Dopo sei anni il Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa è ''rinato'' grazie anche a una ditta trentina
Ieri è stata consegnata l'opera di restauro della struttura palladiana alle autorità cittadine e dell'Ana: ''L’intervento iniziato alla fine del 2015 ha previsto l’alleggerimento della struttura: il monumento palladiano è stato sollevato di circa 45 centimetri nella zona collassata, mentre le fondazioni lignee, completamente degradate, sono state completamente sostituite da travi reticolari e pilastri in acciaio''

BASSANO DEL GRAPPA. E' rinato ancora il Ponte di Bassano del Grappa e questa volta c'è una ditta trentina dietro l'importante intervento di restauro: si tratta della Inco di Pergine Valsugana.
Più volte ricostruito da quando lo progettò Andrea Palladio nel 1569, travolto dal Brenta, incendiato e dal '900 legato indissolubilmente alla figura degli Alpini, perché se nella prima guerra mondiale veniva attraversato da migliaia di soldati italiani per raggiungere l'altopiano dei Sette Comuni dopo la seconda, nel '48, fu ricostruito proprio dalle Penne Nere dopo che era stato prima bombardato dagli aerei alleati e poi fatto saltare dai partigiani (il ponte, infatti, restava un obiettivo strategico e i bombardamenti alleati sul centro storico sarebbero continuati finché il collegamento tra le due sponde del Brenta restava intatto e poi in questo modo avrebbero sabotato le via di fuga delle truppe tedesche seguendo un'azione coordinata con le altre formazioni partigiane della Pedemontana).

Non per niente si chiama Ponte degli Alpini e l'inaugurazione ufficiale è fissata per il 3 ottobre in occasione delle celebrazioni del centenario della Sezione di Bassano del Grappa. Una data simbolica perché nel dopoguerra, proprio il 3 ottobre 1948, venne ricostruito, come dicevamo, dagli Alpini e inaugurato alla presenza dell’allora presidente del consiglio Alcide De Gasperi.

Ieri, però, è stata una data importante perché la struttura è stata restituita alla città di Bassano del Grappa presenti le autorità cittadine, i rappresentanti dell'Ana e le maestranze che hanno lavorato al cantiere della Inco di Pergine. ''L’intervento - spiega l'Ana sulla sua pagina internet - iniziato alla fine del 2015 ha previsto l’alleggerimento della struttura: il monumento palladiano è stato sollevato di circa 45 centimetri nella zona collassata, mentre le fondazioni lignee, completamente degradate, sono state completamente sostituite da travi reticolari e pilastri in acciaio. L’impianto d’illuminazione, realizzato con tecnologia led, è controllato da un sistema digitale che consente le regolazioni ed è stato donato dall’Associazione Nazionale Alpini''.















