Palpaggiamenti e molestie al concerto del 25 aprile alle Albere, la denuncia di Non una di Meno: "Siamo dovute tornare a casa. Tanta rabbia, situazione intollerabile"
Le testimonianze sono circolate sui social, partendo anche dal canale Spotted Unitn. Nudm Trento lancia un appello e un questionario online: "Siamo state molestate. Mentre ballavamo nella folla, sottopalco o più distanti. Non è la prima molestia che riceviamo in un luogo pubblico". La riposta di Arci del Trentino: "Abbiamo speso mesi a organizzare una festa che fosse il più possibile aperta e inclusiva"

TRENTO. Sono molte le ragazze che hanno deciso di denunciare le molestie e le violenze sessuali subite in occasione del 25 aprile, Festa della Liberazione, al concerto organizzato da Arci del Trentino al parco delle Albere.
Sono gravi gli episodi raccontati, circolati anche sul canale Spotted Unitn, e raccolti immediatamente dalle attiviste di Non una di Meno, che ieri sera (28 aprile) in un'assemblea pubblica hanno ascoltato le testimonianze di chi ha voluto parlare.
Subito è scattata la segnalazione e l'allarme delle attiviste. "La sera del 25 aprile, durante il concerto alle Albere, siamo state molestate - dichiara il gruppo Nudm Trento -. Mentre ballavamo nella folla, sottopalco o più distanti. Mentre eravamo da sole, con le persone o la persona che amiamo, tra i nostri affetti. Mentre ci credevamo al sicuro, in uno spazio che doveva essere consapevole. Che doveva essere nostro. Mentre ci sentivamo libere".
Le molestie per alcune sono state talmente 'intollerabili', che le ragazze hanno deciso di abbandonare la festa: alcune raccontano di essere state palpeggiate. "Per molte di noi - prosegue Nudm - rimanere al concerto è stato impossibile. Siamo state noi a doverci allontanare, in cerca di aria. Piene di rabbia, di sopravvivenza, siamo state noi a difenderci l’un l’altra o da sole, quando è stato possibile. Guai a chi ci tocca. È una promessa che ha bisogno di riscontro, è un’intenzione, è un urlo al cielo che ha bisogno di risposte. Che ha bisogno di una rete, che ha bisogno di una presa di coscienza collettiva, che ha bisogno di spazi nei quali possiamo tornare a respirare insieme".
Purtroppo non è la prima volta che accadono certi episodi, accusano le femministe. "Non è la prima molestia che riceviamo in un luogo pubblico. Questa volta noi parliamo, perché ne abbiamo bisogno. Questa volta abbiamo deciso di non rimanere in silenzio, purtroppo abbiamo scoperto che siamo tante. Che è stata un’esperienza comune. Questa volta è l’ultima volta. L’ultima volta a non sentirci libere negli spazi pubblici a cui abbiamo diritto, a non poterci esprimere, a non poterci ribellare come abbiamo sempre fatto".
Subito sono state prese delle misure: è proprio in queste ore che Non una di meno ha messo a disposizione un form online per denunciare le violenze subite o chi ha visto situazioni simili (Qui il link).
"A noi spetta ogni millimetro, ogni strada, ogni parco, ogni piazza, ogni mezzo pubblico, ogni aula di università. Vi chiediamo di condividere questo appello, perché quante più persone possibili sappiano che stiamo cercando di costruire uno spazio nel quale (se lo desiderano) possano portare la loro testimonianza, possano venire ad ascoltare, possano restare a costruire un’alternativa".
Tanta è la rabbia, visto che purtroppo situazioni di questo genere non sono nuove. "Siamo stufe di sentirci dire 'non ne sapevamo nulla' -concludono le attiviste -. La violenza sulle donne, ben radicata nella cultura patriarcale, è un qualcosa di strutturale sotto gli occhi di tutti e tutte che è necessario estinguere. La rabbia è tanta, non siamo più disposte ad accettare".
LA RISPOSTA DI ARCI
A seguito delle denunce arriva anche la risposta degli organizzatori. "Abbiamo speso mesi a organizzare una festa che fosse il più possibile aperta e inclusiva - dice Arci del Trentino -. L'abbiamo voluta come sempre il più possibile accogliente e sicura e ci fa male pensare che per qualcuno possa non esserlo stata. Si tratta di fatti semplicemente intollerabili che ci riempiono di rabbia e delusione. Non vogliamo che episodi del genere accadano mai, tanto meno durante la nostra festa, la festa di tutti e di tutte".
Il messaggio prosegue: "Vogliamo esprimere la nostra vicinanza sincera a chi ha subito tutto questo e il nostro impegno a incrementare gli sforzi affinché episodi del genere non si ripetano in futuro".














