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| 23 feb 2021 | 11:46

Una donazione per sostenere ragazze-madri e le donne vittime di violenza, l’associazione il Buco ha concluso il crowdfunding in favore di Famiglia Materna

La raccolta fondi per sostenere la fondazione Famiglia Materna è andata a gonfie vele, l’associazione il Buco ha raccolto oltre 1.000 euro. La referente del progetto: “Questo percorso permette alle persone coinvolte di sperimentarsi in un contesto di lavoro, aiutandole a recuperare la fiducia in sé stesse e negli altri, la determinazione e l’affermazione di sé”

Una donazione per sostenere ragazze-madri e le donne vittime di violenza
Foto d'archivio scattata prima della zona arancione
di Anna Giulia Mattivi

RIVA DEL GARDA. Purtroppo a causa del Covid-19 anche l’associazione “Il Buco” ha dovuto rinunciare ai tradizionali eventi organizzati durante l’anno, come il mini-festival Bellaz e il “Brulè di Natale”. Eppure i giovani soci altogardesani hanno deciso comunque di investire risorse ed energie per organizzare una campagna di crowdfunding sul territorio.

 

Così, tra il 5 e il 19 dicembre alle persone che hanno aderito è stata offerta la possibilità di scegliere tra sette diversi “Pacchetty”, speciali kit regalo, realizzati da altrettante attività commerciali della zona.

 

Il ricavato dell’iniziativa è stato devoluto alla Fondazione Famiglia Materna di Rovereto che si occupa di sostenere persone a rischio emarginazione sociale come le ragazze-madri e le donne vittime di violenza. In totale sono stati raccolti 1.101,35 euro che saranno destinati al progetto “Grilli e Formichine”, nato nel 2013 e dedicato al reinserimento lavorativo di persone in difficoltà tramite tirocini retribuiti nelle aziende dell’Alto Garda.

 

“Questo percorso – sottolinea Emanuela Skulina, referente del progetto Grilli e Formichine – permette alle persone coinvolte di sperimentarsi in un contesto di lavoro, acquisire nuove competenze, o ritrovarne altre maturate in passato aiutandole a recuperare la fiducia in sé stesse e negli altri, la determinazione e l’affermazione di sé”.

 

Grazie alle donazioni la Fondazione avrà la possibilità di continuare a garantire formazione e sostegno ai tirocinanti, offrendo loro gli strumenti più appropriati per valorizzarsi e percorsi disegnati sulle loro risorse e capacità, sostenendoli nella copertura delle spese quotidiane o di quelle impreviste. In questo momento difficile, sono proprio le persone che già prima della pandemia vivevano un momento problematico, a correre oggi il pericolo di essere lasciate in disparte.

 

“Attraverso il lavoro – commenta Skulina – è possibile scalfire alcune fragilità, dettate ad esempio da violenza e da abusi: commettere errori senza sentirsi sbagliati, costruire nuove reti. Per alcune persone tutto questo può veramente fare la differenza tra una vita soddisfacente e autonoma al contrario di una vita fatta di aiuti”.

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