"Altro che autonomia paritaria", la Cisl Fp sulla Direzione regionale dell'Agenzia delle entrate spostata a Bolzano: "Il Trentino è subalterno all'Alto Adige"
I sindacati esprimono preoccupazione e amarezza per la decisione di spostare la sede della Direzione regionale dell'Agenzia delle entrata da Trento a Bolzano: "Purtroppo dobbiamo evidenziare che questa importante novità organizzativa nasce senza alcun coinvolgimento e partecipazione dei dipendenti e delle loro rappresentanze"

TRENTO. "Altro che autonomia paritaria, il Trentino è diventato subalterno all'Alto Adige". Queste le parole di Giuseppe Pallanch, il segretario della Cisl Fp commenta la decisione di spostare la sede della Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate da Trento a Bolzano. "E' l'unico caso di un capoluogo di Regione che resta scoperto. E' una brutta pagina per il territorio e siamo amareggiati".
La nuova Direzione regionale dell'Agenzia delle entrate è stata svelata alla presenza viceministro dell’economia e delle finanze, Maurizio Leo, del direttore dell’Agenzia delle entrate, Vincenzo Carbone, del presidente della Regione Trentino Alto Adige e della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, del presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, e della commissaria del governo per la Provincia di Bolzano, Maddalena Travaglini.
"Siamo venuti a conoscenza di questo appuntamento dalla stampa. La Direzione regionale del Trentino Alto Adige, avrà sede a Bolzano e sarà una struttura regionale di vertice di prima fascia", aggiungono Pallanch, Giuseppe Vetrone (Flp) e Alberto Bellini (Cgil Fp). "Purtroppo dobbiamo evidenziare che questa importante novità organizzativa nasce senza alcun coinvolgimento e partecipazione dei dipendenti e delle loro rappresentanze sindacali, nonostante numerose richieste specifiche e sollecitazioni finalizzate a ottenere informazioni e dettagli in merito, ancorché previste dalle disposizioni contrattuali".
I sindacati esprimono amarezza e una forte preoccupazione "per le modalità con cui si procede nella ridefinizione dell’assetto organizzativo dell’Agenzia delle entrate a livello regionale, in quanto servono garanzie per i lavoratori e per i presidi territoriali del Trentino: Agenzia delle entrate che, tra l’istituenda Direzione regionale e le due Direzioni provinciali di Trento e Bolzano, annovera oltre 600 dipendenti. A oggi non è stata fornita alcuna informativa puntuale e trasparente sulla nuova struttura e sulle ricadute concrete per il personale".
Particolarmente delicata, evidenziano le organizzazioni sindacali, è la situazione dei lavoratori di Trento che opereranno nell’ambito della Direzione regionale e che rischiano di trovarsi coinvolti in cambiamenti significativi senza alcuna chiarezza sulle prospettive professionali, sulle funzioni che resteranno sul territorio e sull’organizzazione futura del lavoro.
"Permangono inoltre importanti interrogativi sugli aspetti normativi e contrattuali che potrebbero incidere direttamente sul personale. Tra questi vi sono le questioni legate alle norme sul bilinguismo, che in questo contesto organizzativo assumono un peso rilevante e soprattutto la gestione dei fondi contrattuali incentivanti, rispetto ai quali non è stato chiarito come verranno ripartite le risorse tra le diverse strutture e quali effetti concreti ci saranno per i lavoratori del Trentino".
Per le organizzazioni sindacali è inoltre fondamentale che "la riorganizzazione non comporti un indebolimento della presenza dell’Agenzia delle entrate sul territorio trentino. Al contrario, riteniamo necessario un rafforzamento dei presidi territoriali, affinché venga garantita la piena operatività degli Uffici, la vicinanza a cittadini e imprese e la qualità dei servizi fiscali sul territorio".
La Cisl Fp, la Fpl e la Fp Cgil ritengono che una riorganizzazione di questa portata non possa avvenire senza trasparenza e senza un confronto reale con le rappresentanze sindacali. Dopo questa brutta pagina di mancato rispetto delle relazioni sindacali è necessario ristabilire corrette relazioni e garantire che ogni cambiamento organizzativo tenga conto delle professionalità presenti sul territorio e della qualità dei servizi resi ai cittadini. I sindacati continueranno a chiedere con forza chiarezza, informazioni e garanzie concrete per il personale, affinché nessun lavoratore venga penalizzato da scelte organizzative assunte senza un adeguato coinvolgimento".












