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Trento
31 marzo | 21:00

Gerosa commissaria il circolo Alto Garda e Ledro di Fratelli d'Italia. L'ex presidente Aldrighetti: "Nessun confronto, nessuna motivazione ufficiale: solo un e-mail"

"Noi abbiamo lavorato bene sul territorio - afferma Elisabetta Aldrighetti -: lo riconoscono le persone con cui ci confrontiamo abitualmente e anche i "numeri". Ci siamo dati da fare, io e tutto il direttivo. Ho chiesto copia del verbale e stiamo attendendo una risposta anche se le motivazioni le sappiamo già. Siamo amareggiati, e non poco, che non vi sia stata una convocazione presso la sede centrale per rispondere di eventuali contestazioni mosse dalla presidentessa e dal coordinamento provinciale. Di solito funziona così, invece questa volta il provvedimento è stato adottato e ci è stato comunicato, senza alcun confronto"

Foto pagina Facebook Fratelli d'Italia Circolo AltoGarda e Ledro "Oriana Fallaci"

RIVA DEL GARDA. Un'e-mail con poche righe per comunicare ufficialmente che, a partire dalla data indicata (venerdì 28 marzo), il circolo Alto Garda e Ledro di Fratelli d'Italia era stato commissariato dal coordinamento provinciale e che il ruolo di commissario è stato affidato ad Alessandro Iurlaro, che aveva accettato l'incarico.

 

Un fulmine a ciel sereno, almeno per i vertici del circolo intitolato a "Oriana Fallaci", che ha giurisdizione sull'intera zona della Busa e di Ledro, che sono stati destituiti da ogni incarico.

 

Nella comunicazione non erano indicati i motivi che hanno portato la presidente trentina Francesca Gerosa e il coordinamento provinciale a sollevare dall'incarico la presidente rivana Elisabetta Aldrighetti e il direttivo del quale facevano parte Nicola Santoni (Riva del Garda), Davide Intilla (Riva del Garda), Giorgia Santoni (Arco), Luigi Masato (Nago Torbole), Michele Giammetta (Tenno) e Giorgio Turrini (Ledro).

 

Giovedì sera il coordinamento provinciale di Fdi si è espresso a maggioranza e venerdì mattina il provvedimento è stato comunicato alla massima dirigente rivana, consigliera comunale a Riva del Garda, che ha risposto chiedendo copia del verbale della riunione dei vertici trentini del partito per conoscere le motivazioni del commissariamento.

 

"Noi abbiamo lavorato bene sul territorio - afferma Elisabetta Aldrighetti -: lo riconoscono le persone con cui ci confrontiamo abitualmente e anche i "numeri". Alle elezioni provinciali io ho raccolto quasi 850 preferenze, alle elezioni comunali di maggio 2025 di Riva del Garda, Fratelli d'Italia è risultato il primo partito del centro destra, il secondo in assoluto dietro il Pd, superando la soglia del 10%. Abbiamo eletto due consiglieri comunali e io sono stata la candidata più votata dell'intera coalizione tra Riva e Arco. Ci siamo dati da fare, io e tutto il direttivo. Ho chiesto copia del verbale e stiamo attendendo una risposta anche se le motivazioni le sappiamo già. Siamo amareggiati, e non poco, che non vi sia stata una convocazione presso la sede centrale per rispondere di eventuali contestazioni mosse dalla presidentessa e dal coordinamento provinciale. Di solito funziona così, invece questa volta il provvedimento è stato adottato e ci è stato comunicato, senza alcun confronto".

 

Da Fratelli d'Italia nessuna nota ufficiale per spiegare i motivi che hanno portato a tale decisione, ma da quanto trapela al circolo rivano viene imputato di aver lavorato poco sul territorio in occasione del referendum sulla giustizia e poi la vicenda potrebbe essere - semplicemente - un "regolamento di conti" politico, visto che all'elezione per il nuovo vertice provinciale la presidentessa rivana si era schierata dalla parte dello sconfitto Cristian Zanetti anche se spiega "nessuno ha fatto campagna elettorale per uno o l'altro candidato. Sia io che il vice presidente Nicola Santoni non abbiamo dato alcuna indicazione di voto, lasciando massima libertà ai tesserati".

 

E poi c'è la questione legata alla nuova associazione nata nei mesi scorsi nella Busa, "Territorio casa identità", alla quale hanno ha aderito, tra gli altri, anche la stessa ormai ex presidentessa del circolo rivano. Un'associazione che si è presentata come culturale, sociale, apartitica e civica, ma la presenza della capogruppo di Fdi in consiglio comunale rivano aveva scatenato le ire della presidente  provinciale Francesca Gerosa, che aveva parlato di comportamento "gravissimo" (Qui articolo).

 

"In merito alla costituzione di una nuova associazione a Riva del Garda che ha visto la presenza di esponenti di Fratelli d’Italia - scriveva in una nota ufficiale la neo presidentessa del partito meloniano -, ritengo opportuno e doveroso nei confronti della nostra comunità fare alcune precisazioni. Fratelli d’Italia non ha alcuna relazione con quella associazione, che dai contenuti appare chiaramente politica e con le connotazioni di lista civica. Si precisa che il partito non è stato informato dell’iniziativa da parte dei nostri rappresentanti che hanno partecipato, più o meno attivamente, e si stanno svolgendo i necessari approfondimenti. Fratelli d’Italia si muove e opera sempre nella sua precisa e riconoscibile identità politica, ancora di più laddove ha articolazioni territoriali e rappresentanze istituzionali. Non è ammissibile in quanto incompatibile con il nostro Statutol’affiancamento al partito di organizzazioni terze non affini e non riconosciute, comprendendo al contempo che la partecipazione a tali organizzazioni di nostri esponenti possa creare confusione e destabilizzazione nel messaggio che traspare. Da tutto ciò Fratelli d’Italia si dissocia e prende le distanze".

 

Parole estremamente dure che lasciavano presagire a provvedimenti da parte della governance provinciale. Provvedimenti che sono arrivati, in modo estremamente perentorio. E, intanto, i "defenestrati" attendono di ricevere copia del verbale per capire quali siano le motivazioni alla base di una decisione che, da Trento, considerano definitiva.

 

Intanto anche la stampa nazionale ha puntato i riflettori sulla situazione che sta vivendo Fratelli d'Italia in Trentino Alto Adige. Si parla di situazione "quasi paradossale". "Dalle Politiche, con Fdi al 30%, sono andati via 3 consiglieri provinciali e un deputato - scrive Il Giornale -. In discussione la gestione dei due dirigenti locali: Francesca Gerosa e Alessandro Urzi. Oltre al referendum, Fdi ha perso le comunali nelle grandi città. La faida esplose nel 2024 con la sospensione della parlamentare Alessia Ambrosi che voleva candidarsi al congresso provinciale".

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