Olimpiadi, ''Ora dobbiamo correre, ci siamo mangiati la dote'', Malagò dopo l'ispezione del Cio. "In arrivo tre sponsor importanti: il target è trovare 500 milioni''
Il Comitato olimpico internazionale ha preso visione degli impianti e delle infrastrutture a Milano che nel 2026 ospiteranno i Giochi olimpici invernali. "Dobbiamo pensare a un evento importante per tutto il Paese, l'obiettivo è coinvolgere gli imprenditori e le aziende per accompagnarci in questo percorso"

MILANO. Si è conclusa nelle scorse ore a Milano l'ispezione della delegazione del Cio, la prima in presenza a seguito dell'emergenza Covid. Il Comitato olimpico internazionale ha preso visione degli impianti e delle infrastrutture che nel 2026 ospiteranno i Giochi olimpici invernali di Milano e di Cortina con Trentino e Alto Adige.
"Incontrarsi insieme per la prima volta - spiega Essayah - ha consentito di portare avanti una serie di discussioni costruttive. Inoltre ci ha offerto l'opportunità di incontrare il nuovo amministratore delegato Andrea Varnier. La sua esperienza nel movimento olimpico e paralimpico, la visione e l'energia che ha espresso sono state accolte con favore dalla Commissione. Queste qualità forniranno la spinta necessaria alla squadra nei preparativi per i Giochi".
La Commissione di coordinamento del Cio, guidata da Sari Essayah, ha indicato le diverse priorità per i prossimi mesi, come la crescita dei partner nazionali, l'ottimizzazione del budget, l'avanzamento dei preparativi per la sede e il potenziamento del team del comitato organizzatore.
"Milano è tra le città più dinamiche d'Europa - dice Giovanni Malagò, presidente del Coni - ho avuto il piacere di accogliere e di ospitare la Commissione di coordinamento. E' il primo meeting internazionale per Andrea Varnier come nostro nuovo amministratore delegato. La sua collaborazione come consulente del Cio e oltre 30 anni di esperienza nel settore sono la chiave per accelerare la nostra roadmap. La sua nomina ha rappresentato un passaggio fondamentale in quanto è il candidato ideale per guidare la Fondazione Milano Cortina 2026 nella sua prossima fase di sviluppo".
La nomina dell'ad era molto attesa dal numero uno dello sport italiano. "Andrea Varnier è la luce in fondo al tunnel. Con i suoi 30 anni di esperienza nel mondo dello sport e delle Olimpiadi si è perfettamente calato nella parte. Sappiamo quali sono problemi e criticità, sono stati vivisezionati uno per uno e penso che saranno risolti".
Ci sono alcune difficoltà e il presidente del Coni ribadisce la necessità di dover accelerare. "Ci sono stati quattro esecutivi a Roma in tre anni. Ma oggi è tutto molto chiaro. Finalmente c'è un governo a bordo della governance Milano-Cortina. E' importante la protezione del Governo alle nostre spalle. Dobbiamo pensare a un evento importante per tutto il Paese, l'obiettivo è coinvolgere gli imprenditori e le aziende per accompagnarci in questo percorso. Ci siamo mangiati la dote: avevamo scelto di fare un dossier con l'Olimpiade dei territori, il 90% degli impianti era già realizzato, ora pancia a terra e lavorare".
C'è da spingere anche sul lato finanziario per garantire il budget e dal punto di vista commerciale, il 2023 sarà un anno molto importante. "Nel giro di 60 giorni chiuderemo tre contratti, non diciamo il nome degli sponsor, ma siamo ai dettagli. Anche in questo senso c’è da recuperare il terreno perduto. Il target dei 500 milioni? L’obiettivo è cercare di avvicinarci, in alternativa c’è quello di contenere i costi”.
E' stata evidenziata la crescente motivazione tra i potenziali partner nazionali nell'abbracciare i Giochi e di conseguenza l'aspettativa della Commissione di coordinamento del Cio di capitalizzare questo interesse per aumentare i ricavi. Ciò si basa sugli accordi finalizzati con diversi partner nazionali negli ultimi mesi.
Durante i tre giorni di incontri, i membri della Commissione hanno ascoltato gli aggiornamenti sui traguardi fin qui raggiunti e hanno visitato le diverse sedi in tutta la città, tra cui lo Stadio Giuseppe Meazza. "A noi va bene tutto, se rimane questo San Siro è evidente che vada sistemato per una cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Siamo spettatori interessati, non spetta a noi stabilire se si farà in tempo a fare un nuovo stadio".
I membri del CoCom hanno incontrato alcuni alunni della scuola dell'infanzia. "La nostra ambizione - prosegue Malagò - è che tutti i bambini nati dopo il 2010 pratichino sport regolarmente e utilizzino lo sport per comprendere la diversità culturale, utilizzare solo mezzi di trasporto sostenibili e crescere in una società più inclusiva e integrata. Sono stati dettagliati anche i piani legacy, con l'obiettivo collettivo di lasciare alle generazioni future arene e infrastrutture per la mobilità che siano tutte finanziariamente sostenibili. Il progetto di Milano Cortina è completamente allineato con l'Agenda Olimpica 2020+5 e la sua visione di Giochi economici che sfruttano le strutture e le competenze esistenti. La stretta collaborazione tra tutte le parti interessate è fondamentale per lo sviluppo di questo progetto unico".
C'è stato anche un tour di alcune delle sedi dei Giochi: il villaggio olimpico di Milano, l'iconico stadio di San Siro, che ospiterà la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali, l'International Broadcast Centre e Main Press Centre, e l'Assago Arena, che ospiterà le gare di pattinaggio artistico e di pattinaggio di velocità su pista corta.
Il prossimo anno la visita dovrebbe riguardare Veneto e Trentino con le due venues più "deboli", la pista da bob di Cortina con Innsbruck sembra interessata alle vicende che riguardano l'impianto e il pattinaggio velocità a Baselga di Pinè, con Milano e Torino dietro l'angolo, soluzioni difficilissime ma non ancora totalmente impossibili.


















