Contenuto sponsorizzato
Belluno
26 novembre | 12:10

Violenza contro le donne: un flash mob per dire basta. “Vogliamo che questa voce si espanda, come un’eco tra le nostre montagne”

Un flash mob contro la violenza sulle donne: le sigle sindacali venete hanno scelto Belluno, nella Giornata internazionale dedicata al tema, per dire basta a discriminazioni e stereotipi di genere

BELLUNO. Un flash mob contro la violenza sulle donne: le sigle sindacali venete hanno scelto Belluno, nella Giornata internazionale dedicata al tema, per dire basta a discriminazioni e stereotipi di genere. “Mi piace pensare che questa manifestazione regionale possa essere una voce che raggiunge le nostre vallate, dove spesso non si denuncia, non si parla, e che questa voce possa, come un’eco da una montagna all'altra, espandersi a tutti i territori”.

 

Così Sonia Bridda, segretaria Uil Belluno, presenta l’iniziativa davanti alla Prefettura. Presenti con lei Denise Casanova, segretaria Cgil Belluno, e Massimiliano Paglini, segretario regionale Cisl Veneto. “Spesso mi chiedo - prosegue Bridda - se ci sia davvero bisogno di queste giornate: credo di sì, e che oltre a esse ci sia bisogno anche di una presa di coscienza di uomini e donne di ogni generazione. E credo inoltre che il silenzio sia complice: bisogna parlarne, denunciare, segnalare non solo se subiamo una violenza, ma anche se la vediamo o ne veniamo a conoscenza nei luoghi di lavoro, a casa, a scuola, nelle nostre città”.

 

Bridda cita i dati del Centro ascolto mobbing e stalking Uil nazionale, secondo il quale al 5 novembre 2025 siamo a quota 67 femminicidi, dei quali la più giovane donna uccisa aveva 14 anni. Numeri ai quali vanno aggiunte forme di violenza più nascoste, ma non per questo meno gravi. “Ci sono forme di violenza - aggiunge - che spesso non emergono perché si ha paura o vergogna di denunciare: la violenza fisica, sessuale, psicologica, economica, verbale e digitale. Nel 2025, in Italia 6,4 milioni di donne tra 16 e 75 anni hanno subito almeno una violenza nella loro vita, pari al 31,9%: vi pare normale?”.

 

Per questo si è voluta mettere in atto la dimostrazione “Mai più donne a terra”: un gruppo di donne di diverse età si è steso a terra in Piazza Duomo, rialzandosi con l’aiuto di altre donne e uomini presenti. Tutto attorno, i cartelli di Anarkikka che, con amara ironia, fanno notare come le frasi con cui spesso si giustificano le violenze nelle cronache, nei giornali e nel nostro quotidiano, nascondano ancora tanta inconsapevolezza: “Le ha uccise perché le amava troppo. Ma vi sentite?”.

 

Una condizione, quella femminile, che paga anche un gap lavorativo, visto che in Italia lavora poco più del 50% delle donne. “Nonostante sia avvenuta una rivoluzione culturale rispetto al passato - sottolinea Casanova - e le donne abbiano più indipendenza, permangono sacche di violenza cui non si riesce a mettere un freno: come mai? Citando la psicoanalista Marina Valcarenghi, si tratta della coda di un patriarcato in cui si è aperta una voragine, nella quale il potere maschile non accetta di non avere più il predominio. Nel mondo, infatti, nessuna maggioranza né minoranza è stata mai oppressa come le donne: l’idea quindi, forse un po’ rivoluzionaria, è che diventino un popolo, che inizi a ragionare come tale, a unirsi e avere obiettivi comuni perché la forza sta nell’unione”.

 

Infine, un'ultima riflessione per ribadire che, laddove c’è l'obbligo di scegliere, significa già che non c’è alcuna scelta da fare. "Come organizzazione sindacale - conclude Paglini - abbiamo una responsabilità maggiore perché siamo presenti nei luoghi di lavoro e il lavoro è lo strumento per la libertà. Dobbiamo perciò consentire alle donne di essere libere e non dover più scegliere tra lavoro e famiglia: oggi siamo qui perché Belluno è un paradigma di quello che accade nella società, in cui lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione costringono molte donne a dover scegliere, di fronte a una crescente mancanza di servizi sociali. Oggi più che mai dobbiamo quindi portare questo messaggio in tutto il Veneto”.

 

Un messaggio che si spera arrivi anche nella nuova amministrazione regionale. Nonostante, anzi forse soprattutto vista la rassegnazione di una popolazione bellunese (e non solo) che in grande maggioranza non è andata alle urne (qui l’articolo), è tempo che la politica torni ad ascoltare i territori e ricominci da capo a fissare le proprie priorità, se ritiene che la legittimazione del suo mandato passi anche da qui.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 29 giugno | 21:00
Per il pm il venticinquenne è morto dopo un salto nel vuoto causato dalle allucinazioni: escluso l’omicidio
Montagna
| 29 giugno | 20:01
A Skiworld Ahrntal in Valle Aurina è entrata in funzione la "macchina arcobaleno" per "regalare una piacevole e rinfrescante nebulizzazione". [...]
Cronaca
| 29 giugno | 20:21
La testimonianza di un altro ciclista caduto nel sottopasso di Susà: "Ritengo importante che venga posta attenzione ad una situazione che ha già [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato