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Gender gap, l’Italia sale al 63esimo ma è tra i peggiori dell’Ue: serviranno 135,6 anni per colmare il divario fra uomini e donne nel mondo

L’Italia è al 114esimo posto (su 156 Paesi) per la partecipazione delle donne alla vita economica: solo il 28% ricopre posizioni di vertice; va meglio con “politica” e istruzione. L’amministratrice delegata del Forum economico mondiale: “La pandemia di Covid-19 ha sollevato nuove barriere contro la costruzione di società ed economie prospere e inclusive, bloccando il progresso verso la parità di genere”

Pubblicato il - 31 marzo 2021 - 12:40

TRENTO. Guardando al bicchiere mezzo pieno l’Italia, nella classifica del Global Gender Gap Index, ha guadagnato 13 posizioni rispetto al 2020, piazzandosi al 63esimo posto su 156 Paesi. D’altro canto però, Roma resta fra i peggiori Stati all’interno dell’Unione europea per quanto riguarda il divario di genere, che l’indice misura su: partecipazione economica, opportunità, istruzione, salute, aspettativa di vita e partecipazione politica.

 

“La pandemia di Covid-19 – spiega Saadia Zahidi amministratrice delegata del Forum economico mondiale – ha sollevato nuove barriere contro la costruzione di società ed economie prospere e inclusive. I divari di genere preesistenti hanno ampliato il divario tra gli uomini e le donne. I settori più colpiti dai lockdown e dalla rapida digitalizzazione sono quelli in cui le donne sono impiegati più frequentemente”. Tutto ciò, combinato all’aumento degli impegni per seguire figli e parenti non autosufficienti (compiti che sono ricaduti soprattutto sulle donne) secondo Zahidi “ha bloccato il progresso verso la parità di genere” in diversi Stati del mondo. Con il ritmo attuale per raggiungere la parità di genere e colmare i divari fra uomini e donne ci vorranno 135,6 anni.

 

 

Fra i Paesi che in questo senso hanno retto meglio l’urto della pandemia, e per questo dominano la classifica del Global Gender Gap Index, ci sono: Islanda, Finlandia, Norvegia, Nuova Zelanda, Svezia, Namibia, Ruanta, Lituania, Irlanda e Svizzera. L’Italia come già anticipato occupa la 63esima posizione, nell’Ue fanno peggio solo: Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Cipro, Malta, Romania, Grecia e Ungheria, quest’ultima al 99esimo posto. In ultima posizione c’è l’Afghanistan preceduto da Yemen, Iraq, Pakistan, Siria, Congo e Iran.

 

L’Italia è citata fra i Paesi dove le donne nel mercato del lavoro sono sottorappresentate: secondo l’indice solo il 56,5% delle italiane è parte attiva, gli uomini rappresentano oltre il 75%, inoltre le donne con ruoli dirigenziali rappresentano solamente il 27,8% del totale. Non è un caso che l’Italia sia scivolata in 114esima posizione per quanto riguarda la partecipazione alla vita economica. Il dato migliore si registra sul fronte della partecipazione alla politica dove l’Italia ricopre la 41esima posizione.

 

 

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