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| 05 ott 2023 | 13:15

“Spettacolo Drag Queen in un teatro parrocchiale”, l’ultimo attacco di Pro Vita: “Perché il vescovo Tisi non prende posizione?”

Lo spettacolo andrà in scena domani a Cembra dopo la polemica montata nelle ultime settimane dal gruppo Pro vita & Famiglia Onlus, che oggi rilancia: “Un evento che non ha niente di culturale né di artisticamente utile o dilettevole e soprattutto messe in scena il cattivo gusto ed è pericoloso se fruito da adolescenti e bambini”

“Spettacolo Drag Queen in un teatro parrocchiale”, l’ultimo attacco di Pro Vita
di Redazione

TRENTO. “Venerdì saremo nella splendida cornice della Val di Cembra con Revers per portare uno spettacolo all’insegna dell’inclusione e del rispetto delle differenze. Serve tutta la forza della nostra comunità per ricordare che all’odio noi risponderemo con la gioia e la favolosità”. Sono queste le parole con le quali negli scorsi giorni Arcigay del Trentino ha risposto, sui suoi canali social, ai numerosi attacchi arrivati dal gruppo Pro vita & Famiglia Onlus per l’organizzazione dello spettacolo drag “Casa Belluria” al cinema di Cembra. L’evento, in programma per domani (venerdì 6 ottobre), è stato organizzato proprio da Arcigay in collaborazione con l’associazione Revers e oggi Pro Vita è tornata nuovamente all’attacco, chiamando in causa anche il vescovo Tisi.

 

Già nelle ultime settimane infatti l’associazione si era rivolta direttamente all’amministrazione comunale: “Non c’è niente di culturale né di artisticamente utile o dilettevole quando a teatro va in scena il cattivo gusto e l’ideologia. Ed è vergognoso che il Comune di Cembra, che ha in gestione il teatro della parrocchia, conceda lo spazio per uno spettacolo ideologico e orientato al gender come lo show ‘Essere Drag’”.

 

Ad un giorno dall’evento, come detto il ‘bersaglio’ dell’associazione è ora niente meno che l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi: “Ci siamo rivolti – scrive Toni Brandi, presidente di Pro Vita – con due email ufficiali all’arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi, per chiedere di prendere le distanze dell’uso così scorretto e ideologico di un teatro che comunque, appunto, rimane parrocchiale seppur gestito dal Comune. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta e sembra che il vescovo voglia lavarsene le mani”. “Siamo stupiti – scrive in conclusione Brandi – e amareggiati da questo silenzio del vescovo Tisi”.

 

Per Arcigay si tratta in ogni caso di “polemiche di poco conto, sterili e infondate. Noi ringraziamo Revers Aps, e venerdì saremo presenti a Cembra per ricordare quanto la propaganda destrorsa non ci faccia paura”.

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