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Incidente in bici a Rovereto, la Fiab: "Gli automobilisti con il cellulare e noi ogni giorno sulla strada attenti per cercare di restare vivi"

"Chi va in bicicletta non si alza la mattina per centrare le auto, semmai il contrario". L'associazione Fiab Trento - Amici della bicicletta interviene dopo l'incidente avvenuto pochi giorni fa in centro a Rovereto

Di Filippo Schwachtje - 14 maggio 2021 - 20:05

ROVERETO. Dopo l'incidente che ha coinvolto pochi giorni fa un ciclista in via Dante, l'associazione Fiab dice la sua: "chi va in bicicletta non si alza la mattina per centrare le auto. Semmai il contrario, sappiamo che ogni giorno ci dobbiamo far crescere svariate paia di occhi in più per cercare di restare vivi. A investire non sono le vetture, ma chi quelle vetture le conduce: automobilisti spesso con il telefono in mano, quasi sempre oltre i limiti di velocità e che quasi mai ci danno le precedenze, e così facendo rischiano di ucciderci, e spesso ci riescono".

 

Parlando in particolare del doppio senso per auto e bici in via Dante, la Fiab scrive: "Il doppio senso eccetto auto che vige in Via Dante (anche detto 'doppio senso ciclabile' o 'senso unico eccetto bici') è una piccola vittoria di associazioni come la nostra che da tempo chiedevano al governo di recepirlo nella normativa italiana. Il doppio senso eccetto auto è usato in tutta Europa ed è estremamente sicuro per chi si muove in bicicletta, perché consente di instaurare un contatto visivo con chi viene in senso contrario. Viene utilizzato in tutti i centri città, in strade con limite di velocità molto ridotto, specie centri storici e aree residenziali".

 

"Ovviamente però - spiega il consigliere di Fiab Trento Jacopo Nespolo - i segnali stradali arrivano solo fino a un certo punto, e per la sicurezza di chi va in bici, ma anche di pedoni, portatori di handicap, bambini e anziani, occorre che essi siano fatti rispettare, a cominciare dai limiti di velocità e dai divieti di sosta".

 

Citando poi la dichiarazione resa il giorno dell'incidente al Dolomiti da Elisabetta Nocera, titolare del bar Bella Vita proprio in via Dante (che ha parlato di una "situazione inaccettabile e rischiosa" sulla strada, e di ciclisti che "sfrecciano sul marciapiede a grande velocità"), la Fiab scrive: "Se da un lato siamo certamente d’accordo con la barista sul fatto che non si deve andare in bicicletta sul marciapiedi, altresì la presenza di trasgressori è cartina di tornasole di una carente comunicazione di come quel tratto di strada vada utilizzato (è stato spiegato come funziona il doppio senso ciclabile alla popolazione?) e di una percezione di insicurezza che stimola lo spirito di conservazione di ciascuna e ciascuno: meglio rischiare una multa che la pelle". 

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