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Parte da Trento la mostra fotografica "Anticorpi". "14 immagini in altrettante città, per accomunare luoghi e ripensare alla vita dopo un anno di Covid" 

Il collettivo Arcipelago19 ha lanciato in 14 città il progetto fotografico "Anticorpi", per raccontare con altrettanti scatti un anno di Covid. Si parte da Trento, dove è stata allestita un'immagine scattata da Ilaria Di Biagio. Il consigliere di Europa Verde Andreas Fernandez: "Serva ai trentini per riflettere sul rapporto con la natura e l'ecologia"

 

 

Foto di Simone Cargnoni
Di Davide Leveghi - 16 marzo 2021 - 18:12

TRENTO. 14 foto per 14 città, scattate da 14 fotografi di professione. È questo il cuore di “Anticorpi”, progetto fotografico del collettivo Arcipelago 19, nato lo scorso anno per raccontare attraverso lo sguardo di una macchina fotografica la vita nella pandemia. “Volevamo approfondire la realtà della pandemia con l'occhio del fotografo. Non come i giornali, attraverso i numeri, bensì attraverso le storie e le persone”, spiega il fotografo Simone Cargnoni.

 

A un anno di distanza dall'entrata in vigore delle misure per contenere il virus, dopo mesi e mesi di lavoro di documentazione della realtà, il collettivo ha così scelto 14 spazi pubblici in tutta Italia dove esporre gli scatti. “E' una mostra fotografica su più città – continua Cargnoni – proprio per unire le persone che non si possono muovere. In ogni città non a caso c'è una fotografia che proviene da un altro luogo”.

 

Da Milano a Palermo, da Brescia a Ostia, passando per la Val Sabbia, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, il progetto forma – come dice il nome stesso del collettivo – un vero e proprio arcipelago di immagini che occupano gli spazi pubblici, sottraendoli alla condanna di convertirsi solamente in “spazi del contagio e della malattia”, e offrendo ai passanti la possibilità di uno sguardo partecipato. Le fotografie sono esposte in piazze, strade, bacheche e luoghi pubblici, visibili a tutti. E questo, grazie al patrocinio del Comune, con il coinvolgimento dell'assessorato alle Politiche giovanili e alla Cultura, e allo spazio offerto dai ragazzi di Nunu's, è stato possibile anche in via Mazzini a Trento.

 

“Trento ha bisogno di riflettere sul tempo presente e l'arte è un mezzo per farlo – dichiara il consigliere di Europa Verde Trento Andreas Fernandez – per questo dobbiamo incentivarlo. La foto, scattata in Toscana, ci dovrebbe far ripensare il nostro rapporto con l'ecologia e con la natura, per capire dove ci può portare questa situazione pandemica. Da parte sua, il Comune deve continuare a farsi delle domande. Così anche i passanti possono pensare alla pandemia come un'occasione per riscoprire e riconnettersi con i tempi della natura”.

 

Le immagini, affisse nelle città, rimarranno non a caso esposte agli agenti atmosferici. Il loro carattere, scrivono i promotori dell'iniziativa, è “effimero ma simbolico”. Sottoposti alla pioggia e al caldo, alle condizioni della strada e degli edifici che le ospitano, per loro il tempo scorre lentamente come lento è il ritorno (per ora solo auspicato) alla normalità. “Scambio che apre alla conoscenza e alla curiosità”, le 14 fotografie sono “un'evasione necessaria in un momento di chiusure, per stimolare e aiutare a resistere”.

 


Foto di David Tejada
Foto di David Tejada

 

Ma perché a Trento è stata scelta questa foto in particolare? “Nonostante sia stata scattata in Toscana, questa immagine ha molto in comune con Trento – spiega ancora Cargnoni – la scultura in legno fa pensare ad Artesella. Il cervo al rapporto con la natura. È un modo per vedere le cose con una velocità diversa, per accomunare i luoghi e pensare in maniera più globale. Vogliamo dare delle soluzioni per tutti di fronte alla grande sfida post-pandemica”.

 

Curata dallo stesso Cargnoni – il cui scatto, che immortala la vicina di casa del suo paese natale, Treviso Bresciano, portata via con l'ambulanza a causa del Covid, e che sarà esposto a Roma – la foto visibile nella centralissima via cittadina è stata scattata invece da Ilaria Di Biagio. Toscana di Impruneta, in provincia di Firenze, ma “mezza altoatesina” (come tiene a precisare), la fotografa Di Biagio ha così voluto rappresentare il “ritorno alla natura”.

 

Un ritorno che spero rimanga – dice ridendo – ho voluto che un'artista, Moradi il Sedicente, facesse un'opera con le potature degli olivi, un autoregalo che mi volevo fare. La foto l'ho scattata nel maggio 2020 e sono felicissima che sia finita a Trento, visto che è vicino a dove sorge Artesella. Quello che più mi piace di questo progetto è la restituzione pubblica, dopo un anno in cui le foto sono state visibili solo in forma digitale. E a differenza che in una foto digitale, in cui uno normalmente non ci capita per caso, in questo caso il passante ci si trova davanti senza volerlo”.

 

Il progetto, che prende avvio nella giornata di martedì 16 marzo a Trento, può essere seguito sul canale Instagram di Arcipelago19.

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