"Scienza piegata all'ideologia Woke", il vicepresidente Galateo contro il Museo di Scienze Naturali: "Mostra Queer Nature rilegge la natura con lente ideologica"
Il vicepresidente della Provincia Marco Galateo contro la mostra del Museo di Scienze Naturali che collega la biodiversità alla diversità sociale: "Non si tratta di apertura mentale o di confronto culturale, come vorrebbero farci credere, ma di un vero e proprio slittamento pericoloso: si passa dalla divulgazione scientifica all’attivismo mascherato"

BOLZANO. "Ormai siamo oltre il limite: l’ideologia woke si insinua ovunque, trasformando luoghi di studio e conoscenza in strumenti di propaganda culturale. La mostra 'Queer Nature' al Museo di Scienze Naturali di Bolzano, dedicata al tema della diversità nel mondo animale, non è un semplice approfondimento sul mondo animale, ma l’ennesimo tentativo di rileggere la realtà naturale attraverso una lente ideologica, piegando la scienza a una narrazione politica ben precisa".
Ad affermarlo è Marco Galateo, esponente di FdI e vicepresidente della Provincia di Bolzano, in relazione alla mostra "Queer Nature Photography Awards" che sarà visitabile fino alla fine di giugno al Museo di Scienze Naturali di Bolzano e che, come spiega l'ente, illustra la diversità della natura attraverso fotografie premiate e mette in discussione le concezioni di genere normalità.
"Non si tratta di apertura mentale o di confronto culturale – prosegue Galateo – come vorrebbero farci credere, ma di un vero e proprio slittamento pericoloso: si passa dalla divulgazione scientifica all’attivismo mascherato, dove concetti come natura, identità e biologia vengono reinterpretati per sostenere una visione che nulla ha di neutrale".
Ad essere rimarcato dal vicepresidente della Provincia è come "si utilizza il prestigio di un’istituzione culturale per legittimare teorie controverse, si confonde il piano scientifico con quello sociale e si finisce per trasmettere, soprattutto ai più giovani, l’idea che tutto sia relativo e mutevole e che persino la natura possa essere riscritta secondo le mode del momento".
E poi due domande nette: "È questo il ruolo di un museo? È questa la responsabilità di chi dovrebbe educare e formare? O siamo di fronte all’ennesimo tentativo di colonizzare culturalmente ogni spazio pubblico con un pensiero unico, dove chi dissente viene automaticamente etichettato e messo ai margini?".
Ma facciamo un passo indietro per capire bene in che cosa consiste la mostra "Queer Nature Photography Awards". A spiegarlo, in una nota, è proprio il Museo di Scienze Naturali.
La mostra curata a livello internazionale, viene specificato, riunisce dieci fotografie premiate di otto artiste e artisti provenienti da tutto il mondo e le opere mostrano quanto possano essere variegati i comportamenti, le strategie riproduttive e le relazioni sociali nel regno animale, dalle relazioni di coppia a lungo termine tra i delfini alle interazioni omosessuali tra i mammiferi, fino ai ruoli di genere flessibili tra gli invertebrati. “La mostra si propone come contributo a una società aperta e inclusiva. Dimostra – aveva spiegato il direttore del museo David Gruber – che la natura non conosce categorie rigide e invita a percepire la diversità come un arricchimento, sia in ambito ecologico che sociale”.
Tornando alle parole di Marco Galateo, l'esponente di FdI rimarca come "difendere il rigore scientifico oggi significa avere il coraggio di dire no a queste derive".
"I musei devono tornare – conclude Galateo – a essere luoghi di conoscenza, non palcoscenici ideologici. Perché quando la scienza viene piegata alla politica, a perdere non è solo la credibilità delle istituzioni, ma la libertà stessa di pensiero".












