Chico Forti racconta una sua giornata in carcere assieme all’ormai inseparabile Cajun: “Ogni giorno imparo qualcosa da questo diavoletto”
Nella sua lettera Chico Forti racconta la sua routine quotidiana in carcere assieme al golden retriever Cajun: “Nella prossima vi racconterò la mia esperienza sul primo bagnetto che gli ho fatto. Qualche goccia su di lui e una piscina bagnata sul sottoscritto”

TRENTO. “Ogni giorno imparo qualcosa da questo diavoletto”, si apre così l’ultima lettera di Chico Forti pubblicata sul gruppo Facebook a lui dedicato, che da anni porta avanti la battaglia per la sua liberazione. Da un po’ di tempo a questa parte Forti ha potuto accedere al dormitorio del programma dei cani ed è qui che ha fatto la conoscenza di Cajun, il “diavoletto” di cui si parla nella lettera. “Il mio ufficiale classificatore – raccontava il 62enne trentino – ha pensato che avrei potuto dare un'atmosfera positiva al dormitorio durante questi ultimi giorni di permanenza. Ho imparato a conoscere i cani. Sto ancora imparando molto da loro”.
Nella sua lettera Forti racconta la routine quotidiana in carcere assieme al golden retriever Cajun, nell’attesa estenuante di poter finalmente essere trasferito in Italia. “Nella prossima lettera – afferma Forti – vi racconterò la mia esperienza sul primo bagnetto che ho fatto a Cajun. Qualche goccia su di lui e una piscina bagnata sul sottoscritto”.
Attualmente il 62enne trentino si trova ancora al campo immigrazione, il luogo da cui i detenuti vengono tenuti in attesa di essere trasferiti in patria, aspettando con ansia il lasciapassare per poter far rientro in Italia. Come spiegava lo zio Gianni, sono momenti estenuanti per la famiglia: “Ho avuto rassicurazioni dalla ministra Cartabia ma dobbiamo tenere alta l’attenzione. Se prosegue ancora l’attesa del trasferimento il Governo italiano si faccia sentire ufficialmente” (QUI l’intervista completa).












