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Trento
02 febbraio | 18:01

Striscione contro la Polizia, condanna totale. Fugatti:" Insulti inaccettabili". Ianeselli: "Parole indegne e intollerabili". I sindacati: "Strategia dell'odio"

"Sono davvero indegne le parole scritte da un gruppo di tifosi della squadra di calcio cittadina - commenta il primo cittadino -. Il messaggio è un’offesa che non può essere né tollerata né sottovalutata o sminuita, come qualche volta si tende a fare quando c’è di mezzo il calcio. Anche alla luce dei gravi fatti di Torino, auspichiamo che ci sia una piena e larga collaborazione con la Questura per individuare al più presto gli autori dello striscione"

Striscione contro la Polizia, condanna totale

TRENTO. E' una condanna unanime e durissima quella che arriva dalle istituzioni e dai sindacati in riferimento al vergognoso striscione apparso all'esterno dello stadio Briamasco e firmato dalla "Nuova Guardia", uno dei gruppi ultras del Trento Calcio.

 

Sul lenzuolo era scritto "Vietate le trasferte ai nostri rivali e poi vi offendete se vi chiamano maiali" con la parola "maiali" a tinte bianche e azzurre, i colori della Polizia di Stato (Qui articolo).

 

Di "insulti inaccettabili" parla la Provincia di Trento, che ha emesso una nota ufficiale per esprimere solidarietà alle Forze dell'ordine.

 

"La Provincia autonoma di Trento - si legge nel comunicato -, per voce del presidente, esprime stima e riconoscenza nei confronti delle Forze dell'ordine per il lavoro svolto quotidianamente a tutela della sicurezza e della legalità. Vengono stigmatizzati con fermezza gli attacchi e gli insulti rivolti alle donne e agli uomini in divisa, anche attraverso striscioni apparsi a Trento, ritenuti inaccettabili e lesivi del rispetto dovuto a chi opera per l'interesse collettivo. In questo contesto, l'auspicio è che di fronte ad episodi di questo tipo, possa prevalere il dialogo anche con le società sportive, per riportare lo sport al livello che merita. Nel solco dei valori e dello spirito olimpico".

 

Si tratta di "parole indegne" e "un'offesa che non può essere né tollerata né sottovalutata o sminuita" per il sindaco di Trento Franco Ianeselli che auspica che i responsabili vengano individuati prima possibile.

 

"Sono davvero indegne le parole scritte da un gruppo di tifosi della squadra di calcio cittadina - commenta il primo cittadino -. Il messaggio è un’offesa che non può essere né tollerata né sottovalutata o sminuita, come qualche volta si tende a fare quando c’è di mezzo il calcio. Piena solidarietà dunque alla Questura, che a Trento si è distinta anche di recente per la capacità di garantire la sicurezza in situazioni molto difficili, e a tutti gli agenti di polizia, che ogni giorno sono in strada per prevenire e contrastare i comportamenti violenti e l’illegalità. Anche alla luce dei gravi fatti di Torino, auspichiamo che ci sia una piena e larga collaborazione con la Questura per individuare al più presto gli autori dello striscione".

 

Per i sindacati di categoria, invece, gli episodi gravi avvenuti di recente a Trento sono due, lo striscione degli ultrà del Trento Calcio e la scritta contro le forze dell'ordine apparsa (e subito cancellata) sul muro del sottopasso di via Canestrini.

 

"In riferimento ai recenti e gravissimi episodi di offesa pubblica alle Forze dell'Ordine verificatisi in Trentino - lo striscione oltraggioso esposto al Briamasco e il vandalismo al sottopasso di via Canestrini a Trento - le Organizzazioni Sindacali rappresentative della Polizia di Sato del Trentino (Sap, Siap e Silp - Cgil) intervengono unitariamente per esprimere la più ferma condanna e una profonda preoccupazione. Lo striscione al Briamasco (1 febbraio 2026): in seguito al divieto di trasferta per i tifosi del Lecco, disposto per garantire la sicurezza è stato esposto uno strizione che, utilizzando i colori istituzionali, fa intendere che gli appartenenti alla Polizia di Stato siano "maiali". Il vandalismo al sottopasso Canestrini (17 gennaio, oggetto di separato comunicato Siap Taa del 18 gennaio 2026): a poche ore della riqualificazione, l'opera è stata deturpata con scritte offensive tra cui l'immancabile "ACAB" ("All Corps Are Bastards"), insulto internazionale rivolto alle Forze di Polizia".

 

Ma non è finita: il Siap e le altre sigle chiedono "mano ferma" e parlano della necessità di implementare l'organico di Polizia a presidio del territorio, perché le telecamere non bastano e la prevenzione si fa con la presenza.

 

"Questi episodi - dichiara il segretario regionale del Siap Massimiliano Corradini -, seppure diversi per contesto, sono uniti da un filo rosso inquietante: la progressiva normalizzazione dell'oltraggio pubblico e simbolico verso chi indossa una divisa al servizio dello Stato. Non si tratta più di semplice dissenso, ma di una strategia comunicativa dell'odio che mira a delegittimare e umiliare l'Istituzione e, soprattutto, le persone che la compongono. Appoggiamo incondizionatamente l'azione del Questore di Trento che, in entrambi i casi, ha attivato le indagini per individuare i responsabili. Tuttavia, la repressione non basta. L'episodio del sottopasso, "ampiamente previsto sui social", dimostra una vulnerabilità del territorio. Le telecamere registrano ma non prevengono. Per prevenire serve presenza. Ribadiamo con forza la necessità urgente di un rafforzamento numero degli organici, perché solo una pattuglia in più può fare la differenza tra l'impunità del gesto vandalico o intimidatorio e il controllo effettivo del territorio. Le organizzazioni Sindacali Sap, Siap e Silp - Cgil del Trentino non abbasseranno la guardia. Restano al fianco di tutto il personale colpito da questi vergognosi episodi affinché le indagini giungano a identificare i responsabili. Continueremo a batterci, in ogni sede, per rivendicare più risorse per la sicurezza, più rispetto per le donne e gli uomini in divisa e una "massima severnità" verso chiunque attenti all'onore e all'incolumità di chi chi ci protegge".

 

La sfida tra Trento e Lecco era stata valutata come "partita a rischio" e, dunque, era stato imposto il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti in provincia di Lecco.

 

Il provvedimento era stato adottato "tra l'altro a garantire la fruibilità dello stadio anche alle famiglie e ad evitare episodi di violenza". E una parte dei tifosi locali "hanno espresso in maniera indegna il proprio disappunto" come si legge nella nota emessa dalla Questura di Trento che "oltre a ravvisare nello striscione in questione una conferma della bontà del provvedimento adottato dalle Autorità competenti - in grado di indispettire i tifosi del Trento Calcio per la mancata possibilità di scontrarsi con i rivali lecchesi - ha dato incarico alla locale Digos di individuare i responsabili del gesto, nei confronti dei quali saranno emessi seri provvedimenti".

 

Perché, conclude la Questura, "fermo restando il diritto di ognuno di criticare le decisioni assunte dalle pubbliche Autorità, si ritiene che questa volta si sia abbondantemente travalicato il limite del civile dissentire e che il contenuto dello striscione offenda chi si sacrifica per garantire l'incolumità dei cittadini".

 

Alla luce di tutto ciò appare ancora di più fuori luogo l'intervento del deputato Andrea De Bertoldi che, in un post sui social, riportando la foto della curva Mair, dove gli ultrà hanno ricomposto la scritta "trasferte libere" durante la partita, ha scritto: "Senza se e senza ma oggi sto gli ultras. Quale deputato di Trento mi rivolgerò al Prefetto per chiedere ragione del divieto di trasferta per i tifosi ospiti della Calcio Lecco. Forse la città capoluogo del Trentino non è in grado di gestire l’ordine pubblico per qualche centinaio di tifosi? Cosa dovrebbero dire città più piccole come Empoli o Pisa che ospitano tifoserie di serie A? Non possiamo accettare queste misure illiberali ed incomprensibili".

 

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