Discriminazione sui luoghi di lavoro: “Serve cambiare paradigma culturale, ma le donne sono oggi più consapevoli”
Nel 2024 i casi di discriminazione sul luogo di lavoro segnalati in Provincia di Belluno sono stati 12 (erano 15 nel 2023), dei quali 3 riguardanti la conciliazione vita-lavoro, 1 la disparità salariale, 2 la discriminazione per ragioni di maternità e 1 lo stalking. Si aggiungono 1 caso di molestie sessuali e 4 di molestie per motivi di genere - dato questo in crescita rispetto al singolo caso del 2023. Ne abbiamo parlato con Flavia Monego, consigliera di parità, che spiega i passi avanti fatti rispetto all’attuazione dei principi di uguaglianza e di opportunità in ambito lavorativo

BELLUNO. “Dovremmo cambiare il paradigma culturale, ma anche insegnare alle donne a delegare la cura della famiglia: tuttavia, negli anni, hanno fortunatamente acquisito maggiore consapevolezza dei loro diritti. Inoltre credo sia fondamentale il lavoro di rete: in Provincia abbiamo sottoscritto un protocollo per il contrasto alle discriminazioni coinvolgendo, per la prima volta, tutte le realtà. Vuol dire che c’è maggiore sensibilizzazione e che stiamo andando nella direzione giusta”. È quanto afferma a Il Dolomiti Flavia Monego, consigliera per la parità provinciale, rispetto alla tutela dell’uguaglianza nei luoghi di lavoro.
Oltre al contrasto alla violenza sulle donne, tra i compiti della figura di consigliere di parità rientra la promozione e il controllo dell’attuazione dei principi di uguaglianza e di opportunità e non discriminazione nel lavoro. In Provincia di Belluno, nel 2024 i casi di discriminazione individuale segnalati, e per i quali si è proceduto a incontri di mediazione tra lavoratrice/lavoratore e datore di lavoro, sono stati 12 (erano 15 nel 2023), dei quali 3 riguardanti la conciliazione vita-lavoro, 1 la disparità salariale, 2 la discriminazione per ragioni di maternità e 1 lo stalking. Si aggiungono 1 caso di molestie sessuali e 4 di molestie per motivi di genere - dato questo, invece, in crescita rispetto al singolo caso del 2023.
“Come consigliera di parità - prosegue Monego - mi occupo prevalentemente di benessere di lavoratrici e lavoratori, discriminazioni e molestie sul luogo di lavoro, ma anche disparità salariale e conciliazione famiglia-lavoro. In tutto ciò c’è poi chiaramente un’azione di sensibilizzazione e formazione di enti e amministrazioni. Occorre infatti far capire l’importanza del tema delle pari opportunità all’interno di queste ultime, dove è bene ci sia un assessorato dedicato o un consigliere/consigliera con questa delega. Inoltre, nei Comuni dove è possibile dovrebbe esserci una Commissione pari opportunità: attualmente c’è a Belluno, Feltre e Ponte nelle Alpi, mentre Pieve di Cadore la sta costituendo”.
Tutte le amministrazioni pubbliche devono comunque redigere un Piano triennale di azioni positive, che mira a garantire pari opportunità nell'accesso al lavoro, nella progressione di carriera, nella vita lavorativa, nella formazione professionale e nei casi di mobilità, ma anche a promuovere l’equilibrio lavoro-vita privata, la cultura di genere e il rispetto del principio di non discriminazione. “Dei 130 accessi al servizio di consulenza presso il mio ufficio nel 2024 - spiega Monego - diversi sono da parte dei Comuni, poiché tale Piano passa attraverso la consigliera di parità, che rilascia il proprio parere. Ma si rivolgono a me anche lavoratrici e lavoratori in situazioni delicate ai quali spiego cosa si può fare, anche se a volte non vogliono esporsi. In questi anni ho incontrato molti casi di molestie, ma ci sono anche discriminazioni per orientamento sessuale, etnia o legate a qualche forma di disabilità. Altro tema molto attuale è poi la conciliazione tempi famiglia lavoro: questa è forse l’unica situazione dove si fatica ad arrivare a una soluzione, perché sono chiaramente da considerare anche le esigenze dell’azienda. In generale, nonostante qui arrivi solo la punta dell'iceberg, rispetto ai primi anni di mandato vedo una maggiore consapevolezza soprattutto nelle donne e le ringrazio, perché si espongono anche per quelle che non hanno la possibilità di farlo. Ciò, inoltre, conferma ulteriormente l’importanza della collaborazione tra i soggetti: a maggio 2024, infatti, un grande passo avanti è stata la sottoscrizione di un Protocollo operativo di buone pratiche per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni sul lavoro, al quale hanno fatto seguito le Linee guida per la prevenzione della violenza e delle molestie nei luoghi di lavoro. Questi documenti sono stati sottoscritti per la prima volta in Provincia di Belluno e hanno firmato non solo i sindacati, ma anche Spisal, Ispettorato del lavoro e le associazioni di categoria datoriali. In particolare, le linee guida riportano le azioni che ogni soggetto firmatario porterà avanti nelle aziende, mentre il protocollo prevede incontri semestrali durante i quali discutere di cosa possiamo fare insieme, tra cui iniziative di formazione che coinvolgono anche i ruoli apicali. Secondo le ultime stime infatti - conclude Monego - per raggiungere la piena parità di genere ci vorranno 134 anni, mentre il gender pay gap si mantiene su percentuali elevate (11% a livello operaio, 22% impiegatizio e 32% apicale): siamo quindi lontani da una situazione ottimale. Inoltre sul nostro territorio mancano molti servizi, ma sono ottimista. Credo che il lavoro di rete sia fondamentale e sono soddisfatta di questo protocollo perché mai prima d’ora erano state coinvolte tutte le realtà del mondo del lavoro: essere propositivi prevede anche l’inclusione e per questo sono contenta che Belluno dia risposte di questo tipo. È la conferma che, se si vuole, si può”.












