ArciLesbica contro Arcigay sull'evento di Rovereto accusato di transfobia e quindi annullato: ''Prassi da reazionari. La libertà di espressione è in pericolo''
Prende posizione in maniera contraria ad Arcigay, ArciLesbica, per voce della sua presidente nazionale Cristina Gramolini sulla vicenda dell'evento che era stato organizzato dal Circolo Arci La Poderosa di Rovereto dal titolo ''Critica al concetto di transgender'': ''Esprimiamo forte preoccupazione per lo stato di ricattabilità a cui sono sottoposti gli spazi culturali, bersagliati da mail diffamatorie e costretti a cancellare eventi non graditi a detentori di verità inconfutabili sui diritti''

TRENTO. ''E' lecito criticare il concetto di transgender e qualunque altro concetto''. Prende posizione in maniera contraria ad Arcigay, ArciLesbica, per voce della sua presidente nazionale Cristina Gramolini sulla vicenda dell'evento che era stato organizzato dal Circolo Arci La Poderosa di Rovereto dal titolo ''Critica al concetto di transgender''. Un evento previsto per il 10 febbraio e già annullato che Arcigay del Trentino commentava così: "Non possiamo che essere allibiti davanti a un simile evento che ci colpisce da dove meno ce lo potremmo aspettare, da dove fa anche più male. Un titolo che poco lascia all’interpretazione e che di fatto attua una delegittimazione delle persone transgender equiparandole a un concetto".
ArciLesbica, va detto, la pensa in maniera molto diversa sul tema e lo ha già dimostrato in passato arrivando a una vera e propria spaccatura con il resto del mondo Lgbtqi+ quando si era aperta la discussione per il Ddl Zan. Di fatto ArciLesbica si è espressa in senso contrario sia per quanto riguarda la maternità surrogata (considerato un “desiderio” spacciato per “falso diritto” e che, per la sua realizzazione, implica che “le donne mettano a servizio (con o senza la mediazione delle istituzioni) il proprio corpo”) che per quanto riguarda la parificazione delle persone transessuali alle donne. “Il queer - si legge nel libro “Noi le lesbiche. Preferenza femminile e critica al transfemminismo” redatto anche dalla stessa presidente Gramolini - decentra le donne (…) nullificando le donne, ora intese come costrutto linguistico instabile e permeabile. Si tratta di un’occupazione di identità, o furto di identità, operata verso l’umanità femminile, in cui noi lesbiche diventiamo a nostra volta solo un nome”.
''Apprendiamo che l'iniziativa "Critica al concetto di transgender" in programma venerdì 10 febbraio al circolo ARCI La Poderosa a Trento è stata accusata di transfobia da Arcigay e quindi annullata - spiega oggi Gramolini -. Dunque basta un'accusa non provata per cancellare un incontro con una psicanalista come Marina De Carneri, una studiosa che pubblica ricerche con prestigiose case editrici? Allora la libertà di espressione è in pericolo. Esprimiamo forte preoccupazione per lo stato di ricattabilità a cui sono sottoposti gli spazi culturali, bersagliati da mail diffamatorie e costretti a cancellare eventi non graditi a detentori di verità inconfutabili sui diritti''.
''Anche noi - conclude la presidente nazionale ArciLesbica - siamo state vittime di linciaggi a mezzo stampa perché abbiamo osato mettere a critica alcuni concetti, come la autocertificazione di cambio di sesso o l'utero in affitto, che il mondo rainbow pretende che siano adottati dalla sinistra senza contraddittorio. Sui diritti sessuali invece la sinistra tutta farebbe meglio a studiare e dibattere e non affidarsi alle semplificazioni banali e pericolose, se non vuole perdere il carattere di luogo di ricerca e di finezza del pensiero. Chi non è d'accordo con Marina De Carneri, con La Poderosa, con ArciLesbica o con altri deve discutere e confutare, non bandire, cancellare, tacitare. Queste ultime sono prassi dei reazionari. Inviteremo Marina De Carneri a discutere del suo lavoro in una prossima occasione e certo nessuno piegherà il libero pensiero''.












