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Bolzano
23 ottobre | 16:39

Disuguaglianze di genere, "poche" donne dirigenti nella pubblica amministrazione (30%) e nelle aziende agricole (13,5%): i dati del “Gender Report Alto Adige 2024”

Eurac Research ha presentato per la prima volta un rapporto interdisciplinare che esplora l’influenza del genere nella vita sociale ed economica in Alto Adige: otto aree chiave analizzate, dalla salute alla partecipazione politica, con dati locali e suggerimenti "virtuosi"

Disuguaglianze di genere, "poche" donne dirigenti nella pubblica amministrazione (30%) e nelle aziende agricole (13,5%)
di Redazione

BOLZANO. Il “Gender Report - Alto Adige 2024”, presentato oggi in conferenza stampa da Eurac Research, fornisce una visione scientifica e approfondita su come il genere influenzi diversi aspetti della vita quotidiana in provincia di Bolzano.

 

Il rapporto esamina 8 settori principali: storia, cultura e arte; linguaggio inclusivo e di genere; istruzione e scienza; assistenza e salute; ambiente, territorio e settore energetico; partecipazione politica ed economica; minoranze e intersezionalità; violenza di genere.

 

Il report combina quindi studi locali con esperienze e buone pratiche provenienti da altre parti d’Italia e del mondo, fornendo una base scientifica per capire meglio come le questioni di genere influenzino la realtà altoatesina: curato dalla sociogiurista Alexandra Tomaselli e dalle politologhe Katharina Crepaz e Mirjam Gruber, il documento raccoglie contributi di oltre 40 esperti del gruppo interdisciplinare Gender Dynamics di Eurac Research.

 

Uno dei dati più significativi riguarda la disuguaglianza di genere nel mondo del lavoro. Sebbene le donne altoatesine siano mediamente più istruite rispetto agli uomini (75% delle ragazze frequenta una scuola superiore contro il 63% dei ragazzi), le donne occupano solo il 30% delle posizioni dirigenziali nella pubblica amministrazione, nonostante rappresentino oltre il 70% del personale.

 

Anche nell’agricoltura, dove le donne hanno ottenuto pari diritti ereditari solo da circa vent'anni, il 13,5% delle aziende è gestito da loro, una percentuale inferiore rispetto alla media nazionale.

 

Il rapporto non si limita ai numeri, ma esplora anche il ruolo del linguaggio inclusivo. Molte istituzioni locali stanno adottando linee guida per superare l’uso del maschile sovraesteso, favorendo un’espressione che rappresenti equamente tutti i generi. Questo processo di trasformazione è essenziale per abbattere stereotipi ancora radicati, specialmente nelle professioni e nei contesti sanitari​.

 

Un altro tema cruciale affrontato dal report è la violenza di genere. Secondo i dati Astat, nel 2022 i quattro centri antiviolenza della provincia hanno accolto 600 donne, con un aumento del 2,3% rispetto all'anno precedente. Il fenomeno sembra in crescita anche nel 2023​.

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