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| 11 lug 2022 | 16:46

Pasolini protagonista dei manifesti antiabortisti di Pro Vita: tornano le affissioni nonostante il no della Commissione pari opportunità di Bolzano

I manifesti, apparsi dalla zona industriale a via Garibaldi, riportano accanto al volto di Pasolini una sua citazione contraria alla legalizzazione dell'aborto. Simili messaggi erano apparsi alle fermate degli autobus della città anche a febbraio scorso: la campagna però era stata fermamente condannata dalla Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne

Pasolini protagonista dei manifesti antiabortisti di Pro Vita
Foto di Oltre il Ponte / Über die Brücke (sx) e Salto.bz (dx)
di Francesca Cristoforetti

BOLZANO. Ritornano i manifesti antiabortisti nel capoluogo altoatesino, sempre a firma di Pro vita e famiglia. Questa volta però con il volto di Pier Paolo Pasolini, e una scritta a caratteri cubitali: "Sono contro l'aborto". I manifesti riportano una citazione del famoso giornalista e autore, "sono traumatizzato dalla legalizzazione dell'aborto perché la considero, come molti una legalizzazione dell'omicidio", presa dal Corriere della Sera del 19 gennaio 1975.

 

I cartelloni su sfondo rosso acceso sono comparsi da piazza 1 maggio, nella zona industriale a via Garibaldi. "Un omaggio al centenario della sua nascita", stando alle parole di Pro vita e famiglia di Bolzano.

 

"I sostenitori dell'aborto - lamenta il movimento - anche qui hanno vandalizzato e censurato Pasolini e il suo pensiero intellettualmente onesto e disinteressato in favore della vita e dei nascituri, così come hanno fatto in passato in tutta Italia con le campagne in difesa del diritto alla vita rimosse, strappate, vandalizzate o addirittura censurate in modo illegittimo dalle amministrazioni".

 

Non è la prima volta che messaggi antiabortisti vengono affissi in città: gli ultimi erano comparsi, affissi a diverse fermate dell'autobus, i primi giorni di febbraio in occasione della "Giornata per la vita" in collaborazione con Bewegung für das Leben Südtirol, il Movimento per la vita locale che, tra l'altro, riceve finanziamenti dalla Provincia autonoma di Bolzano. 

 

Nonostante la ferma condanna della Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne i movimenti antiabortisti sono tornati alla carica, e questa volta tirando in campo la celebre figura del giornalista bolognese. 

 

"Le donne hanno combattuto duramente per il loro diritto all'autodeterminazione sul proprio corpo – avevano dichiarato in questa circostanza la presidente della Commissione Ulrike Oberhammer e la vicepresidente Donatella Califano - una gravidanza indesiderata è una situazione molto difficile per ogni donna e la decisione di interrompere la gravidanza è ancora più difficile. Dovremmo stare al fianco delle donne e mostrare loro sostegno invece di condannarle".

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