Una "sacra vulva" di cartapesta sfila nel corteo: scatta la denuncia per le femministe di Non una di Meno
La "processione" pro-choice femminista, organizzata il 21 aprile scorso per rivendicare il diritto all’aborto libero, sicuro e gratuito, sembra aver destato molto scalpore. Il gruppo è stato segnalato alla Procura per offesa al 'sentimento religioso': "Abbiamo glorificato la sacra vulva, simbolo per noi di ciò che è venerabile: il piacere, il desiderio e l'autodeterminazione sui nostri corpi"

PADOVA. Per una vulva di cartapesta portata in giro al corteo il gruppo femminista di Non una di meno Padova rischia la denuncia per offesa al "sentimento religioso".
Una "processione" pro-choice femminista e transfemminista, organizzata nel centro storico di Padova il 21 aprile scorso per rivendicare il diritto all’aborto libero, sicuro e gratuito nel del Padova sembra aver destato molto scalpore.
Ad alcuni infatti non è piaciuta la "Santa vulva" con tanto di aureola. "Abbiamo glorificato la sacra vulva - sostiene Nudm Padova in un post su Facebook - simbolo per noi di ciò che è venerabile: il piacere, il desiderio e l'autodeterminazione sui nostri corpi e sulle nostre vite. Una vulva in cartapesta si ergeva fiera e svergognata per celebrare la gioia della libera scelta".
"Determinata e rabbiosa - proseguono le attiviste - denunciava l'oscurantismo, il bigottismo e l'ipocrisia di un potere che utilizza strumentalmente la religione e il sentimento religioso per giustificare posizioni reazionarie e liberticide, per condannare violentemente le donne e le persone con utero che scelgono di interrompere una gravidanza, diritto conquistato con le lotte, in uno Stato che dovrebbe essere laico".
Tutto questo "consapevoli della potenza irriverente della nostra pratica performativa", dichiara Nudm.
"La storia della libera scelta e della vulva non è piaciuta alle istituzioni della nostra città che tanto tengono al decoro e alla pubblica sicurezza - conclude il gruppo - ci è stato infatti comunicato che saremo segnalate alla Procura per offesa al 'sentimento religioso', relitto del nostro fascista codice penale. Niente di nuovo, questa segnalazione rientrerebbe nell'ennesimo tentativo del governo e della magistratura di reprimere il dissenso e di annientare il potenziale rivoluzionario dei movimenti per la giustizia sociale".














