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Trento
18 ottobre | 20:21

Stop ai progetti di educazione affettivo-sessuale fino alle medie, le Ostetriche: “Inaccettabile. Il vuoto rischia di essere colmato da sapere 'virtuale' non controllato”

L'Ordine della professione dell'ostetrica di Trento è intervenuto dopo l'emendamento con il quale la maggioranza vorrebbe estendere il divieto di progetti di educazione affettiva e sessuale a ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di primo grado

TRENTO. Dopo il via libera arrivata alla Commissione cultura della Camera per vietare, di fatto, i progetti di educazione affettiva e sessuale a ragazzi e ragazzi fino alle scuole medie (Qui Articolo), l'Ordine della professione dell'ostetrica di Trento è intervenuto criticando duramente la stretta richiesta dai partiti di maggioranza.

 

La modifica, che ora dovrà comunque essere discussa e votata in Parlamento prima di diventare legge, amplia in pratica il sostanziale divieto che il ddl Valditara aveva già previsto per le scuole dell'infanzia e le primarie. In definitiva, secondo quanto riportato nella misura non si potranno organizzare attività dedicate ai temi della sessualità e dell'affettività con il coinvolgimento di professionisti esterni – finendo in pratica per trattare solo quanto previsto dalle norme nazionali sull'insegnamento, che prevedono per gli studenti alla fine della terza media l'acquisizione di “corrette informazioni sullo sviluppo puberale e la sessualità” e sui rischi delle malattie sessualmente trasmissibili.

 

“L'Ordine – scrivono le ostetriche trentine – vuole fermamente sottolineare quanto questo rappresenti una scelta inaccettabile in termini di negazione della promozione della salute pubblica e di non ottemperanza al diritto all'educazione riconosciuto a livello internazionale da Unesco, Who, Unicef nella linea guida internazionale dedicata. Come riporta il comunicato stampa della Federazione nazionale degli ordini della professione di ostetrica, che l'Opo Trento sottoscrive in toto, gli interventi di educazione socio-affettiva-sessuale nei giovanissimi sono da vedere come 'un percorso di consapevolezza, rispetto e prevenzione. È un continuo work in progress che necessita di iniziare prestissimo, perché offrire ai bambini e agli adolescenti strumenti adeguati per comprendere il corpo, le emozioni, il consenso, il rispetto, le relazioni sane e la parità di genere significa promuovere salute e benessere, prevenire gravidanze adolescenziali, aborti, abusi sessuali, bullismo, violenza e omofobia'”.

 

“E' doveroso da parte nostra – continuano – sottolineare i rischi che questa mancanza di educazione ed informazione possa portare in termini di aumento della diffusione delle malattie a trasmissione sessuale, delle gravidanze adolescenziali non desiderate e delle diverse forme di violenza e incapacità di rispetto dell'altro. L'educazione affettiva e sessuale è da vedere sia come intervento di salute pubblica sia come intervento di una comunità educante dove l'interazione multidisciplinare tra professionisti, lascia un'impronta efficace nelle conoscenze, nelle norme e nei comportamenti correlati alla sessualità”.

 

In altre parole: “Il vuoto lascia il vuoto. Ancor peggio in questo momento storico, questo rischia di essere colmato dal sapere virtuale non controllato, diseducativo, potenzialmente ricco di contenuti misogini, pornografici o di ideologie perverse di possesso di un corpo, compromettendo l'idea della sessualità già in età preadolescenziale, con pericolosi esiti successivi per e per gli altri”.

 

“L'ostetrica in Trentino – conclude l'Ordine – grazie a progetti virtuosi proposti da Apss nelle scuole medie aderenti (ne avevamo parlato con il dirigente dell'Istituto comprensivo Riva 2), è presente da anni come professionista sanitaria adeguatamente formata, nel condurre interventi educativi continuamente migliorati, aggiornati e condivisi tra esperti in una visione multidisciplinare e pertanto come presidente e consiglio direttivo dell'Ordine della professione ostetrica, siamo certe che la promozione della salute globale di ragazzi e ragazze debba rimanere la priorità anche come esempio di responsabilità nell'educare ad una società migliore”.

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