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Bolzano
11 aprile | 18:08

"A casa non hai moglie? Ecco cosa viene risposto agli uomini che chiedono il congedo di paternità". Equal Pay Day: ecco perché non c'è solo la discriminazione salariale

Le donne in Alto Adige guadagnano il 17% in meno rispetto ai colleghi uomini, ma non é questo l'unico problema. Nel corso dell'Equal Pay Day si è parlato anche di un paradigma culturale che deve essere cambiato: non deve essere per forza la donna ad occuparsi dei figli o dei genitori anziani. "Eppure - sottolinea ironicamente la vicepresidente della commissione pari opportunità della Provincia, Nadia Mazzardis - abbiamo scoperto che i figli sopravvivono anche se sono i padri che stanno con loro a casa''

"A casa non hai moglie? Ecco cosa viene risposto agli uomini che chiedono il congedo di paternità"

BOLZANO.  “I figli affidati agli uomini sopravvivono”. Non è solo una questione di salario e di denaro, ma anche di cultura. Come spiegato da Nadia Mazzardis, vicepresidente della Commissione pari opportunità della Provincia di Bolzano, il problema è anche altro.

 

Nel corso di flashmob avvenuto in piazza Walther a Bolzano in occasione dell'Equal Pay Day, non è stato infatti “solo” sottolineato come, anche nel 2025, le donne in Alto Adige guadagnino in media il 17,3% in meno degli uomini. Il problema è ben più ampio, è culturale, è radicato.

 

Se ad oggi un uomo facesse richiesta per il congedo parentale, con tutta probabilità gli verrebbe chiesto “ma a casa non ce l’hai una moglie?” - sottolinea Mazzardis - è questo concetto che deve essere cambiato: l’idea che siano le donne a doversi occupare della cura dei figli o dei genitori anziani”.

 

“E’ innegabile che il divario salariale esista e sia un problema, sia tra le dipendenti che tra le libere professioniste. Ma c’è molto altro. Si confonde il lavoro di cura con l’affettività - spiega Mazzardis - Si pensa sempre che le donne debbano lavorare per questioni economiche, ma che starebbero tanto volentieri a casa a crescere i bambini. E’ questo paradigma ad essere sbagliato. Moltissime donne vogliono lavorare ma si scontrano con limiti oggettivi: perché se i bambini devono essere accuditi, è compito della donna. Se i genitori sono anziani e hanno bisogno di aiuto è la donna che interviene , spesso, rinuncia al lavoro per seguire i famigliari. Se i figli venissero accuditi dai padri, sopravviverebbero, ne siamo tutte certe”.

 

Secondo Mazzardis, inoltre, le donne “vengono associate a tutto ciò che non è razionale e quindi ritenute meno affidabili per incarichi di prestigio, ancora oggi spesso rinunciano all'autonomia finanziaria per occuparsi del lavoro di cura gratuito o non ne hanno avuto la possibilità. È necessario normalizzare il rapporto delle donne con i soldi, perché “se in una società la metà della popolazione è più povera dell'altra, l'intera società è povera”.

 

Maria Elena Iarossi, ricercatrice dell'IPL (Istituto per la promozione dei lavoratori), ha dato uno sguardo ai dati concreti: nel 2023, gli uomini percepivano in media 30.678 euro l'anno come retribuzione lorda nel settore privato, in base al sesso e alla qualifica, mentre le donne ne guadagnavano in media 19.822. Il divario maggiore si riscontra tra i dirigenti: gli uomini guadagnano 178.753 euro lordi all'anno, mentre le donne in una posizione simile guadagnano solo 126.434 euro lordi all'anno. Questo modello si applica anche in altri settori, con l'eccezione degli apprendisti (le apprendiste guadagnano in media 14.323 euro, i maschi in media 13.650 euro). Uno sguardo al tempo dedicato al lavoro e alle faccende domestiche conferma il modello ancora classico secondo cui le donne dedicano più tempo alle faccende domestiche, mentre gli uomini dedicano più tempo al lavoro. 

 

Sul tema è intervenuto anche il presidente della Provincia Arno Kompatscher che ha ricordato il Piano d'azione per la parità di genere Æquitas, un documento fondamentale, che ora deve essere implementato: “Alcuni passi sono già stati fatti, ma ce ne sono ancora molti altri da fare. E dobbiamo iniziare con la sensibilizzazione”, sottolinea Kompatscher.

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