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| 16 set 2022 | 17:07

Delega fiscale al Trentino, i sindacati dicono ancora ''No'': ''La provincializzazione è la strada sbagliata: più criticità che vantaggi''

Il segretario generale della Cisl, Michele Bezzi: "C'è eventualmente la richiesta di maggiore autonomia di imposizione fiscale nel caso di una scelta nazionale di cancellazione dell’Irap o della scelta di una flat-tax". Giuseppe Pallanch (Cisl Fp): "Confermiamo la forte contrarietà alla provincializzazione della delega fiscale"

Delega fiscale al Trentino, i sindacati dicono ancora No''
di Redazione

TRENTO. "Nel documento di Cgil, Cisl e Uil non vi è la volontà di controllo provinciale su Agenzia delle Entrate, la nostra posizione in merito è chiarissima. C'è invece la richiesta di maggiore autonomia di imposizione fiscale nel caso di una scelta nazionale di cancellazione dell’Irap o della scelta di una flat-tax", dice Michele Bezzi, segretario generale della Cisl, mentre Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp e segretario confederale per questa materia, aggiunge: "Siamo favorevoli a migliorare i rapporti e le relazioni tra Trento e Bolzano con Roma per una maggiore autonomia e più risorse sul territorio. Ma confermiamo la forte contrarietà alla provincializzazione della delega fiscale: non è la strada corretta e ci sono più criticità che vantaggi in questa operazione". 

 

I sindacati non nascondono ancora una volta la contrarietà a questa ipotesi. "Nei mesi scorsi - prosegue Pallanch - ricordiamo la promessa tradita di poter prendere visione della bozza della riforma elaborata dalla Commissione dei 12 e ribadiamo la ferma contrarietà a questa ipotesi: non si conoscono i costi e gli impatti; ci sarebbe  un cortocircuito istituzionale e l'amministrazione pubblica locale diventerebbe controllato e controllore. Pubblica amministrazione che rischia di trovarsi nell'imbarazzo di dover controllare approfonditamente il territorio, senza avere la forza necessaria, anche sotto il profilo del personale".

 

Le parti sindacali, oggi come cinque anni fa, sostengono la necessità che la politica desista dal portare avanti questo piano in quanto non può garantire di essere super partes:

 

"Le Province - dice Pallanch - devono invece rafforzare il supporto allo Stato per rafforzare i presidi di legalità, così come il sostegno di altre strutture del territorio che non devono essere chiuse o ridimensionate. Abbiamo più volte dimostrato l'impraticabilità tecnica di questo eventuale provvedimento".

 

Sono altri percorsi e le strategie da sviluppare. "Un conto è migliorare i rapporti e le sinergie con Roma, un altro conto è la provincializzazione di questo settore: questa competenza non rafforza la nostra Autonomia, siamo contrari e portiamo avanti questa battaglia con responsabilità e dati concreti", conclude Pallanch.

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