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Belluno
24 novembre | 21:59

Belluno provincia dimenticata ma va a votare solo un cittadino su tre, quale futuro? "Dato condizionato dagli elenchi Aire ma è tempo di affrontare la questione"

Un dato evidente delle elezioni in Veneto, Puglia e Campania è la crescita dell'astensionismo. Più di un elettore su due non è andato alle urne, il Bellunese fanalino di coda. Il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin: "A Longarone abbiamo il 50% della popolazione che figura come residente all'estero e questo incide ancora di più sui numeri ma va aperta una riflessione approfondita"

Belluno provincia dimenticata ma va a votare solo un cittadino su tre, quale futuro?

BELLUNO. Il centrodestra tiene il Veneto con Alberto Stefani che raccoglie l'eredità di Zaia, il centrosinistra continua a governare in Puglia con Antonio Decaro e in Campania con Roberto Fico. Ma un dato che preoccupa è l'astensionismo che continua a crescere, un ulteriore record negativo: più di un elettore su due è rimasto a casa. 

 

"Questo dato è la conferma della disaffezione verso la politica", dice Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno e sindaco di Longarone. "Un problema generale in Italia e il Veneto non costituisce un'eccezione. Questi numeri devono far riflettere e ci si deve mettere nell'ottica di trovare delle soluzioni".

 

In Veneto l'affluenza si è fermata infatti al 44,65% con il dato più alto a Padova (49%) e quello più basso a Belluno: il 35,30%, un cittadino su tre non ha espresso preferenze, un -10% rispetto alla tornata elettorale precedente.

"Il dato è evidentemente basso ma siamo in linea con il resto della regione perché l'affluenza è molto condizionata dagli elenchi Aire", prosegue Padrin. "Per esempio a Longarone abbiamo il 50% della popolazione che figura come residente all'estero e questo incide ancora di più sui numeri. Anche in questo caso è necessario aprire un ragionamento in prospettiva sul mantenimento di questo meccanismo".

 

I territori affrontano tante difficoltà, la montagna lamenta marginalità rispetto alle dinamiche delle grandi città ma la cittadinanza non sente il richiamo delle urne. Difficile però avere soluzioni a portata di mano.

 

"E' necessario un grande spirito di approfondimento e sicuramente con i social network si è perso molto rapporto diretto con la politica. Questo sicuramente può incidere sulla disaffezione. C'è però anche l'altro lato della medaglia e la difficoltà nel trovare persone interessate a impegnarsi nella cosa pubblica. C'è un tema legato alla responsabilità in capo agli amministratori ma si fatica poi a mettere a terra i progetti perché la burocrazia rallenta tutto e non si riescono a realizzare le opere necessarie: ci si pensa due volte prima di candidarsi". Una crisi a più livelli, insomma. "E la gente poi resta a casa e non vota", conclude Padrin. 

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