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Bolzano
30 luglio | 18:14

Istruzione, essere uomini, avere giuste conoscenze: per gli altoatesini sono questi gli elementi fondamentali per fare carriera. Ma conta anche ''il duro lavoro''

Secondo gli altoatesini sono ancora troppe le differenze tra i lavoratori: il duro lavoro paga, ma spesso contano più altri fattori come il genere, la famiglia di provenienza e le conoscenze

BOLZANO. Secondo Bankitalia, l’Alto Adige è la regione più ricca del paese e Bolzano, con un patrimonio pro capite di 353mila euro, svetta in cima alla classifica. Ma dietro questi numeri, molti lavoratori faticano a riconoscersi.

 

"Le medie - spiega infatti il direttore dell'Istituto promozione lavoratori Stefan Perini - possono essere fuorvianti, in quanto le differenze tra chi ha poco e chi ha molto sono spesso significative" e nel Barometro IPL, che analizza il sentiment dei lavoratori dipendenti dell'Alto Adige, "quasi 4 lavoratori dipendenti altoatesini su 5 giudicano il divario tra ricchi e poveri come grande (58%) o molto grande (20%)" un dato in linea con l'anno scorso, quando si registrava un 80% per chi percepiva una grande differenza e un 20% per chi la vedeva invece come ridotta.

 

La disuguaglianza economica, secondo molti, nasce soprattutto da politiche salariali sbilanciate e scelte economiche poco eque. Ma non tutti la pensano così: per il 18% degli intervistati, la differenza tra chi sta in alto e chi fatica ad arrivare a fine mese dipenderebbe anche dal fatto che “alcuni lavorano più duramente di altri”.

 

Insomma, l’idea che impegnarsi paghi è ancora molto diffusa. Insieme al duro lavoro, però, contano anche altri fattori: l’istruzione, prima di tutto, ma anche le giuste conoscenze. Avere una buona rete di contatti può fare la differenza. E poi, tra i vantaggi che aiutano a salire nella scala sociale, spuntano anche l’essere uomini, avere fortuna e provenire da una famiglia benestante.

 

“Preoccupa il fatto che l'essere donne sia visto come uno svantaggio, sintomo di una quantomeno percepita discriminazione di genere che deve ancora essere superata" sottolinea Presidente IPL Stefano Mellarini .

Secondo il rapporto regionale Bankitalia a fine 2023 , ricorda Ipl, la ricchezza netta delle famiglie altoatesine ammontava a 189 miliardi di euro: parametrando queste cifre alla popolazione si calcola il dato procapite di 353.000 euro, poco meno del doppio rispetto alla media nazionale con una crescita negli ultimi 10 anni in provincia di Bolzano del 33%, a fronte di un'inflazione del 27 per cento.

 

Il patrimonio immobiliare però (90 miliardi) rappresenta circa il 50% di quello netto, con un'elevata quota di case di proprietà, vicina al 70%. "Da non sottovalutare poi il fatto che, in media, il costo della vita in Alto Adige è più elevato che nel resto della penisola, aspetto che "mitiga" un po' la maggiore disponibilità economica e riavvicina il potere d'acquisto altoatesino a quello italiano" conclude Ipl.

 

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