Il congedo parentale per i papà diventa più lungo con 10 giorni obbligatori, 9 mesi per i lavoratori dipendenti e 11 per i nuclei monoparentali
Novità in arrivo grazie a due nuovi decreti legislativi che aumentano il periodo di congedo parentale, per promuovere parità di genere sia in ambito lavorativo che familiare

TRENTO. In un’epoca in cui l’emergenza energetica bussa alle porte, rendendo quindi necessaria l’emanazione di nuovi provvedimenti per evitare ulteriori rincari sulle bollette, il Consiglio dei ministri ha deciso di riunirsi (la scorsa settimana), discutendo anche altri due decreti legislativi (che recepiscono direttive europee sull'equilibrio vita-lavoro di genitori e ‘caregiver’), relativi invece al congedo parentale.
In particolare, la prima direttiva Ue recepita prevede una nuova tipologia di congedo di paternità che diventa obbligatorio e della durata di 10 giorni lavorativi, fruibile dal padre lavoratore a partire dai due mesi che precedono il parto fino ai 5 successivi a tale avvenimento (sia in caso di nascita che in quella di morte perinatale: in quest’ultimo caso si parla tuttavia di congedo alternativo, che spetta soltanto per morte, grave infermità o abbandono del bambino da parte della madre).
Per i lavoratori dipendenti i mesi di congedo (con indennità pari al 30% della retribuzione) passano da 6 a 9 in totale, utilizzabili (e trasferibili in una coppia da un genitore all’altro, anche nel caso di genitori adottivi o affidatari) non più soltanto fino ai 6 anni d’età del figlio o figlia ma ora fino ai 12. Per i genitori soli è stata proposta invece un’estensione che va dai 10 agli 11 mesi di durata complessiva per il congedo parentale, nell'ottica di una maggior tutela per i nuclei familiari monoparentali.
Nel caso di lavoratrici autonome e professioniste (con cassa) è stato esteso il diritto all’indennità giornaliera nel caso di gravidanza a rischio anche fino a due mesi prima del parto, condizione che dovrà essere accertata dall'Asl. Il valore di tale indennità è pari all’80% dei cinque dodicesimi del reddito professionale denunciato al fisco per le professioniste e l’80% della retribuzione minima giornaliera degli operai agricoli per le lavoratrici autonome.
Sono state infine stabilite sanzioni per i datori di lavoro che ostacolano la fruizione del congedo di paternità obbligatoria, stabilendo inoltre vantaggi per datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per dare la priorità di accesso allo smart working a lavoratrici e lavoratori con figli fino a 12 anni di età o senza alcun limite anagrafico in caso di disabilità.
Direttive che puntano a promuovere il miglioramento della conciliazione tra i tempi della vita lavorativa e quelli dedicati alla vita familiare per tutti i lavoratori che abbiano compiti di cura in qualità di genitori o di prestatori di assistenza, cosiddetti caregivers, al fine di conseguire una più equa condivisione delle responsabilità tra uomini e donne e di promuovere un'effettiva parità di genere sia in ambito lavorativo, sia familiare.












