“Da Galateo solo slogan”, la mostra ‘Queer Nature’ accende lo scontro. L'attacco dei Verdi: “Operazione politica che banalizza contenuti scientifici per costruire consenso”
"L'esposizione si basa su fatti scientifici e osservazioni documentate dalla ricerca non su fantomatiche ideologie come il vicepresidente vorrebbe far credere "aveva spiegato nelle scorse ore l'assessore ai musei Philipp Achammer. Ora ad intervenire sono i Verdi Grüne Vërc dell'Alto Adige: "C’è qualcosa di surreale nel vedere un assessore alla cultura attaccare una mostra scientifica invece di difenderne l’autonomia"

BOLZANO. “Le dichiarazioni del vicepresidente e assessore alla cultura Marco Galateo non sono solo gravi: sono paradossali. Perché a colpire la libertà della cultura è proprio chi dovrebbe garantirla”. I Verdi Grüne Vërc dell'Alto Adige intervengono contro il vicepresidente della provincia Marco Galateo in merito alle parole da lui pronunciate riferite alla mostra Queer Nature Photography Awards" del Museo di Scienze Naturali di Bolzano (QUI L'ARTICOLO).
Il caso è quello scoppiato nelle scorse ore quando Galateo ha affermato che la mostra dedicata al tema della diversità del mondo animale, "non è un semplice approfondimento sul mondo animale, ma l’ennesimo tentativo di rileggere la realtà naturale attraverso una lente ideologica, piegando la scienza a una narrazione politica ben precisa".
Il vicepresidente e assessore provinciale alla cultura ha affermato: "Ormai siamo oltre il limite: l’ideologia woke si insinua ovunque, trasformando luoghi di studio e conoscenza in strumenti di propaganda culturale”.
La mostra di cui parla Galateo sarà visitabile fino alla fine di giugno al Museo di Scienze Naturali di Bolzano e che, come spiega l'ente, illustra la diversità della natura attraverso fotografie premiate e mette in discussione le concezioni di genere normalità. Si tratta di dieci fotografie di otto artiste e artisti provenienti da tutto il mondo e le opere mostrano quanto possano essere variegati i comportamenti, le strategie riproduttive e le relazioni sociali nel regno animale, dalle relazioni di coppia a lungo termine tra i delfini alle interazioni omosessuali tra i mammiferi, fino ai ruoli di genere flessibili tra gli invertebrati.
Parole che avevano portato l'immediata risposta dell'assessore ai musei Philipp Achammer. "L'esposizione si basa su fatti scientifici e osservazioni documentate dalla ricerca – ha dichiarato l'esponente dell'Svp - non su fantomatiche ideologie come il vicepresidente vorrebbe far credere" (QUI L'ARTICOLO).
Uno scontro sul quale ora intervengono anche i Verdi sottolineando che “non siamo di fronte a una critica nel merito, ma a un’operazione politica che banalizza contenuti scientifici per costruire consenso. La mostra, legata ai Queer Nature Photography Awards, porta al pubblico risultati di ricerca consolidati: comportamenti documentati in molte specie, sistemi riproduttivi non binari, cambi di sesso nel corso della vita. È la scienza che racconta la complessità della natura”.
Liquidare tutto come “woke”, spiegano, non è una posizione culturale: “è uno slogan”. Un modo semplice per evitare il confronto con la realtà e trasformare la cultura in un bersaglio.
“C’è qualcosa di surreale nel vedere un assessore alla cultura attaccare una mostra scientifica invece di difenderne l’autonomia”, dichiara Luca Bertolini, co-portavoce dei Verdi Grüne Vërc. “Se la cultura deve essere accettabile solo quando non disturba, allora non è più cultura: è propaganda. E questo sì, è un problema politico. Massima solidarietà al Museo di Scienze Naturali, luogo di qualità della cultura”.
I musei devono restare liberi: “di fare ricerca, di divulgare, di mettere in discussione visioni semplificate. Difendere la loro autonomia significa difendere la qualità della nostra democrazia” concludono i verdi.












