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Un'influencer "atipica" made in Trentino. Leda Zanoni, classe '73, ha 160.000 followers su Instagram, una figlia ingegnere ed è sposata da 25 anni: "Per me è iniziato tutto come un gioco"

Un successo, quello di Leda Zanoni, che lei stessa fatica a spiegarsi. "Ho aperto il mio profilo Instagram nel 2016 e ho iniziato a postare foto, così, per gioco. Nella vita faccio tutt'altro. Di Chiara Ferragni, d'altro canto, ce n'è solo una. Dopo la prima foto, ho subito ricevuto un riscontro positivo e, così, ho continuato a postare. Gli haters? Fortunatamente i commenti positivi superano di gran lunga quelli negativi"

Pubblicato il - 21 maggio 2020 - 16:15

TRENTO. Leda Zanoni, classe '73, ama definirsi una "influencer atipica". Nella vita, infatti, fa tutt'altro: è una libera professionista, lavora in un'azienda commerciale, da poco ha anche aperto una ASD Fitness action, ha una figlia ingegnere e, a giugno, festeggerà 25 anni di matrimonio.

 

Insomma, quello di influencer non è per lei un lavoro (non lo è ancora, almeno). Il suo profilo Instagram (QUI), però, conta ad oggi più di 160 mila followers e le foto postate raggiungono in media 10.000 likes (con punte di 30.000). Come ha fatto, Leda, a raggiungere un simile successo? "Non so spiegarmelo nemmeno io - risponde -. Ho aperto il mio profilo Ig circa tre anni fa così, per gioco, non mi aspettavo sicuramente tutto questo seguito".

 

La storia di Leda è una storia particolare e porta con sé anche una ferita. "Sono sempre stata contraria ai social, alla condivisione della propria vita. Poi, nel 2009, mio fratello è morto in un incidente stradale. Lui aveva un profilo Facebook con tantissimi amici. Mi sono, quindi, ritrovata a gestire la sua pagina e, poi, ad aprirne una mia per tenermi in contatto con tutti loro".

 

Nel 2016, poi, è arrivata anche l'apertura del profilo Instagram. "Ho iniziato a postare selfie e foto che mi rappresentavano e, da subito, ho avuto un grandissimo riscontro. Moltissimi sconosciuti apprezzavano i miei scatti. Non me l'aspettavo davvero".

 

Come ci tiene a precisare Leda, le sue non sono foto professionali. Sono foto amatoriali, autoscatti da "buona la prima", come dice lei. I followers sono aumentati, e aumentano, costantemente. Leda, però, non riesce a spiegarsi quest'incremento e, soprattutto, le logiche sottese all'aumento e alla diminuzione dei followers. "Instagram è un mondo strano. Ci sono giorni in cui, nonostante io non posti nulla, i followers aumentano tantissimo. Altre volte, invece, nonostante io posti magari una foto che a mio parere spacca, prendo pochi likes".

 

I followers sono aumentati soprattutto nell'ultimo anno: basti pensare che la prima foto postata sul profilo aveva raggiunto 478 likes mentre una delle ultime è arrivata a circa 30.000. 

 

"Dalle statistiche di Instagram la maggior parte delle persone che mi seguono - continua Leda - sono italiane e hanno una media di 35 anni. Gli haters? Sono fortunata, non ricevo spesso commenti o messaggi negativi. Ne trovo uno ogni tanto ma cerco di non darci troppo peso".

 

Dati questi numeri, si potrebbe pensare che quello che era nato come un gioco sia diventato (anche) fonte di business per Leda, ma non è così. "Non ho mai collaborato con nessuno, mi sono arrivate e mi arrivano proposte di collaborazione da brand e aziende ma, fin'ora, non ho mai accettato perché non le ho mai ritenute interessanti. Di solito, sopra i 50 mila followers circa, le aziende ti contattano, ti mandano un loro prodotto e un codice sconto per le persone che ti seguono. Tu, poi, ricevi una percentuale sul venduto con quel codice. Questa è una della modalità per guadagnare su Ig, ma ce ne sono anche altre. Fin'ora, io, non ho accettato alcuna di queste proposte ma mai dire mai".

 

"Mio marito e mia figlia - continua - spesso mi prendono in giro. Mia figlia è laureata in ingegneria ed è proprio il contrario di me, odia farsi fotografare".

 

Quanto al futuro degli influencers - che, secondo alcuni, sarebbero stati messi in ginocchio dalla pandemia - Leda ha le idee piuttosto chiare. "Di Chiara Ferragni ce n'è stata solo una. La Ferragni ha una gran testa e uno spirito imprenditoriale eccezionale. Quello dell'influencer non è un lavoro, dietro devono esserci dei professionisti".

 

"Mi preoccupa soprattutto - conclude - l'idea di perfezione che spesso i social trasmettono. Cos'è la perfezione? Siamo umani, e siamo molto più belli con tutte le nostre imperfezioni. Anch'io ho la cellulite e non mi faccio problemi a mostrarla".

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