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Cajun, Disco e Chutney, i cani di Chico Forti in carcere: “Mi hanno affidato la pecora nera dell’intero programma”

La lettera del 62enne trentino che racconta le sue giornate nel programma di addestramento per cani: “Se non avessi accettato questa quasi impossibile sfida l’alternativa sarebbe stata tragica: infatti se la ‘guida’ segnala un golden retriever come ‘antisociale’ l’esemplare può facilmente finire in un canile dove, giustificato dal sovraffollamento e una carenza di adozioni, verrebbe soppresso”

Pubblicato il - 20 gennaio 2022 - 19:57

TRENTO. Da un po’ di tempo a questa parte Chico Forti, nonostante sia ancora detenuto negli Stati Uniti, ha potuto accedere al dormitorio del programma dei cani dove ha fatto la conoscenza con alcuni amici a quattro zampe. Qui aveva incontrato Cajun un golden retriever con il quale Forti ha stretto un legame speciale.

 

È stato lo stesso 62enne trentino a raccontare tramite una lettera i nuovi sviluppi: “Da quando Cajun è stato riassegnato, mi hanno dato un golden retriever gigante (circa 50 chilogrammi) di nome Disco; buono e dolce”. I cani affidati alle cure di Forti si sono trasformati diventando un modello di educazione.

 

“Ho fatto talmente un buon lavoro con lui che son stato scelto per la missione più impossibile con la pecora nera dell’intero programma, un diavolo della Tasmania chiamato Chutney”. Si tratta di un altro golden retriever di un anno più vecchio, “con l’unica colpa di essere affetto da un’overdose di energia”.

 

Chutney, osserva Forti, potrebbe essere un cane da slitta di classe mondiale: “Mi ha trascinato seduto su una sedia a rotelle come se fossi una piccola paperella di gomma in una vasca da bagno. Chutney ha anche un potere Bocelliano-bau-bau. Aggiungete questo alla sua propensione a masticare i più vicini polsi come se fossero il suo osso preferito. Tutte qualità che, purtroppo per lui, non vanno molto d’accordo con le richieste di questo programma che mira a trasformare i golden retriever in esemplari cani da servizio”.

 

Questi cani infatti dovrebbero accompagnare persone vecchie e fragili nel loro cammino. “Dubito fortemente che a Chutney verrà mai data questa opportunità, ma sono anche certo che sarà il più amabile cane per una famiglia con bambini e giardino. Se non avessi accettato questa quasi impossibile sfida, l’alternativa sarebbe stata tragica: infatti se la ‘guida’ del cane lo segnala come ‘cane antisociale’ l’esemplare può facilmente finire in un canile dove, giustificato dal sovraffollamento e una carenza di adozioni, verrebbe messo “a dormire” (o, più brutalmente, soppresso)”.

 

Tra Forti e Chutney si è sviluppato un legame speciale, anche se potrebbero ben presto essere separati. “Ogni giorno potrebbero venire a prenderlo, ma non più con prospettiva di soppressione. Chi lo sa: magari con un po’ di fortuna le nostre partenze coincideranno. Una cosa che ho scoperto con Cajun, Disco e Chutney: il dolore del momento della separazione lascia una ferita fresca e aperta. E con 45 ossa rotte, centinaia di cicatrici e migliaia di punti di sutura, sicuramente non ho bisogno di altri interventi chirurgici. Una volta tornato a casa potrete sicuramente contare sempre sulla mia nuova competenza acquisita per i vostri problematici o indisciplinati cani”.

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