Il soccorso alpino festeggia i 70 anni e inaugura la nuova sede: "Questa estate gli interventi sono aumentati: +3% delle richieste di aiuto"
Il Bellunese può contare oggi su 760 volontari. Nell'occasione è stato presentato anche il libro “Di roccia e di Cuore, 1954-2024: 70 anni di solidarietà. Buon compleanno Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico” e di festeggiare i 70 anni dell’ente

BELLUNO. Si è tenuta sabato scorso la partecipata e sentita inaugurazione della sede del Soccorso alpino di Belluno, nell’area dell'aeroporto, che ha visto la presenza delle autorità, dei rappresentanti dello stesso soccorso e di molti operatori che tutti i giorni si mettono a disposizione per salvare la vita alle persone in quota. L’occasione ha permesso anche di parlare del libro “Di roccia e di Cuore, 1954-2024: 70 anni di solidarietà. Buon compleanno Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico” e di festeggiare i 70 anni dell’ente.
Andando a ritroso si può vedere che ufficialmente il Cnsas nasce il 12 dicembre del 1954 in una riunione del Consiglio Centrale del Club Alpino Italiano, tenutasi a Clusone in provincia di Bergamo, dove si diede attuazione all’organizzazione di un soccorso strutturato in montagna, suddividendo il territorio nazionale in undici zone-delegazioni, tra le quali Belluno. A queste realtà territoriali corrispondevano le prime 26 Stazioni di soccorso alpino alle quali, già a partire dall’anno successivo, se ne aggiunsero molte altre, sino ad arrivare alle attuali 279 tra Stazioni “alpine” e “speleologiche”. Solo in Veneto si contano oggi 760 volontari.

Per quanto riguarda il Soccorso Alpino, si sono succeduti gli interventi del presidente veneto Rodolfo Selenati e del presidente nazionale Maurizio Dellantonio. Il primo ha fatto presente che fin da subito il soccorso alpino ha visto una presenza capillare sul territorio bellunese e Veneto, ha poi evidenziato che gli interventi nell’estate appena trascorsa hanno visto un incremento del 3%, a dimostrazione che bisogna sensibilizzare sempre più i frequentanti della montagna ad avere comportamenti e vestiario corretti, e poi ha ringraziato gli assessorati regionali alla sanità ed alla protezione civile per il supporto oltre che ringraziare i familiari dei volontari “che sono in pensiero ogni volta che uno di loro parte per un intervento”.

Il secondo tra i suoi punti, ha ribadito l’appello ad avere prudenza quando si va in montagna, ripreso anche nell’intervento del prefetto Antonello Roccoberton che ha messo in luce anche la funzione di protezione civile che il soccorso alpino ha insieme alle altre forze deputate. Presente anche il dottor Paolo Rosi del Suem che ha evidenziato la sinergia tra i due enti e l’importanza degli avanzamenti tecnologici e della formazione che sono parte essenziale del soccorso in quota. Formazione costante messa in risalto anche dall’assessora regionale alla sanità Manuela Lanzarin che ha ritenuto fondamentale il connubio tra la sanità veneta e il soccorso alpino, ricordando come la sede sia anche la “casa” di Falco 2 in estate ed inverno.

Negli interventi del sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin e del monsignor Giorgio Lise sono emersi i concetti di riconoscenza per il lavoro svolto, dell’importanza del mettersi al servizio della comunità e del sapere dire grazie a chi si spende per il bene altrui tante volte mettendo a repentaglio la propria vita come successo in tre episodi ricordati dall’assessore regionale alla protezione civile Gianpaolo Bottacin che ha ripercorso il 22 agosto 2009 a Rio Gere, il 31 agosto 2011 a San Vito di Cadore e 10 agosto 2012 del monte Cridola. A chiudere i discorsi delle istituzioni il senatore Luca De Carlo e il presidente della provincia Roberto Padrin.
Alle dottoresse Michela Canova, curatrice del libro, e Michela Antiga, editrice, il compito di raccontare la pubblicazione fatta in occasione dei 70 anni del sodalizio: “Di roccia, come le montagne su cui si muovono rapidi di giorno e di notte. Di cuore, come i sentimenti, spesso celati da un’indole concreta e riservata, che li spingono a partire per correre in aiuto di chi sia in difficoltà, ferito, smarrito. I ricordi di 140 soccorritori sono racchiusi in 58 racconti, due per ciascuna delle Stazioni che dal 1954 sono entrate a far parte del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, servizio regionale del Veneto. Attraverso la loro narrazione vengono ripercorsi gli interventi che in questi sette decenni li hanno segnati nel profondo, vicende conclusesi nella felicità di una guarigione, nella gioia di un ritrovamento, come nel dolore di una perdita. Nelle parole dei protagonisti, sia storici componenti che soccorritori attuali, emergono gli stati d’animo, la fatica, la determinazione nel cercare di risolvere le situazioni difficili che coinvolgono gli abitanti e i frequentatori delle terre alte, dalle Dolomiti al Monte Baldo, dai Colli Euganei all’Altopiano dei Sette Comuni. Una libro che si è voluto fare con immagini in bianco e nero di modo da non dare un passato ed un presente ma fissare dei momenti nella storia del soccorso”.
Il libro è stato creato grazie al supporto di numerosi sponsor e verrà distribuito con un prezzo di copertina utile ad alimentare le attività del soccorso alpino. In giornata è stato distribuito insieme ad un gadget portachiavi creato artigianalmente dai ragazzi della casa circondariale di Belluno nell’ambito dei lavori svolti con la cooperativa Sviluppo & Lavoro.












