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Rimosso il contatto dei pro vita Profemina dopo l'inchiesta de il Dolomiti dal sito della Provincia di Bolzano. La Commissione: "Non ne eravamo a conoscenza"

A seguito della segnalazione de Il Dolomiti la Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne ha rimosso l'indirizzo e-mail dell'associazione pro vita tedesca, inserito sul sito della Provincia: "Noi siamo per la libertà di scelta della donna e della sua autodeterminazione. Profemina? Non è riconosciuta dallo Stato tedesco per fare 'consulenza'"

Di Francesca Cristoforetti - 08 settembre 2022 - 13:22

BOLZANO. "Non sapevamo che Profemina fosse già attiva con una sua sede anche a Bolzano. Noi siamo per la libera scelta delle donne, non per le associazioni che cercano di manipolare o deviare una decisione che è estremamente personale e delicata". Così si è espressa la Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne di Bolzano, dopo essersi consultata a seguito della segnalazione de Il Dolomiti riguardo all'associazione pro vita tedesca Profemina. "Ora il contatto è stato rimosso dalla pagina della Provincia autonoma di Bolzano, noi non avevamo mai deciso di farlo comparire sul sito", aggiunge.

 

Il tratto distintivo di questa associazione è il servizio di "consulenza online", dai test di gravidanza con tanto di "check" online dei propri sintomi a quello della "personalità" arrivando a quello "Aborto: sì o no?", come era stato riportato in un articolo da Il Dolomiti. Un metodo molto discutibile per un'organizzazione che fino a pochi giorni fa presentava il proprio indirizzo e-mail tra i contatti di Lichtblicke, la costola "operativa" di Bewegung für das Leben, all’interno della pagina internet della Provincia autonoma di Bolzano (sotto la voce "Consulenza per donne", nella sezione "Centri di aiuto alla vita").

 

Ma soprattutto non tutti erano a conoscenza che questa associazione, sotto la forma giuridica di impresa sociale, avesse aperto una sua sede nel capoluogo altoatesino, in via dei Portici 76.

 

"In Germania bisogna seguire una procedura per cui è necessario avere un colloquio prima di poter abortire - dichiara la Commissione - tra i 'consulenti' convenzionati Profemina non è riconosciuta dallo Stato. Noi li conoscevamo come associazione perché in Germania sono molti attivi, oltre a essere stati molto contestati. Non ci eravamo accorti fosse stato inserito sul sito della Provincia".

 

La posizione della Commissione è molto chiara: "Le donne devono essere messe in una condizione di serenità - prosegue - noi siamo per la libertà della donna e della sua autodeterminazione, perché l'aborto sia una scelta libera e consapevole, non condizionata da giudizi morali o pressioni subite in una situazione di vulnerabilità. Questo tipo di associazioni pro vita sono finalizzate a portare la donna a una decisione di un certo tipo, non lavorano sulla libera scelta. L'aborto è un diritto sancito dalla legge 194 del 1978, è una scelta personale e delicata. Per questo monitoreremo abbiamo deciso di monitorare questa associazione e le loro attività a Bolzano, portando avanti degli approfondimenti".

 

A seguito della sollecitazione de Il Dolomiti la Commissione, riunita il 7 settembre 2022, ha deciso di verificare anche i test proposti dal sito internet di Profemina. Da lì, la decisione di togliere il contatto e-mail dal sito della Provincia. "Abbiamo visto e analizzato i test - sostiene - mette a rischio la libera scelta della donna, visto che sono elaborati su base emotiva. Cercheremo di approfondire anche su eventuali finanziamenti". 

 

Profemina nata in Germania come associazione nel 1999, attualmente ha una sede fisica a Heidelberg, Berlino e Monaco di Baviera in Germania, ma dal 26 aprile 2021 viene fondata a Bolzano la prima sede italiana. Una realtà molto grande che proponendosi online si è diffusa in molti altri paesi europei, essendo il sito tradotto in più lingue.

 

Era stata la presidente di Lichtblicke a confermare questa "amicizia" e l'"aggancio" con Profemina: "Siamo due enti separati – aveva sottolineato poco tempo fa la presidente Hildegard Tscholl intervistata da Il Dolomiti - abbiamo conosciuto questa storica organizzazione tedesca durante dei corsi di aggiornamento e formazione qualche anno fa e da lì ci siamo appoggiati anche al loro servizio online che dà riposte via e-mail, garantendo l'anonimato. Chiaramente per gli aiuti economici e un sostegno concreto sul territorio ci siamo noi".

 

Da parte della Commissione rimane una certa preoccupazione anche in vista delle prossime elezioni politiche: "C'è timore che vincano alcune forze politiche che non prestano attenzione alla parità di genere e che si facciano dei passi indietro".

 

Non è la prima volta che la Commissione esprime la sua contrarietà alle attività dei movimenti per la vita. Una chiara posizione era stata presa riguardo ai manifesti antiabortisti affissi nel capoluogo in occasione della "Giornata per la vita" lo scorso febbraio, definite dalla stessa Commissione" campagne diffamatorie contro il diritto all'aborto" (Qui l'articolo).

 

"Le donne hanno combattuto duramente per il loro diritto all'autodeterminazione sul proprio corpo – avevano sottolineato la presidente della Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne Ulrike Oberhammer e la vicepresidente Donatella Califano - una gravidanza indesiderata è una situazione molto difficile per ogni donna e la decisione di interrompere la gravidanza è ancora più difficile. Dovremmo stare al fianco delle donne e mostrare loro sostegno invece di condannarle".

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