"Sarebbe questa la grande manifestazione?", botta-risposta in piazza tra Cruciani e le femministe di Non Una di Meno: "Il vero democratico e inclusivo sono io, non loro"
La replica di Giuseppe Cruciani alla manifestazione di "Non una di meno": "Il movimento femminista rappresenta le associazioni, non le donne. Per me sono persone, non sono movimenti: cioè persone che dicono la loro, e ovviamente hanno tutto il diritto di farlo e dire anche le peggiori cose nei miei confronti. La differenza è questa: che io penso loro possano dire quello che vogliono, in qualsiasi momento e in tutte le forme. Al contrario, loro pensano che io debba parlare in un certo modo e alcuni pensano che io non possa dire alcune cose"

BELLUNO. “Sarebbe questa la grande manifestazione? Avanti tutta, viva la libertà sempre”: provocatoriamente, com’è nel suo stile, Giuseppe Cruciani ha risposto così alla contestazione con cui il collettivo bellunese di ‘Non una di meno’ lo ha accolto ieri pomeriggio di fronte al Teatro Dino Buzzati, dove ha tenuto il suo spettacolo Via Crux.
Uno spettacolo pensato - si legge nella descrizione - per attaccare il politicamente corretto e affrontare i temi su cui il giornalista de La Zanzara da sempre punta a scatenare il dibattito: veganismo, omofobia, terrapiattismo. Ma anche le sue riflessioni sul mondo femminile non sono mai state meno provocatorie, tanto che il collettivo era già intervenuto sui social nei giorni scorsi per annunciare il flash mob, innescando un primo botta e risposta con il conduttore (qui l’articolo).
Come previsto, lo scambio è andato avanti anche in piazza a Belluno. Le manifestanti si sono riunite in centro portando musica, cartelloni (“Lotto marzo tutti i giorni”), riflessioni sul diritto di famiglia, la parità, i temi dell’aborto, della contraccezione e dei consultori - e anche qualche grido verso il conduttore, come “Fai schifo” o “Belluno non ti vuole”.
La replica non si è fatta attendere. Cruciani ha infatti pubblicato su Instagram un reel in cui riprende l’accaduto, esprimendo le sue posizioni sul femminismo oggi. “Il movimento femminista - afferma - rappresenta le associazioni, non le donne. I movimenti femministi rappresentano infatti loro stessi, le persone iscritte e forse nemmeno tutte. Per me sono persone, non sono movimenti: cioè persone che dicono la loro, e ovviamente hanno tutto il diritto di farlo e dire anche le peggiori cose nei miei confronti”.
E chiude con l’affondo. “La differenza è questa - prosegue - che io penso loro possano dire quello che vogliono, in qualsiasi momento e in tutte le forme possibili e immaginabili. Al contrario, loro pensano che io debba parlare in un certo modo e alcuni pensano che io non possa dire alcune cose. Il vero democartico, il vero inclusivo sono io, non loro”.












