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Trento
02 ottobre | 20:20

Una vita tra social e fatica contadina: la storia di Federico Valgoi, l’agri-influencer che racconta il suo lavoro tra meleti e ciliegi: "C'è tanto lavoro dietro alla campagna"

Conosciuto come "valzioo" su Instagram, Federico Valgoi gestisce l'azienda agricola di famiglia a Pergine Valsugana, e attraverso reel e storie racconta in chiave divertente la vita di un contadino frutticolo, dove tra meleti e ciliegi ha trovato il suo futuro

di Giorgia De Santis

TRENTO. Un agricoltore “social” che attraverso storie e reel divertenti, racconta la dura vita di un contadino frutticolo: Federico Valgoi, è un ragazzo di 28 anni di Susà di Pergine, conosciuto su Instagram come “valzioo”. Nel 2024 ha vinto il premio Oscar Green promosso da Coldiretti nella categoria “Agri-influencer” e attualmente la sua pagina è seguita da più di 26mila follower con i quali ogni giorno condivide la sua vita tra meleti e ciliegi.

 

Valgoi, gestisce l’azienda agricola di famiglia “Valz” a Pergine Valsugana, lasciata dal padre Pierino, ora in pensione, ma che è sempre pronto a dargli una mano, e tra un terreno di nove ettari e mezzo di meleti, tre ettari e mezzo di ciliegi e tre mila metri di vigne, ha trovato il suo futuro, anche se da piccolo i suoi progetti erano diversi. 

 

Hai sempre voluto fare questa vita?

Fino ai 14 anni non amavo per niente la vita di campagna, e non mi sono mai interessato a viverla e scoprirla. Il mio sogno iniziale era fare l’architetto, ma poi mi sono laureato in Scienze agrarie a Padova. Ho cominciato ad avvicinarmi a questa vita verso i 19 anni e da lì in poi non l’ho più lasciata.

 

Una vita fatta di sacrifici che hai deciso di mostrare in chiave più leggera e divertente sui social. Com’è nata l’idea?

Un giorno, Linda, una ragazza che ha sempre lavorato da me in campagna, mi ha suggerito di fare dei video sui social. Sono sempre stato un ragazzo estroverso e divertente, anche secondo i miei amici, e ho deciso di provare. Linda ha registrato il primo video nel 2023, dove semplicemente raccoglievo le mele, per poi fare storie tutti i giorni fino a pubblicare dei reel sulla mia vita, e da lì è diventato un divertimento farlo. Il primo anno dalla creazione della pagina pubblicavo un reel al giorno, adesso sono meno costante perché è diventato un doppio lavoro ed è impegnativo starci dietro. Grazie a questo secondo lavoro ho cominciato a girare molto, sono andato in un vivaio in Olanda, in un’azienda di pali in legno a Padova, e a Rovereto in un’azienda di rimorchi dove faccio delle collaborazioni sul mio profilo, anche se a volte può essere molto impegnativo.

 

Ti saresti mai aspettato un successo simile?

Non so se si può “aspettare” un successo simile, secondo me ci provi con l’idea di potercela fare ma senza dare nulla per scontato, e così sono anche con il mio primo lavoro. Quello che ho notato però è che per i settori di nicchia come il mio è più facile fare successo, perché non ci sono tante persone che condividono questa realtà sui social, a differenza del settore turistico che è molto più conosciuto.  

 

C’è un messaggio in particolare che vuoi trasmettere attraverso i tuoi video?

In realtà voglio semplicemente far vedere il mondo della campagna, tra lati positivi e negativi. Prima di questo profilo, tanti miei amici mi hanno sempre preso in giro dicendo che gli agricoltori stanno a casa tutto l’inverno, e con i social invece dimostro in realtà quanto lavoro c’è dietro, che è costante tutto l’anno e pieno di imprevisti e problemi, ma che in realtà hanno sempre una soluzione.  


 

Secondo te ci sono giovani che vogliono tornare a fare questo stile di vita?

Sì assolutamente, ci sono molti giovani che capiscono quanto sia bella la vita in campagna, ma credo che ci sia stato un salto generazionale, tra quella più adulta di mio padre e la mia, ma adesso ci sono nuovi ragazzi che ritornano a questa vita, che, seppur fatta di sacrifici può dare grandissime soddisfazioni.

 

Ricevi spesso messaggi dai tuoi follower?

Sì, ne ricevo tanti ogni giorno, principalmente per valutare come lavoro perché sono tanti contadini. Ma anche tante persone dall’estero che mi chiedono informazioni sul tipo di agricoltura che c’è qua in Trentino, perché la loro è diversa, da come si raccoglie a come sono gli impianti di adesso.  

 

Guardando com’è la tua vita adesso, cambieresti qualcosa o torneresti indietro?

È una domanda difficile a cui rispondere. Sicuramente se mio padre non avesse fatto il contadino non mi sarei mai avvicinato alla campagna, mi è capitato di pensarci, ma non credo cambierei vita, amo il mio lavoro.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri, sia per l’azienda che per la tua pagina Instagram?

Nel momento in cui mio padre smetterà di lavorare e darmi una mano sarà più difficile gestire l’azienda da solo e bisognerà trovare una soluzione. Mi piacerebbe buttarmi sul turismo e aprire un agricampeggio, è da tempo che cerco per trovare un terreno vista lago per poterlo costruire, ma è un  progetto molto grande e difficile da realizzare. Per quanto riguarda i social invece vorrei aprire ufficialmente un’altra pagina, “coltivami”, dove condivido pillole di agricoltura e informazione agricola, condividendo temi più tecnici, ma attualmente è in stand by, ci lavorerò con il tempo.

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