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Guerra Ucraina, oltre 700 profughi in Trentino: quasi tutti da privati. Pronta la colonna mobile per la Moldavia: ''Aspettiamo l'ok da Roma poi si parte in 5 giorni''

Le autorità calcolano che del totale dei fuggitivi dall'Ucraina, oltre il 30% sia costituito da minori in età scolare dell’obbligo. Avviati i primi inserimenti scolastici. Oggi attività di clownerie all'ostello per i più piccoli, l'assessora Chiara Maule: "Tutti gli uffici sono operativi per gestire l'arrivo e l'accoglienza degli ucraini". Attiva anche la Croce rossa per interventi ai campi profughi ai confini

Foto di Askanews
Di Luca Andreazza - 10 March 2022 - 20:41

TRENTO. A oggi sono più di 700 i profughi che si sono rivolti a Cinformi per chiedere aiuto e regolarizzare la posizione in Trentino. Sono tutti ospitati da privati che li hanno accolti o hanno messo a disposizione camere e appartamenti, mentre un centinaio di persone si affida alle strutture pubbliche. La dislocazione è distribuita su una cinquantina di Comuni con tutti i territori che sono impegnati tra raccolta di beni di prima necessità e la fornitura di spazi.

 

"Monitoriamo in ogni momento la situazione - commenta Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento - per rendere il più possibile efficace il contributo che il nostro territorio potrà dare a livello istituzionale, accanto al già encomiabile segnale già offerto dai trentini, si singolarmente si attraverso l’associazionismo. Il tema sarà affrontato dalla Giunta in coerenza con quanto discusso in Consiglio provinciale".

 

Negli scorsi giorni sono state allestite alcune strutture e sono stati consegnati i primi materiali in Polonia tramite il sistema nazionale, mentre il Friuli Venezia Giulia è attiva in Slovacchia. La Pat e il sistema di Protezione civile attendono nel frattempo il via libera da Roma per far partire i primi nuclei della colonna mobile che dovrebbe recarsi in Moldavia, il Paese più povero d'Europa ha aperto le proprie porte a fronte della terribile emergenza umanitaria ma rischia il collasso per il flusso di profughi in fuga dalla guerra in Ucraina a seguito dell'invasione della Russia (Qui articolo). 

 

A luce verde una decina di mezzi muovono le ruote in direzione della Moldavia: "La destinazione - dice Raffaele De Col, dirigente generale della Protezione civile del Trentino - è ancora questa e siamo in attesa dell'ok da Roma. Ci sono ancora delle trattative in corso a livello di Unione europea. A seguito del via libera ci vogliono poi altri 4 o 5 giorni prima di partire: si programma un sopralluogo in loco per capire esattamente l'area e le necessità e poi ci si mette in viaggio per il trasporto materiali e per i lavori di allestimento dei 500 posti letto".

 

A completare il convoglio anche due ambulanze della Croce rossa italiana. La Cri, anche in Trentino, ha iniziato a raccogliere le disponibilità per operatori disponibili a raggiungere i confini orientali nelle aree allestite per l'accoglienza di profughi. La ricerca è preventiva e si rivolge a medici e infermieri naturalmente altamente formati per gestire e per calarsi in situazioni di crisi.

 

Accoglienza profughi, integrazione sociale e scolastica, profilassi sanitaria, missione umanitaria al confine: il presidente Fugatti e l'assessora Segnana hanno fatto un punto con i responsabili della direzione generale e dei dipartimenti più direttamente coinvolti nella gestione dell'emergenza Ucraina. A oggi sono 650 i profughi che si sono rivolti a Cinformi per chiedere aiuto e regolarizzare la loro posizione in Trentino.

 

Quasi tutti hanno trovato la disponibilità di privati mentre qualche nucleo è attualmente in carico ai servizi pubblici, come gli ostelli di Trento e di Rovereto (altri 104 nelle strutture di accoglienza pubbliche). In Trentino ci si organizza comunque per far fronte a ulteriori arrivi e si prevede l'apertura di ulteriori posti letto tra San Vito di Pergine e nella struttura prefabbricata - Casa San Giovanni - attualmente dislocata in zona motorizzazione civile.

Le autorità calcolano che del totale dei fuggitivi, oltre il 30% sia costituito da minori in età scolare dell’obbligo, quindi tra i 6 e i 16 anni. Al momento, si tratta di 170 bambini e ragazzi, e per 70 giovani sono stati già attivati i contatti con diverse scuole che hanno avviato il percorso di inserimento. Un ulteriore sforzo riguarda il reperimento di facilitatori linguistici il cui contributo risulta particolarmente utile per migliorare questi delicati passaggi.

 

"Gli inserimenti - spiega a Il Dolomiti il responsabile dei dirigenti scolastici trentini, Paolo Pendenza - sono già iniziati in diversi istituti e si lavora per l'accoglienza, anche linguistica. C'è una grande disponibilità e attualmente non ci vengono segnalate criticità, neppure sul fronte degli spazi. Tutto procede nel migliore dei modi". "Oggi ci sono state le prime attività di animazione all'ospedale per i più piccoli ma è ancora un momento di assestamento e nei prossimi giorni ci sarà un programma strutturato", dice l'assessora comunale a Trento Elisabetta Bozzarelli. "L'amministrazione comunale si è attivata e fa la propria parte come tutta la comunità che dimostra grandissima solidarietà in questo momento molto complicato".

 

Sono diverse le iniziative pronte a entrare a regime. "Oltre alla gestione dei pernottamenti all'ostello in collaborazione con Cinformi, raccogliamo le disponibilità delle famiglie trentine che reperire gli alloggi - spiega l'assessora comunale a Trento Chiara Maule - i nostri uffici hanno attivato la raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe. C'è anche un confronto con il Centro servizi per il volontariato per mettere a fattor comune le disponibilità delle associazioni ucraine o di altri enti per implementare gli aspetti legati all'accoglienza.

 

Ci sono state le prime iniziative di clownerie all'ostello ma "abbiamo raccolto la disponibilità da parte di privati e associazioni che mettono a disposizione il proprio tempo per accompagnare, fare compagnia, organizzare attività di animazione per bambini e ragazzi ucraini. Rispetto a questo, si ragiona sulle attività per famiglie nel parco della Residenza Adige e nell'organizzazione di momenti di gioco e relazione per bambini e mamme all’aperto con la partecipazione e la collaborazione di due educatrici del Servizio infanzia. E poi sono a disposizione spazi qualificati per bambini 0/6 anni al nido di viale dei Tigli e c'è una forte sinergia con la rete Intrecci (coinvolti il Servizio Infanzia, Koinè e Punto famiglie) per trovare ulteriori soluzioni. Per ragazzi più grandi sono stati presi, invece, contatti con l’Associazione universitari UniTin per ulteriori attività", conclude Maule.

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