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Trento
15 marzo | 14:28

"Esprimiamo la più ferma condanna", il mondo della scuola contro l'evento "Fabbrica dell’adolescente transgender": "Messaggio falso, violento, offensivo, lesivo e pericoloso"

Il mondo della scuola si mobilita contro l'iniziativa "La fabbrica dell'adolescente transgender": "In qualità di insegnanti, ci sentiamo in dovere di prendere posizione contro l’idea veicolata da tale manifesto e di ribadire il nostro impegno a favore di una scuola dell'inclusione, del rispetto e della valorizzazione delle differenze per promuovere l'educazione alle relazioni"

"Esprimiamo la più ferma condanna", il mondo della scuola contro l'evento "Fabbrica dell’adolescente transgender"

TRENTO. "Come insegnanti della scuola trentina esprimiamo la più ferma condanna nei confronti dell'iniziativa La fabbrica dell'adolescente transgender", si mobilita il mondo scolastico. "Riteniamo che il titolo sia profondamente falso, violento, offensivo e lesivo della dignità di studenti e studentesse che stanno affrontando un percorso di affermazione di genere". 

 

Non si placano le polemiche sull'evento promosso attraverso alcuni manifesti comparsi in città negli scorsi giorni. Un'iniziativa bocciata senza se e senza ma dal sindaco di Trento, Franco Ianeselli: "Non credo nella censura e ritengo che chi, pro tempore, abbia responsabilità pubbliche, debba pensarci cento e mille volte prima di negare la possibilità di espressione. Con la stessa chiarezza, è necessario però prendere posizione sul valore e sull’appropriatezza del contenuto che veicola" (Qui articolo).

 

A intervenire anche l'associazione “Il teatro delle quisquilie”, che gestisce il Teatro San Marco da quasi 20 anni. "Messaggi scorretti e inappropriati. Vogliamo che il teatro San Marco rimanga un luogo in cui la comunità possa trovare occasioni di crescita umana, artistica e culturale” (Qui articolo). 

 

Il Teatro San Marco ha deciso di non dare la disponibilità dei propri spazi per l'appuntamento che tira in ballo la fantomatica teoria gender, ancora una volta associata alla scuola. 

 

A prendere le distanze da questa iniziativa anche numerosi insegnati che parlano di un messaggio violento, offensivo e lesivo ma anche pericoloso. "Ci sentiamo in dovere di prendere posizione contro l’idea veicolata da tale manifesto e di ribadire il nostro impegno a favore di una scuola dell'inclusione, del rispetto e della valorizzazione delle differenze per promuovere l'educazione alle relazioni".

 

QUI INTERVENTO IN FORMA INTEGRALE

Come insegnanti della scuola trentina, esprimiamo la più ferma condanna nei confronti del titolo sensazionalista dell'iniziativa "La fabbrica dell'adolescente transgender", promossa dall'associazione "Uniamoci del Trentino".

 

Riteniamo che il titolo di questa iniziativa sia profondamente violento, offensivo e lesivo della dignità di studenti e studentesse che stanno affrontando un percorso di affermazione di genere.

 

Tale linguaggio distorto riduce il vissuto complesso e autentico degli adolescenti a una mera produzione meccanica, denigrando l’impegno quotidiano delle scuole nel garantire un’educazione inclusiva e rispettosa.

 

L'immagine di una "fabbrica" che "produce" persone transgender è non solo fuorviante, ma anche pericolosa, in quanto contribuisce a diffondere stereotipi negativi e discriminatori e a mettere in discussione il ruolo della scuola e degli insegnanti. Il nostro operato nelle aule si fonda su confronto, ascolto e supporto, valori che non possono essere traditi da narrazioni ingannevoli e stigmatizzanti.

 

La scuola dovrebbe essere un luogo sicuro e inclusivo, dove ogni studente e studentessa possa sentirsi accolto e rispettato, indipendentemente dalla propria identità di genere. Invece, affermazioni come quella contenuta nei manifesti dell’evento, creano un clima di paura e ostilità.

 

In qualità di insegnanti, ci sentiamo in dovere di prendere posizione contro l’idea veicolata da tale manifesto e di ribadire il nostro impegno a favore di una scuola dell'inclusione, del rispetto e della valorizzazione delle differenze per promuovere l'educazione alle relazioni.

 

Seguono 39 firme (raccolte in poco più di due ore):

Cristina Fait

Laura Rubagotti

Sara Armani

Claudia Giacomoni

Marcello Salvini

Katia Apolloni

Michela Fia

Filippo Tomasi

Ester Dalvit

Cecilia Dalla Torre

Massimo Pellegrini

Andrea Santini

Maria Giovanna Franch

Mariachiara Floriolli

Silvana Lucia Convertini

Manuel Ballatore

Serena Fait

Ivan Sodini

Daniele Lutterotti

Melania Tecilla

Giulia Bortolotti

Michela Tomasi

Annachiara Cestele

Marika Lorenzi

Sandro Innocenti

Lucia Conci

Vincenza Serio

Erica Merz

Laura Bonvicini

Valeria Allocati

Barbara Grazioli

Tamara Boscia

Carmela Casale

Enrico Dalfovo

Anna Kirchner

Giovanni Ceschi

Francesca de Tomas

Luciano Cappello

Antonio Carapella

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