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Aborto, indirizzare una donna con un "test online"? L'associazione pro life Profemina a Bolzano (e anche sul sito della Provincia)

L'associazione tedesca dal 2021 ha aperto a Bolzano la propria sede, appoggiandosi a "Lichtblicke". Le "consulenze online" di Profemina condurrebbero però sempre a un'alternativa all'aborto. Il presidente Aufiero a Il Dolomiti: "Scegliere per la vita è sempre meglio rispetto a un figlio mai nato. Le donne decidono autonomamente"

Di Francesca Cristoforetti - 06 settembre 2022 - 13:08

BOLZANO. “Qual è il motivo principale che in questo momento ti spinge ad abortire? Come hai gestito fino ad ora le situazioni difficili? Di cosa sei particolarmente orgogliosa nella tua vita?”. Sono queste alcune delle domande che vengono poste nel test “Aborto. Sì o no?” e che dovrebbero servire a indirizzare una donna in difficoltà con la gravidanza a decidere se tenere il proprio bambino o meno.

 

Una “consulenza” online molto insolita quella proposta dall’associazione tedesca Profemina, che da un anno circa ha aperto la sua sede anche a Bolzano (anche se in pochi lo sanno), ha il suo contatto mail all’interno della pagina internet della Provincia autonoma di Bolzano sotto la voce “Consulenza per donne” e da indiscrezioni starebbe cercando di ampliarsi ulteriormente sul territorio (forse visto anche l'imminente cambio politico che si appresta a vivere il Paese): il test infatti non solo propone domande a risposta chiusa, ma i risultati condurrebbero a trovare sempre un’alternativa all’aborto. Il test, gratuito e online, è stato svolto anche da Il Dolomiti, che incuriosito ha provato a rispondere ai quesiti.

 

Accanto a domande per le donne in gravidanza quali per esempio “quale immagine descriverebbe al meglio la sua situazione”, per cui le uniche risposte possibili sono: “In un tunnel buio dove c’è luce”; “Di fronte a una montagna insormontabile, cosa mi dà forza per scalarla?”; “In mezzo di una tempesta - cosa mi protegge?” compaiono anche quesiti come “C'è qualcosa che parla a favore del bambino?”. Anche in questo caso nell'elenco di risposte compare soltanto: “Potrebbe essere anche un’opportunità per la mia vita”, “Non so come potrei affrontare un aborto”, “L'idea di tenere in braccio il mio bambino”.

 

Il risultato del test, elaborato dopo aver risposto a ciascuna domanda, tiene inevitabilmente conto di queste risposte. L'idea sarebbe quello di fornire un “aiuto” per chiarire le idee alla donna in tale situazione, ma queste domande indirizzano per forza la donna a dare determinate risposte. Si parla di decisione libera, ma lo è davvero?

 

Anche nel caso in cui vengano inseriti dati quali età “13 anni”, “sentirsi disperata”, essere "propensa ad abortire" e “non riesco a immaginarmi di avere un bambino”, ecco alcuni passaggi nella e-mail di riposta dello staff di Profemina: “Ti auguriamo di riuscire ad avvicinarti alla decisione finale con una chiara visione delle cose che tenga in considerazione tutti i pro e contro. Una visione che tenga conto di tutti i tuoi problemi e dubbi ma anche dei tuoi punti di forza e dei possibili sostegni che potresti ricevere”.

 

E ancora: “Forse ti senti divisa tra una decisione e l'altra. La tua abilità di trarre il buono anche da situazioni difficili e guardare avanti è un tuo grande punto di forza. Forse ti può aiutare anche adesso questa visione positiva della vita. Potresti quindi chiederti per esempio se la tua attuale situazione, nonostante tutte le difficoltà, abbia in serbo qualcosa di buono”.

 

Il contatto e-mail di questa associazione si trova all’interno della pagina internet della Provincia autonoma di Bolzano sotto la voce “Consulenza per donne”, nella sezione “Centri di aiuto alla vita”: è proprio Lichtblicke, la costola “operativa” di Bewegung für das Leben a inserire accanto ai propri contatti quello di Profemina.

 

“Noi e Profemina siamo due enti separati – sottilinea la presidente di Lichtblicke Hildegard Tscholl intervistata da Il Dolomiti - abbiamo deciso di inserire questo tipo di consulenza che può essere un’opportunità visto che non è vis à vis e volte di persona crea più timore. Abbiamo conosciuto questa storica organizzazione tedesca durante dei corsi di aggiornamento e formazione qualche anno fa e da lì ci siamo appoggiati anche al loro servizio online che dà riposte via e-mail, garantendo l'anonimato. Chiaramente per gli aiuti economici e un sostegno concreto sul territorio ci siamo noi”.

 

Ma questo tipo di consulenza può essere un metodo corretto per una scelta così delicata per una donna?

 

“Il desiderio di Profemina è di stare vicino alle donne gravide in difficoltà ed elaborare un'alternativa valida all'aborto con e per tutte le donne che lo desiderano, permettendo loro di prendere una decisione libera”, riporta la pagina internet Profemina.org. Ma dalle domande non sembra esserci grande margine di manovra per dare risposte veramente “libere”.

 

Facciamo un passo indietro. Profemina nasce in Germania come associazione nel 1999, dove attualmente ha una sede fisica a Heidelberg, Berlino e Monaco di Baviera, ci spiega il presidente di Profemina Kristijan Aufiero. Una realtà molto grande che proponendosi online si è diffusa in molti altri paesi europei, essendo il sito tradotto in più lingue.

 

Dal 26 aprile 2021 è stata aperta una sua sede anche a Bolzano, in via dei Portici 76, sotto l’ordinamento giuridico di "impresa sociale": “In Germania e Italia? Stesso scopo ma due persone giuridiche diverse - sottolinea Aufiero – in Alto Adige abbiamo 4 dipendenti”.

 

L’associazione, che lo stesso presidente definisce “Pro life”, nasce a fine degli anni ’90 a Heidelberg con una piccola sede “per dare consulenza su appuntamento alle donne in difficoltà”. Poi arriva la pagina internet: “Così siamo cresciuti molto. Tantissime donne e non solo si rivolgono alla nostra pagina per cercare aiuto. Ci rivolgiamo soprattutto a tutte quelle che si trovano in conflitto con la loro gravidanza”.

 

Moltissimi i test sulla loro pagina, da quello della “personalità” al “test di gravidanza online” con tanto di “check” dei propri sintomi. “Attraverso informazioni oggettive, e una consulenza eccellente e sempre più diversificata così come un sostegno concreto, desideriamo rendere possibile alle donne, che si trovano in un conflitto per una gravidanza, di prendere una decisione indipendente e autodeterminata”, riporta il sito internet di Profemina. Ma anche secondo il parere degli esperti affidarsi a test online soprattutto su temi così delicati non è certo sinonimo di garanzia.

 

“Noi proponiamo soltanto informazioni oggettive – ribatte Aufiero - le mettiamo a disposizione per far capire alla donna quale sia la scelta migliore per lei. Noi non siamo politicizzati, stiamo solo dalla parte della donna. Noi siamo un’organizzazione pro life, quindi per noi scegliere a favore della vita è sempre meglio rispetto alla scelta di un figlio mai nato. Ma questo non lo diciamo alle donne, loro devono decidere autonomamente, cerchiamo solo di mostrare loro un’alternativa all’aborto”.

 

I rapporti con Lichtblicke? “Non c’è una cooperazione istituzionale, siamo ‘amici’ - dichiara Aufiero - siamo a Bolzano perché oltre alla lingua in comune, rappresenta un punto di incontro tra Italia e Germania. E’ la nostra prima e unica sede in Italia, dove vogliamo promuovere la nostra consulenza online”.

 

Riguardo alle proteste avvenute a Bolzano negli ultimi tempi, specialmente da parte di movimenti femministi contrari ai manifesti pro life appesi nel capoluogo altoatesino, il presidente di Profemina risponde: “Siamo abituati. Abbiamo già avuto tre attacchi in Germania alle nostre sedi che sono state distrutte. I movimenti pro choice? Alcuni sono molto aggressivi”.

 

A livello di finanziamenti sia Lichtblicke che Profemina sostengono di non ricevere nulla, nemmeno dalla Provincia di Bolzano. “Profemina non prende nemmeno un euro né dallo Stato né dalla Chiesa – conclude Aufiero – il nostro lavoro è finanziato esclusivamente dalle donazioni private dei nostri sostenitori che hanno a cuore le donne incinte in difficoltà”.

 

Ricordiamo che il diritto all'aborto, sancito dalla legge 194 del 1978 ancora oggi trova molti ostacoli nella sua realizzazione, come aveva confermato a Il DolomitCristiano Modanese, membro attivo della cellula trentina dell’associazione Luca Coscioni, che lotta per l’affermazione delle libertà civili e dei diritti umani. Secondo Modanese se i numeri sulle interruzioni di gravidanza (ivg) praticate in Italia (la cui cifra è negli ultimi anni diminuita) insieme al numero di strutture ivg sono noti, non è invece “chiaro se, entrando in una data struttura, una donna riuscirà poi di fatto a abortire o meno” (Qui l'articolo).

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