Dallo sceicco del Kuwait a Spagna '82 all'espulsione sospesa agli Stati Uniti, mai un organismo internazionale aveva accontentato i desiderata di un "regnante"

Fahad al-Ahmed al-Jaber al-Sabah. Chiii? Oppure, in maniera più elegante: "Carneade, chi era costui?", come Alessandro Manzoni fa dire a don Abbondio ne "I Promessi Sposi".
Beh, uno sceicco (shaykh) e cioè uomo di enorme influenza e ascendente del mondo arabo, kuwaitiano in questo caso. E la persona di cui sopra lo era, autorevole, ma la sua "influenza" la indirizzò in modo singolare, inedito e - si pensava - irripetibile. Adesso quell'"influenza" da singolare è diventata plurale e invece irripetibile non è più, anzi...
Spagna 1982, i mondiali che in Italia le nuove e nuovissime generazioni apprezzano perché sono stati loro raccontati con enfasi ed invece le vecchie e vecchissime, generazioni, considerano indimenticabili. Al di là di Enzo Bearzot, Paolo Rossi, Bruno Conti, Dino Zoff, Claudio Gentile, certo anche Marco Tardelli ed il suo urlo e sì anche Sandro Pertini, capo dello Stato... ci furono altri episodi, magari molto meno conosciuti.
Ancora Fahad al-Ahmed, sceicco con "influenza" ma anche titolo per ... influire: del Kuwait era principe (non ereditario), presidente del comitato olimpico nazionale e presidente della locale federazione di pallamano, ma anche uno dei fondatori e da otto anni presidente della federazione asiatica della pallamano della quale era diventato da un paio di anni anche vicepresidente mondiale.
Beh, a sorpresa, il Kuwait di calcio era arrivato al Mundial de España e, ancor più a sorpresa, aveva brillato nella partita d'esordio della fase a gironi: Cecoslovacchia-Kuwait uno a uno, allora per la vittoria si davano due punti, non tre. I gironi erano sei, ventiquattro squadre in tutto e non 48 com'è adesso, su dodici gironi.
Arriva la partita contro una Francia già sconfitta nettamente dall'Inghilterra e in enorme subbuglio per la relazione, svelata dalla stampa francese, della moglie di Michele-le-roi Platini con un compagno di squadra (anche nel club) che, non a caso, era finito in tribuna: in nazionale non giocò più.
La Francia va sul tre a zero, il Kuwait segna, ma la Francia segna ancora, anzi no. Gol valido, quattro a uno: palcoscenico per due però, lo sceicco di cui sopra e l'arbitro sovietico Myroslav Stupar che è ucraino e oggi sappiamo che è cosa diversa da russo, come lo definirono in molti. Come il giocatore francese finito in tribuna e basta con la nazionale, l'arbitro non fischierà più e non solo con le nazionali...
I giocatori asiatici s'eran fermati poco prima del gol, i francesi no: avevan segnato; pare che dagli spalti fosse arrivato un fischio ed il Kuwait in toto s'era bloccato. Chi invece non l'aveva fatto, fermarsi, anzi aveva cominciato ad agitarsi assai? Lui, Carneade, alias lo sceicco. Facilmente riconoscibile, perché abbigliato - toh guarda - proprio come uno sceicco, con la kefiah bianca e rossa a coprirgli il capo.
Manda subito segnali plateali affinché i suoi escano dal campo e abbandonino la partita quando mancano venti minuti alla fine. L'ucraino con fischietto cambia idea: s'è fatto convincere dallo sceicco influente e, incredibile, annulla la rete, facendo riprendere il gioco con una normale rimessa laterale. La Francia segnerà più avanti il quattro a uno, stavolta non annullato da Stupar che invece vedrà annullata la sua carriera arbitrale, del resto aveva già quarant'anni e tanti mesi.
Quarantaquattro anni dopo - com'era? In fila per sei... - ecco un altro sceicco: non ha la kefiah, ma in testa poche idee, non proprio tutte meravigliose, per parafrasi alla pubblicità di un tempo per i calvi. L'idea meravigliosa, altra, è di uno che fa fare i salti mortali al suo parrucchiere per non apparir calvo, the Donald.
Folarin Balogun, attaccante degli Stati Uniti, è stato espulso a Santa Clara, in California, nel sedicesimo di finale contro la Bosnia-Erzegovina vinto due a zero. Han dovuto controllare al Var il suo intervento su Tarik Muharemovič, ma poi cartellino rosso e - come diceva Vujadin Boškov "fallo è quando arbitro fischia" e ... arbitro lo ha fatto, ha fischiato ed ha espulso il giocatore che aveva segnato tre reti nel torneo, miglior marcatore degli americani.
Contrordine: la Fifa (la federazione mondiale del calcio), presieduta dall'italo-svizzero Gianni Infantino (anche libanese, cittadinanza per matrimonio) sospende il turno di squalifica, Balogun può tornare in campo per l'ottavo di finale contro il Belgio e in caso di altra espulsione, di qui ad un anno, prenderà due giornate di stop, anziché una. Una specie di sospensione condizionale della pena mai vista prima nel soccer, come chiamano il calcio in Nordamerica.
MAI ACCADUTO PRIMA, in questi termini. Dai piani alti si smentisce che ci sia stato lo "zampone" del Donald di cui sopra. Ma è lo stesso omonimo di un personaggio di Walt Disney che, direttamente su Truth Social, il media da lui creato, smentisce gli smentitori (la Fifa) e li ringrazia per essere intervenuti per assecondare la richiesta sua: insomma burattinai, burattini in un gioco da bambini, ragazzi, infanti...
Ottavo di finale a Seattle, Stato di Washington. Il mondo extra-Usa tifa Belgio, i cosiddetti diavoli rossi (la nazionale belga) dominano gli americani: è quattro a uno, anche qui come nella partita del 1982 condizionata dallo sceicco. Che, povero, venne ucciso trentasei anni fa nel primo giorno della prima guerra del Golfo dall'esercito iracheno di Saddam Hussein che aveva invaso il suo Kuwait: non meritava tanta crudeltà. Incredibile, parlando di ... Fifa: è la prima volta che un organismo internazionale di qualsiasi tipo accontenti i 'desiderata' di un qualsiasi "regnante" e stavolta non è una scartina, ma il presidente degli Stati Uniti d'America.
Oggi giornata di riposo ai mondiali, in attesa dei quarti di finale: uno, uno e due, gli incontri nelle prossime tre giornate.
Prima Francia-Marocco a Foxborouh, allo stadio dei New England Patriots di football americano; poi Spagna-Belgio a Inglewood, nello stadio dei Los Angeles Rams, stesso sport; infine a Miami Garden, nella casa dei Dolphins, Norvegia-Inghilterra e a Kansas City, nella casa dei Chiefs, Argentina-Svizzera.
Ah, la sai l'ultima sul Donald di cui sopra? Quando nel 2020, penultimo dei suoi anni della prima presidenza, i Chiefs sconfissero i San Francisco 49ers vincendo il Superbowl e assicurandosi il massimo possibile nel football americano, Donald John Trump twittò (allora non aveva ancora creato Truth) le sue congratulazioni alla squadra, ma la collocò nello Stato del Kansas. Peccato che invece sia nel Missouri che dal Kansas è separato proprio dal fiume omonimo, il Kansas appunto...Poco male. Allora s'ironizzò sulla scarsa cultura della geografia di The Donald, beh fosse rimasto tutto qui...












