Una sciarpa da record abbraccia il Giro d'Italia. Quasi 300 donne per lavorare 2 chilometri di lana e l'obiettivo è ''sferruzzare'' altri 15 mila metri
Una mobilitazione solidale, perché – quando il record sarà raggiunto – tutta la mastodontica sciarpa verrà suddivisa in coperte o abbigliamento da donare ai senzatetto, a quanti hanno bisogno di difendersi dalle intemperie. Il passaggio del Giro rosa è servito per pubblicizzare questa lodevole benefica iniziativa della Pro loco Lasino-Lagolo-Madruzzo

MADRUZZO. Il Giro d'Italia sfila lungo una sciarpa record: quasi 2 chilometri di lunghezza degli oltre 5 già "sferruzzati" nel tentativo di raggiungere il primato assoluto di 17 chilometri. Iniziativa della Pro Loco Lasino-Lagolo-Madruzzo che oggi ha avuto l’anteprima lungo la strada del Giro, nel tappone che da Bassano – passando dal Bondone – finiva a Madonna di Campiglio.

Una sciarpa per solidarietà, per il riuso della lana e non tanto per raggiungere il record. Motivazione nobile, subito documentata dalla Carovana Rosa, con immagini dall’elicottero, lungo il filo ipercolorato che si stagliava tra Ponte Oliveti e la Sarche, nella piana del Sarca che i ciclisti hanno apprezzato prima di scalare verso le Dolomiti di Brenta.
Immagini tv e apertura della cronaca agonistica su Radio1, con il commento di Manuel Codignoni. Sciarpa variopinta, con quasi 300 donne da mesi impegnate nella lavorazione. Tutta la comunità di Madruzzo s’è mobilitata, ma in aiuto sono arrivate "montagne" di lana da ogni parte d’Italia.

Lana, ma pure lembi di sciarpa da unire a quelli in divenire nella sede della Pro Loco di Lasino. Dal Veneto, Lombardia e da tantissimi paesi montanari.
A Lasino sono pronti ad accettare ogni donazione di gomitoli, ma anche qualche "trancio di sciarpa" preconfezionata. Senza nulla sprecare, solo per abbracciare – con una sciarpa – quanti avranno freddo.
Una mobilitazione solidale, perché – quando il record sarà raggiunto – tutta la mastodontica sciarpa verrà suddivisa in coperte o abbigliamento da donare ai senzatetto, a quanti hanno bisogno di difendersi dalle intemperie. Il passaggio del Giro rosa è servito per pubblicizzare questa lodevole benefica iniziativa. Per abbinare sport a solidarietà e – perché no – colorare il percorso della corsa più rosa di tutte.



















