''Introdurre un periodo di servizio obbligatorio: non una leva militare ma a favore della comunità'', gli Alpini festeggiano i 150 anni
E' stato celebrato a Rovereto il 150esimo anniversario di fondazione del corpo degli Alpini. I vertici delle penne nere hanno ribadito a più riprese che "serve un ricambio generazionale" con un rinnovato appello all'introduzione di "un periodo di servizio obbligatorio, rivolto ai giovani, a favore della comunità"

ROVERETO. A Rovereto sono stati festeggiati i 150 anni degli Alpini, un appuntamento per ribadire l'impegno al servizio della comunità, dall’estremo sacrificio alla partecipazione quotidiana alle attività del territorio, dall’instancabile impegno nella Protezione civile fino al coinvolgimento delle nuove generazioni.
Nelle parole del presidente della Provincia il ringraziamento per lo spirito di abnegazione, nel ricordo innanzitutto degli alpini che hanno sacrificato la loro vita. Una propensione al servizio che anche oggi ricalca gli stessi valori di solidarietà che da sempre caratterizzano le penne nere, come avvenuto in occasione della fase acuta della pandemia Covid e come avviene nella quotidianità sul territorio.
"Un esempio per i giovani – dice Fugatti – e per la costruzione del loro futuro". E proprio sui giovani si sono concentrati gli interventi dei rappresentanti locali e nazionali degli Alpini: il presidente Ana di Trento, Paolo Frizzi, e poi Mauro Bondi e Maurizio Pinamonti.
"Serve un ricambio generazionale", è stato detto a più voci con un rinnovato appello all’introduzione di un periodo di servizio obbligatorio, rivolto ai giovani, a favore della comunità. Non un servizio militare in senso stretto – è stato precisato – ma ad ampio raggio, a cominciare dall’impegno nella Protezione civile".
Spazio, negli interventi delle penne nere, anche alle attività recenti e future, con particolare riferimento al vasto programma predisposto a livello nazionale per il 150esimo anniversario di fondazione del corpo. Non è mancato, naturalmente, un commosso ricordo riservato ai caduti.
E alla memoria sono stati dedicati i momenti più significativi della manifestazione di sabato 17 settembre: dopo la sfilata per le vie della città, v’è stata la deposizione di una corona d’alloro al monumento all’Alpino, cui è seguita la posa di un’altra corona al monumento a Fabio Filzi e Damiano Chiesa.
La giornata è proseguita, tra gli altri appuntamenti, con l’inaugurazione della mostra “Sui passi di Franco Bertagnolli - gli Alpini nella Protezione civile”, alla Campana dei Caduti e con la conferenza “Alpini dalla Guerra alla Pace”, accompagnata dal canto del Coro Amicizia di Volano.
In serata, il concerto ai piedi di Maria Dolens della Fanfara Alpina di Lizzana accompagnata dall’arpista Chiara Brun; in chiusura, i cento rintocchi della campana. A Rovereto erano presenti anche il sindaco, il vicario del Commissario del Governo Massimo Di Donato, il vicequestore Luigi Di Ruscio, oltre a rappresentanti del parlamento e del consiglio provinciale.
La manifestazione è stata organizzata dai Gruppi Alpini della zona di Rovereto e dalla sezione Ana di Trento, con il contributo del Comune e della Comunità della Vallagarina.


















