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Protonterapia, oltre 300 persone curate e un'attività di ricerca all'avanguardia. Ora accoglierà anche i pazienti dagli Emirati Arabi Uniti

Accordo fatto tra la Protonterapia di Trento e l'Advanced Care Oncology Center di Al Furjan a Dubai. Il protocollo consentirà di trattare pazienti provenienti anche dagli Emirati Arabi Uniti, soprattutto bambini. L'assessora Stefania Segnana: "Si conferma sempre più come un investimento strategico, un'eccellenza sanitaria e scientifica al quale fanno ormai riferimento enti e centri sanitari fuori confini europei"

Pubblicato il - 06 gennaio 2021 - 20:50

TRENTO. Accordo fatto tra la Protonterapia di Trento e l'Advanced Care Oncology Center di Al Furjan a Dubai. Un nuovo traguardo per il centro trentino e un ulteriore riconoscimento dell'alta qualità dei trattamenti offerti in Trentino. 

 

Il protocollo consentirà di trattare pazienti provenienti anche dagli Emirati Arabi Uniti, soprattutto bambini. La protonterapia è appunto una terapia indicata nei casi clinici più complessi, in tumori vicini a organi o in pazienti di età pediatrica dove il trattamento è particolarmente difficoltoso e delicato.

 

E il centro di Trento è un'eccellenza: nell'anno appena concluso, nonostante la pandemia a fine novembre erano stati oltre 300 i pazienti trattati, di cui un terzo in età pediatrica. 25 poi sono stati i pazienti provenienti dall’estero, da Austria, Spagna, Grecia, ma anche da Cile, Macedonia e Romania a testimonianza di una elevata specializzazione medico-scientifica riconosciuta in ambito globale.

 

"Il Centro di Protonterapia – commenta l'assessora Stefania Segnana - si conferma sempre più come un investimento strategico, un'eccellenza sanitaria e scientifica al quale fanno ormai riferimento enti e centri sanitari fuori confini europei. Trento è l’unico Centro di protonterapia afferente a un’azienda sanitaria pubblica in attività in Europa, l’unico in Italia dotato di una struttura che permette di indirizzare con grande precisione le radiazioni, ruotando a 360° attorno al paziente. Senza considerare che svolge anche un'importante attività di ricerca. Dobbiamo essere orgogliosi di questa eccellenza trentina, ormai conosciuta in tutto il mondo che, anche durante la pandemia, ha continuato ad erogare un trattamento altamente specialistico per la cura dei tumori, rispettando tutti i protocolli anti Covid".

 

Il Centro ha iniziato l'attività alla fine del 2014 con il primo paziente adulto; l'anno successivo è stato trattato il primo caso pediatrico in Italia trattato con i protoni. Da allora sono stati trattati nel Centro di Trento circa 300 pazienti all’anno per un totale di 1.453 tra bambini e adulti. Nel corso del 2020, in piena pandemia Covid, l’attività del Centro è rimasta pressoché inalterata, nonostante le procedure siano state riviste per attenersi alle misure previste per la prevenzione della malattia da coronavirus. Fino a fine novembre di quest’anno sono stati 310 i pazienti trattati, 220 adulti e 90 pediatrici, di cui 52 trentini, 232 provenienti da altre regioni italiane e 25 provenienti dall’estero.

"La definizione di questo nuovo accordo internazionale – evidenzia il direttore generale di Apss Pier Paolo Benetollo – è certamente un passo importante per la nostra azienda sanitaria e per tutta la nostra comunità trentina. Essere scelti da pazienti ma anche da professionisti importanti che vengono da così lontano significa di essere in grado di partecipare a pieno titolo allo sviluppo delle conoscenze e delle possibilità di trattamento in un ambito sanitario ad altissima tecnologia. Questi sono accordi importanti che stiamo puntando a sviluppare ulteriormente. È da questa rete di relazioni tra professionisti anche internazionali che vengono stimoli che contribuiscono allo sviluppo delle conoscenze e delle possibilità di trattamento per migliorare la salute globale".

 

Il Centro di Trento è una struttura unica in Italia dal punto di vista tecnologico e uno tra gli oltre 80 centri di protonterapia nel mondo, concentrati soprattutto negli Stati Uniti d'America, in Europa, in Giappone e in Cina. Il trattamento è particolarmente indicato nei casi clinici più complessi, che includono tumori vicini a organi e strutture sensibili, tumori pediatrici o resistenti alla radioterapia convenzionale, anche in combinazione con la chemioterapia o quale trattamento post chirurgico.

 

A partire dal 2017, Trento è il primo centro in Europa e secondo al mondo ad aver sviluppato e implementato trattamenti di radiochirurgia con protoni per trattare tumori localizzati in parti dell’encefalo non operabili chirurgicamente. Per i pazienti italiani i cicli di protonterapia sono erogati nell'ambito delle cure previste dal Sistema sanitario nazionale e sono inclusi nei Lea (livelli essenziali di assistenza). Le cure sono erogate in regime ambulatoriale e durano, mediamente, cinque-sei settimane: un periodo di tempo lungo, durante il quale i pazienti possono contare sulla presenza e sul sostegno di una rete di enti e associazioni di volontariato, che offrono supporto e assistenza durante il trattamento.

 

"Sono lieto di aver firmato questo importante accordo di servizi con il Centro di protonterapia di Trento – dice il dottor Bashir Abou Reslan, Ceo di Advanced Care Oncology Center a Dubai – che rappresenta una pietra miliare per il nostro Centro in quanto completa la gamma di servizi che saremo in grado di offrire ai nostri pazienti oncologici e in particolare a quelli affetti da tumori in posizioni critiche e ai bambini. Il Centro di Protonterapia di Trento rappresenta sicuramente un centro di eccellenza di trattamenti oncologici di grande esperienza e clinicamente avanzati, tra i migliori d'Europa".

 

Il Centro di Protonterapia di Trento ospita anche un’importate attività di ricerca attraverso l’Institute for fundamental physics and applications (Tifpa), un centro nazionale dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) nato grazie alla collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, l’Università di Trento e la Fondazione Bruno Kessler.

 

"L’offerta terapeutica del nostro Centro – conclude Maurizio Amichetti, direttore del Centro di Protonterapia dell’Apss – copre una numerosa serie di patologie, non solo quelle classicamente curate con protoni, quali le patologie a livello della colonna vertebrale, i sarcomi, i tumori neuro-encefalici e della base cranica, ma anche lesioni di organi in movimento quali patologie toracico-polmonari e addominali. Abbiamo un’esperienza ormai quinquennale che attrae sempre di più anche pazienti che provengono da oltre confine, da paesi europei ma non solo. In questi anni ci siamo anche aperti a collaborazioni nazionali e internazionali con gruppi di studio e grazie alla presenza di una linea sperimentale fissa abbiamo la possibilità di sviluppare progetti in vari ambiti, non solo della medicina ma anche in campo aerospaziale e dei materiali".

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