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| 08 feb 2022 | 12:53

Imbrattati i manifesti antiabortisti. La commissione pari opportunità: "Campagne diffamatorie contro il diritto all'autodeterminazione delle donne"

Sono stati vandalizzati i manifesti antiabortisti comparsi a Bolzano in questi giorni, promossi da Pro vita e Movimento per la vita, affissi alle fermate degli autobus. I movimenti antiabortisti hanno risposto alla Commissione provinciale per le pari opportunità che aveva condannato le loro "campagne diffamatorie"

Imbrattati i manifesti antiabortisti
Foto di Pro Vita e Famiglia
di Francesca Cristoforetti

BOLZANO. Sono tornati alla carica i movimenti antiabortisti, questa volta con dei manifesti comparsi a Bolzano in occasione della "Giornata per la vita".

 

"I manifesti della Bewegung für das Leben Südtirol in collaborazione con Pro Vita e Famiglia e in occasione della 44esima Giornata per la Vita sono stati vandalizzati e coperti dagli abortisti": è questa l’accusa di Francesco Avanzini, responsabile del Circolo territoriale di Bolzano di Pro Vita & Famiglia. "Fatto ancora più grave – prosegue – la Commissione provinciale per le pari opportunità ha puntato il dito contro la nostra campagna di sensibilizzazione in favore della vita e dei più piccoli, etichettandola in modo ideologico e fazioso come 'discriminazione', arrivando addirittura a dire che noi diffamiamo le donne".

 

Anche quest'anno, come quello precedente, sono state portate avanti le campagne antiabortiste, “attraverso una serie di manifesti affissi alle fermate degli autobus in tutto l'Alto Adige – ha aggiunto Christian Raffl, presidente della Bewegung für das Leben-Südtirol – purtroppo negli ultimi giorni diversi manifesti sono stati vandalizzati o spruzzati da vandali con slogan contro la Vita. Abbiamo segnalato questo reato alla polizia”.

 

Da anni infatti le organizzazioni Pro vita e Movimento per la vita utilizzano la prima domenica di febbraio per "campagne diffamatorie contro il diritto all'aborto", ha dichiarato la Commissione, che pochi giorni fa aveva giustamente condannato questi messaggi: "Le donne hanno combattuto duramente per il loro diritto all'autodeterminazione sul proprio corpo – hanno sottolineato la presidente della Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne Ulrike Oberhammer e la vicepresidente Donatella Califano - una gravidanza indesiderata è una situazione molto difficile per ogni donna e la decisione di interrompere la gravidanza è ancora più difficile. Dovremmo stare al fianco delle donne e mostrare loro sostegno invece di condannarle". La "Giornata della vita" dovrebbe applicarsi perciò anche "alla vita delle donne che devono prendere decisioni così difficili, invece di appesantirle ulteriormente con campagne diffamatorie".

 

I movimenti antiabortisti avevano trovato "inaccettabile" questa presa di posizione: "E’ esattamente l’opposto – ha ribadito Raffl – noi vogliamo difendere il diritto delle donne a non avere come unica possibilità l’imposizione dell’aborto e una realtà istituzione provinciale dovrebbe essere super partes e non schierarsi ideologicamente".

 

Un’importante presa di posizione quella dalla Commissione, visto che ha ribadito come "la società debba sostenere le donne che hanno il diritto di vivere la propria vita in libertà e dignità". Va ricordato infatti che l’aborto è permesso e regolamentato dalla legge numero 194 del 22 maggio 1978 e rappresenta un "aiuto enormemente importante per proteggere le donne dal cadere in aborti illegali e per sostenerle con servizi professionali".

 

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