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Belluno
03 agosto | 18:15

Il Rifugio Olivo Sala compie 100 anni. La storia della vedetta più avanzata dell'esercito italiano durante la Grande Guerra nel Comelico Superiore

Il Rifugio Generale Olivo Sala al Popèra (ex) era stato inaugurato esattamente il 3 agosto 1924 come dimostrato dai giornali dell'epoca allegati al post prodotto dal Cai Val Comelico 

Il Rifugio Olivo Sala compie 100 anni
di Redazione

COMELICO SUPERIORE. Cento anni di storia che partono ancor più lontano “utilizzando i resti di una solidissima costruzione in muratura iniziata dal Reparto volontari Alpini del Cadore, nel 1915,” al comando del capitano Celso Coletti, costruzione proseguita nel ‘16 dagli Zappatori del 24° fanteria, e probabilmente sopraelevata nel 1917 dagli Alpini del capitano comandante del settore Giovanni Sala. Il Rifugio Generale Olivo Sala al Popèra (ex) era stato inaugurato esattamente il 3 agosto 1924 come dimostrato dai giornali dell'epoca allegati al post prodotto dal Cai Val Comelico dove spiega la storia di questa straordinaria struttura addossata alla viva roccia. 

 

Nato come Rifugio Popèra nel 1930 verrà ribattezzato Rifugio Olivo Sala. Ricostruito dalla Sezione di Padova “dai resti della solida costruzione in muratura adibita a Comando della "Region Popera"'' trovato semidistrutto da anni di neve, di tempeste, di abbandono fu inaugurato il 3 agosto 1924. ''Adibito a piccolo rifugio denominato Popera - spiega il Cai Val Comelico - con sala da pranzo e cucina al pianterreno e stanze al piano superiore, dentro non c'era il gabinetto, ma c'erano le "latrine" un po' più in basso sotto il rifugio''.

 

Nel documento di ricostruzione legato al centenario del rifugio si legge che ''all’inizio, il Rifugio non aveva altro nome che quello della località dove era stato costruito, Popèra, da post-petras, forse. Posto sul limite del Vallon Popèra, di fronte alla bastionata dolomitica del vecchio confine italiano che, sui 3000 metri di quota, andava dal Triangolo di Popèra, alla Pala, alla Croda Rossa, al Pianoro del Dito con il Passo della Sentinella, alla Cima 11, al monte
Popèra con i suoi ghiacciai (l’Alto, il Basso, il Pensile, ... )
. Il piccolo rifugio, ancorato sul Creston Popèra, era il Comando del capitano Giovanni Sala, comandante del Settore, ed era la vedetta avanzata dell’esercito italiano, punto di
partenza delle incredibili azioni che nel 1916 avevano portato alla conquista del Passo della Sentinella''.

 

''Il Rifugio del Popèra - prosegue il documento - quindi, sul crestone, era, ed è, affacciato sopra la verticale muraglia che con un salto di cinquecento metri sovrasta la Selva Piana. Nel marzo del 1917 l’allora Tenente Colonnello Olivo Sala, comandante del Btg. Fenestrelle nel contiguo settore Cima Vallona- Palombino, venne inviato in “Region Popèra” per accertare le condizioni delle posizioni italiane che, sconvolte dalle valanghe e dalle nevicate di quel terribile inverno che non finiva più, erano state sepolte anche da sei, otto, metri di neve. Con una compagnia del Fenestrelle e coadiuvato dagli irriducibili alpini del comandante del settore, capitano Giovanni Sala, suo fratello, tutte le postazioni di osservazione e difesa vennero ripristinate e rafforzate''.

 

Quindi nel 1930, come specificato da Italo Zandonella Callegher nel suo interessante volumetto la “Storia del rifugio Gen. Olivo Sala al Popèra”, Angelo Manaresi, Presidente Generale del C.A.I. e Presidente dell’A.N.A., ribattezzava il Rifugio intestandolo al nome del Generale Olivo Sala.

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