“Spettacolo Drag Queen in un teatro parrocchiale”, l’ultimo attacco di Pro Vita: “Perché il vescovo Tisi non prende posizione?”
Lo spettacolo andrà in scena domani a Cembra dopo la polemica montata nelle ultime settimane dal gruppo Pro vita & Famiglia Onlus, che oggi rilancia: “Un evento che non ha niente di culturale né di artisticamente utile o dilettevole e soprattutto messe in scena il cattivo gusto ed è pericoloso se fruito da adolescenti e bambini”

TRENTO. “Venerdì saremo nella splendida cornice della Val di Cembra con Revers per portare uno spettacolo all’insegna dell’inclusione e del rispetto delle differenze. Serve tutta la forza della nostra comunità per ricordare che all’odio noi risponderemo con la gioia e la favolosità”. Sono queste le parole con le quali negli scorsi giorni Arcigay del Trentino ha risposto, sui suoi canali social, ai numerosi attacchi arrivati dal gruppo Pro vita & Famiglia Onlus per l’organizzazione dello spettacolo drag “Casa Belluria” al cinema di Cembra. L’evento, in programma per domani (venerdì 6 ottobre), è stato organizzato proprio da Arcigay in collaborazione con l’associazione Revers e oggi Pro Vita è tornata nuovamente all’attacco, chiamando in causa anche il vescovo Tisi.
Già nelle ultime settimane infatti l’associazione si era rivolta direttamente all’amministrazione comunale: “Non c’è niente di culturale né di artisticamente utile o dilettevole quando a teatro va in scena il cattivo gusto e l’ideologia. Ed è vergognoso che il Comune di Cembra, che ha in gestione il teatro della parrocchia, conceda lo spazio per uno spettacolo ideologico e orientato al gender come lo show ‘Essere Drag’”.
Ad un giorno dall’evento, come detto il ‘bersaglio’ dell’associazione è ora niente meno che l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi: “Ci siamo rivolti – scrive Toni Brandi, presidente di Pro Vita – con due email ufficiali all’arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi, per chiedere di prendere le distanze dell’uso così scorretto e ideologico di un teatro che comunque, appunto, rimane parrocchiale seppur gestito dal Comune. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta e sembra che il vescovo voglia lavarsene le mani”. “Siamo stupiti – scrive in conclusione Brandi – e amareggiati da questo silenzio del vescovo Tisi”.
Per Arcigay si tratta in ogni caso di “polemiche di poco conto, sterili e infondate. Noi ringraziamo Revers Aps, e venerdì saremo presenti a Cembra per ricordare quanto la propaganda destrorsa non ci faccia paura”.













