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| 19 dic 2021 | 05:01

Travolti e uccisi dal treno al Brennero. L’allarme dato un’ora dopo la tragedia perché erano stati scambiati per animali. Il dramma di due migranti che attraversavano il confine

Due migranti sono stati travolti e uccisi da un treno mentre stavano cercando di raggiungere l’Italia. In tasca avevano una domanda di asilo presentata in Austria. Bozen solidale: “C’è chi prova a varcare il confine mescolandosi tra i passeggeri dei treni o chi ci prova nascondendosi sui vagoni merci o dentro i camion, poi c’è chi tenta di superare il confine a piedi ma in questa stagione le condizioni sono proibitive”. Ecco cosa succede al confine con il Brennero

Travolti e uccisi dal treno al Brennero
Foto d'archivio
di Tiziano Grottolo

BRENNERO. Erano circa le 6e40 della mattina del 18 dicembre quando il macchinista di un treno passeggeri da poco partito dal Brennero ha segnalato alla centrale operativa delle Ferrovie italiane un possibile investimento. In un primo momento si pensa a un animale. In questa stagione a quell’ora è ancora buio e la visibilità limitata. Il treno successivo segnala effettivamente la presenza di quella che potrebbe essere una carcassa che però non intralcia i binari. Poco dopo passa anche un treno merci, il conduttore non nota nulla di anomalo. È solo intorno alle 7e50 che il macchinista di un altro treno passeggeri si accorge che lungo i binari della ferrovia ci sono i corpi di due persone e lancia l’allarme.

 

Così sono morti i due migranti di origine marocchina che stavano tentando di raggiungere l’Italia. Avevano 26 e 46 anni. Di loro si conosce poco o nulla. La polizia ferroviaria intervenuta sul posto ha rinvenuto tra i loro effetti personali alcuni documenti dai quali risulta che i due avevano presentato (ottenendola) un’istanza di asilo in Austria. Non è chiaro se la protezione temporanea che avevano ottenuto fosse scaduta o meno, forse è proprio per questo che i due uomini avevano scelto di entrare in Italia. Per il momento però si tratta solo un’ipotesi e solo le indagini potranno confermare o smentire quest’eventualità.

 

Come riferisce l’Ufficio di gabinetto della Questura di Bolzano gli attraversamenti del confine, “in maniera più o meno clandestina”, sono frequenti. In questo caso, secondo la polizia, è possibile che i due migranti avessero un qualche tipo di sistemazione in Austria anche se per ora i funzionari della Questura preferiscono non sbilanciarsi.


Monitorare il fenomeno degli attraversamenti è molto difficile” spiega Matteo De Checchi, attivista di Bozen Solidale, un’associazione che si occupa di accoglienza nel capoluogo bolzanino. “C’è chi prova a varcare il confine mescolandosi tra i passeggeri dei treni o chi ci prova nascondendosi sui vagoni merci o dentro i camion – prosegue – poi c’è anche chi tenta di superare il confine a piedi ma in questa stagione le condizioni sono proibitive”. I migranti che scelgono quest’ultima opzione lo fanno perché la linea ferroviaria è meno pattugliata rispetto alle strade e resta comunque un accesso diretto. L’obiettivo finale sono i Paesi del Nord Europa, Germania e Francia, anche se in questo caso i due richiedenti asilo si stavano dirigendo in Italia.

 

Il fatto però non deve sorprendere. “I passaggi sono continui – osserva De Checchi – in genere i migranti, soprattutto pakistani e nell’ultimo periodo afghani, vogliono arrivare in Francia e Germania, difficile che si fermino in Austria”. Avere un riscontro sui numeri del fenomeno rimane complicato, potrebbero essere decine, ma quel che è certo è che gli attraversamenti stanno aumentando. Eppure, come faceva notare già a gennaio Medici Senza Frontiere “nelle città di confine come Ventimiglia, Oulx, Bolzano e Trieste, l’unica accoglienza che trovano i migranti in transito è quella di attivisti e volontari che cercano con ogni mezzo di assicurare loro condizioni di vita dignitose”.

 

“L’impressione – riprende De Checchi – è che le persone che arrivano dalla rotta Balcanica in questo momento, anche per via della neve, stiano avendo delle difficoltà nell’attraversare l’Austria e per questo alcune di loro scelgono di rientrare in Italia per raggiungere la Francia in un altro modo. Inoltre, anche se a quanto pare avevano un permesso temporaneo, non mi sorprenderei se i due migranti avessero subito un pushback”. È già capitato infatti che le autorità austriache respingessero al confine con l’Italia alcune persone. “Benché non ci siano dati ufficiali sappiamo con certezza che sia la polizia austriaca che quella tedesca hanno effettuato dei respingimenti. Capita che dalla Germania alcuni migranti vengano respinti direttamente al Brennero, bypassando l’Austria. È una pratica illegale ma è già avvenuto. Anche l’Italia attua queste strategie lungo il confine sloveno”.

 

Secondo il report di Protecting Rights at Borders, pubblicato nell’aprile del 2021, i respingimenti illegali avvenuti tra gennaio e marzo sarebbero stati almeno 2.162. Il sospetto è che alcuni Paesi dell’Unione Europea stiano collaborando fra di loro per respingere i migranti. Come sottolinea l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’​Immigrazione la cooperazione informale tra gli Stati ha impedito a migliaia di donne, uomini e bambini di cercare protezione in Europa. “Il quadro agghiacciante che emerge da questo report – dice Caterina Bove dell’Asgi – ci palesa ancora una volta le dimensioni e le atroci conseguenze dei respingimenti alle frontiere”.

 

Le circostanze che hanno spinto i due migranti di origine marocchina a tentare di attraversare il confine con l’Italia non sono chiare, ma per mettersi in viaggio in questa stagione le motivazioni dovevano essere molto forti. “Sappiamo di un caso avvenuto pochi mesi fa in cui la polizia austriaca ha fermato due migranti poco oltre il confine con il Brennero per poi consegnarli alle autorità italiane. Queste persone avevano documenti rilasciati in Belgio”, ricorda De Checchi. È proprio per cercare di raccogliere nuovi dati sul fenomeno che verso la fine dell’anno gli attivisti di Bozen solidale intendono monitorare i passaggi al confine con il Brennero: “Seguire i vari casi è difficile ma non per questo vogliamo girarci dall’altra parte, troppe persone perdono la vita nel tentativo di attraversare i confini”.

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