le premiazioni delle gare e una serie di competizioni (pattinaggio artistico e hockey su ghiaccio) che si terranno in stadi al coperto. Sarà coinvolta quindi dalla costruzione di una grande Arena dello sport e del villaggio olimpico, quest’ultimo destinato in seguito ad essere trasformato in studentato. Nel merito non poniamo problemi a queste opere e pensiamo saranno seguite dal punto di vista funzionale e qualitativo dalle singole associazioni locali. Riteniamo invece che nei riguardi della città di Milano si debba portare attenzione all’insieme che si sta proponendo: rinnovo di piazzale Loreto, nuovo stadio Meazza, futuro utilizzo dell’Arena. La nostra attenzione è rivolta all’immagine di una città che sembra tesa ad espellere dal suo centro vitale ogni, anche minima, situazione di marginalità sociale e di differenza, costruendo una città accessibile solo a determinate categorie sociali ed economiche.

 

Trentino

La provincia autonoma di Trento ospiterà le gare di salto con gli sci, le combinate, sci di fondo, pattinaggio di velocità. Le strutture sono già esistenti e operative, ma si rimane sconvolti dalle entità degli investimenti previsti.

  • A Baselga di Pinè si svolgono le gare di pattinaggio di velocità: il costo di rifacimento dell’impianto esistente, qualora allo scoperto, si aggirerebbe sui 35 milioni di euro, se lo si porterà al coperto si supereranno i 45 milioni di euro.
  • A Lago di Tesero si terranno le gare di sci di fondo in uno stadio che ha già ospitato tre edizioni dei campionati del mondo (l’ultimo nel2013). Con poca spesa si potrebbero possono adeguare le piste alle nuove necessità tecniche. La spesa prevista, 11, 5 milioni di euro, ci porterebbe ad avere invece uno stadio tutto nuovo, tribune potenziate, spogliatoi nuovi, palestra, e perfino una pista di skiroll. A questo proposito si tenga presente che la valle di Fiemme ha già costruito, nel cuore di pascoli delicati, a passo Lavazè, 1800 metri di quota, una nuovissima pista di skiroll costata oltre 700 mila euro.
  • A Predazzo verrebbero rifatti i trampolini di salto esistenti, che già hanno ospitato 3 tre edizioni dei mondiali (1991, 2003, 2013). Il rifacimento di un’opera faraonica che verrebbe a costare oltre 23 milioni di euro, dotandola perfino di un ristorante terrazza sulla cima.
  • Verrebbe inoltre rivisto il sistema viario da Baselega di Pinè e da Trento verso Fiemme. Una spesa di oltre 16 milioni di euro in una situazione di traffico talmente minimale che sicuramente non abbisogna di ulteriori infrastrutturazioni.

Alto Adige

In Alto Adige si terranno le gare di biathlon, maschile e femminile. La struttura di Anterselva ha appena ospitato i mondiali di specialità del 2021. Nonostante questo, si parla di un potenziamento delle piste, e di un ampliamento dell’area atleti e delle tribune con una previsione di spesa che si aggira, al momento, sui 6 milioni di euro.

Ma a preoccupare in Alto Adige sono le costosissime proposte di potenziamento della viabilità verso la val Pusteria. Si prevedono due grandi rotatorie a Brunico e Anterselva (8 milioni di euro) e una tangenziale nuova da Bressanone verso la valle Pusteria (85 milioni di euro).

 

Valtellina

In Valtellina, Bormio e Livigno, si terranno le gare di sci alpino maschile, tutte le gare di freestyle e quelle legate allo snowboard. In questo caso non disponiamo delle bozze di progetto e dei finanziamenti... ma sicuramente saranno anch'essi come sempre ingenti.

 

Preoccupano e non poco gli investimenti previsti nella viabilità della Valtellina, con costi previsti che si aggirano sui 100 milioni di euro. Sono proposte avanzate in assenza di un piano della mobilità regionale e appetibili solo in vista dei cospicui finanziamenti che sono possibili da recuperare grazie all’imminente appuntamento olimpico.

Come del resto preoccupa la riproposizione di un progetto di collegamento sciistico fra Bormio e Valdidentro – Livigno. Un progetto che sembrava essere stato cassato definitivamente e che invece risorge anche questo in occasione delle Olimpiadi. Come nel Cadore, il collegamento e le relative piste incideranno su zone di grande interesse naturalistico, Rete Natura 2000 e il parco nazionale dello Stelvio.

 

Ci sono altre situazioni che andrebbero affrontate. Abbiamo ritenuto di portare alla vostra attenzione quelle che più ci preoccupano e che investono direttamente temi delicati come la difesa della biodiversità, la sicurezza idro-geologica, la tutela del paesaggio, la qualità della vita e dei servizi, la sostenibilità sociale ed economica e che rischiano di tradursi, specie per la montagna, in un vero e proprio danno economico, sociale e del comparto turistico, anche sul lungo periodo.

 

 

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