Contenuto sponsorizzato
Trento
01 aprile | 19:41

Tutti contro Gravina. Il mondo dello sport italiano "massacra" sui social il presidente della Figc. Centinaia i campioni olimpici e mondiali infuriati per le sue parole

Stavolta il presidente della Figc Gabriele Gravina non ha fatto arrabbiare solamente tutto il mondo del calcio italiano. Ma, con alcune dichiarazioni fuori da ogni logica e dal contesto pronunciate nella conferenza stampa post debacle in Bosnia, è riuscito a far infuriare (si, proprio così) praticamente tutti gli sportivi e i tifosi di ogni disciplina, da Aosta a Ragusa, da Ventimiglia a Muggia, dalla Sardegna a Santa Maria di Leuca

TRENTO. "Un bel tacer non fu mai scritto". O, se preferite, "quando si raggiunge il fondo si può solamente scavare".

 

Ecco, stavolta il presidente della Figc Gabriele Gravina non ha fatto arrabbiare solamente tutto il mondo del calcio italiano. Ma, con alcune dichiarazioni fuori da ogni logica e dal contesto pronunciate nella conferenza stampa post debacle in Bosnia (Qui articolo), è riuscito a far incazzare (si, proprio così) praticamente tutti gli sportivi e i tifosi di ogni disciplina, da Aosta a Ragusa, da Ventimiglia a Muggia, dalla Sardegna a Santa Maria di Leuca.

 

Anziché assumersi le responsabilità del caso, leggasi dimissioni con tante scuse per non essere riuscito, in otto anni, a riformare nemmeno una virgola del calcio italiano, Gravina ha provato a giustificare "l'ingiustificabile" parlando di professionismo e dilettantismo, chiamando in causa altre discipline sportive, facendo certamente peggio - dal punto di visto comunicativo - di quanto gli azzurri avevano mostrato sul campo.

 

Insomma il disastro è stato "totale". Ok l'amarezza per quanto era accaduto pochi minuti prima, ma le dichiarazioni del numero uno della Figc, a cui il ministro dello sport Abodi ha chiesto di dimettersi (e se non lo farà, ci si augura che il Coni proceda immediatamente ad un commissariamento), sono risultate assolutamente inaccettabili e inascoltabili.

 

E, stavolta, Gravina è riuscito nell'impresa di mettere d'accordo tutti gli sportivi d'Italia: le sue parole hanno offeso e fatto arrabbiare medagliati olimpici e mondiali, primatisti, sportivi che hanno vinto ovunque e per anni. Che sono stati definiti "dilettanti" (tutti quelli extra calcio) in quella che può essere definita una favolosa "supercazzola" in perfetto stile Ugo Tognazzi in "Amici Miei".

 

Il messaggio è stato devastante, punto e basta. Il "non volevo dire quello" o "non sono stato capito", che potrebbe essere utilizzato in futuro per spiegarsi, non vale. Sui social si sono arrabbiati tutti quanti. Ma veramente tutti quanti.

 

Il saltatore in alto Gianmarco Tamberi ha pubblicato, utilizzando l'Intelligenza Artificiale, una foto della Nazionale di calcio. Modificata: i giocatori hanno infatti i volti dei campioni (campionissimi, fuoriclasse, gotha, chiamateli come volete) di altri sport, quali Sinner, Antonelli, Bezzecchi, Brignone, Egonu, Jacobs, tanto per citarne solamente alcuni.

 

"Questa mattina sono andato a correre per diletto" ha ironizzato il mezzofondista trentino Yeman Crippa, mentre il pattinatore di short track pinetano Pietro Sighel, 4 medaglie Olimpiche e 13 ai Mondiali, che già si era espresso con una battuta, l'ha buttata nuovamente sul ridere (per non piangere): "Dai che è il primo aprile, ci sta trollando tutti".

 

Simone Deromedis, oro nello ski cross alle recenti Olimpiadi, si dice "Fiero di praticare uno spot di Stato", il biathleta Tommaso Giacomel commenta "Se il calcio è professionismo, allora Sinner è un amatore. Avanti così" ed Emanuel Perathoner, due medaglie d'oro nello snowboard alle Paralimpiadi riflette: "per quello tutti gli altri sport vincono e il calcio non vince" con annessa "faccina" che ride.

 

"I veri professionisti siamo noi, gareggiamo e vinciamo per la maglia e il nostro paese, guardando i giocatori milionari fare brutte figure. Mi alleno più di un calciatore, guadagnando meno dei loro cuochi o delle loro tate. Nonostante questo quando perdo (quelle poche volte) sento il penso di un'intera nazione che comunque non mi chiede niente perché impegnata a guardare il calcio.. Forza Italia, la pasta e Toto Cutugno" tuona Irma Testa, bronzo nel pugilato a Tokyo 2020 e due medaglie ai Mondiali.

 

"Questo discorso ammazza proprio i valori dello sport e il lavoro che lo Stato e le forze dell’ordine (che continuerò a ringraziare sempre) fa per portare avanti un movimento e giovani atleti ragazzi, a rende atleti PROFESSIONISTI per realizzare i propri sogni con sacrificio, dedizione e lavoro. A quanto pare non se ne rende conto di cosa c’è dietro. Mi dispiace perché non è solo un insulto al calcio ciò che ha detto, ma anche allo sport italiano. Mi batterò sempre anche solo tramite i risultati, ma anche mostrando qui sui social cosa c’è dietro lo sport e il lavoro... con un investimento di 15 anni che ho fatto con la mia famiglia su metodi di lavoro, studio e passione, partendo da vivere sotto ad un ponte fino ad arrivare all’élite mondiale. Perché è questa la professione, non chi dichiara certe cose sputando sul lavoro altrui" aggiunge il saltatore in lungo Mattia Furlani, bronzo olimpico e campione del mondo in carica.

 

"Forse quasi quasi sto preferendo i calciatori che alle interviste non si espongono ripetendo sempre la stessa cosa! A dir poco imbarazzante" scrive la marciatrice Antonella Palmisano. E il collega Massimo Stano prova a buttarla sul ridere (per non piangere): "Questa dichiarazione è un po' GRAVIna. Spero sia IA e non un'intervista reale".

 

Articolato e mirato è il commento, invece, del pattinatore artistico Matteo Rizzo, che alle ultime Olimpiadi invernali ha conquistato il bronzo nella prova a squadre. "Dire che "solo il calcio è professionistico" e che tutti gli altri sport siano "dilettantistici" è una lettura sbagliata e irrispettosa. Perché se uno sport è riconosciuto dallo Stato come professionistico, allora ci si aspetta professionismo sotto ogni punto di vista: organizzazione, visione, meritocrazia, responsabilità, credibilità, risultati. Il professionismo non è un'etichetta. Il professionismo si vede nel lavoro, nella cultura sportiva e nei fatti. I fatti parlano chiaro. Parigi 2024 - Olimpiadi: 40 medaglie. Paralimpiadi: 71 medaglie. Milano Cortina 2026 - Olimpiadi: 30 medaglie. Paralimpiadi: 16 medaglie. Tutto questo dimostra una cosa molto semplice: in Italia esistono tantissimi sport non riconosciuti formalmente come professionistici, ma che nei fatti sono professionali ai massimi livelli. Dal tennis al motorsport, passando per tutte le discipline olimpiche, paralimpiche, estive e invernali: ci sono atleti, tecnici e federazioni che ogni giorno rappresentano il Paese con serietà, sacrificio e risultati. Sia chiaro: questa non è una critica ai calciatori. I giocatori meritano solo rispetto. Sono atleti che danno tutto e che, quando indossano quella maglia, portano sulle spalle il peso di un'intera nazione. Forse, allora, un po' più d'umiltà andrebbe chiesta non a chi scende in campo, ma a chi sta sopra. Perché il rispetto per gli altri sport non toglie nulla al calcio. Semmai lo renderebbe più credibile. Il professionismo non si proclama. Si dimostra".

 

Lo schermidore Luigi Samele (4 medaglie olimpiche e 5 ai Mondiali) commenta che "c'è chi tocca il fondo e si rialza... e poi c'è chi, non contento, decide di scavare ancora più giù", mentre Davide Ghiotto, fresco della medaglia d'oro conquistata nell'inseguimento a squadre di pattinaggio velocità ai Giochi Olimpici di Milano Cortina la "tocca" non proprio piano: "essere dipendenti dello stato vuol dire pagare anche le tasse in Italia... al contrario del 90% dei calciatori.. ah ops, forse non dovevo dirlo"

 

"Se il problema sono gli stipendi degli atleti "dilettantistici" di Stato come sostiene lui, togliessero questi 3 - 4 zeri al mese dalle proprie buste paga... non credo si lamenterebbe nessuno di noi... come dicevano Aldo, Giovanni e Giacomo... metti un attimo il braccio così" afferma - con dotta citazione - l'arciere Mauro Nespoli, vincitore di tre medaglie olimpiche.

 

Significativo anche le parole dell'ex rugbista azzurro Andrea Lo Cicero, 103 "caps" con la Nazionale, di cui è stato un'icona: "Caro Presidente, desidero sottolineare che oggi quasi tutti gli sport sono diventati professionistici. Anche se i contratti non raggiungono quelli del calcio, sono comunque superiori alla media di un dirigente aziendale. Detto ciò, credo che il calcio debba rifondare la propria crescita investendo nei vivai italiani e credendo nei giovani talenti. Dobbiamo puntare su quei ragazzi che hanno il potenziale per diventare futuri professionisti e membri della nazionale. Sono amareggiato per questa sconfitta. So bene cosa significhi perdere, poiché abbiamo collezionato più sconfitte che vittorie. Tuttavia, posso assicurarle che le sconfitte affrontate con il cuore, anche in assenza di professionismo, creano un solco culturale molto profondo".

 

Poi arriva anche il pensiero di Antonio "Tony" Cairoli, "leggenda" planetaria del motocross con i suoi 9 titoli mondiali vinti: "Situazione Gravina con queste parole presidé! Dire che tutti gli sport, tranne il calcio, sono "dilettantistici" è una frase che non rende giustizia a migliaia di atleti che ogni giorno dedicano la propria vita allo sport. Parlo da uno che ha avuto l'onore di vincere 9 titoli mondiali individuali e 1 mondiale a squadre, oltre a tanti titoli europei e italiani. Dietro ogni titolo ci sono anni di sacrifici, allenamenti, cadute e rinunce. Lo sport non è dilettantismo. Lo sport è passione, lavoro e rispetto. E il rispetto dovrebbe valere per tutti gli sport".

 

"Presidente Gravina, per una crescita del movimento calcistico italiano forse sarebbe meglio che il presidente sappia quello che dice invece di andare ad insultare (senza alcun senso) le nazionali di altre discipline che hanno portato in alto i colori italiani alle Olimpiadi o ai Campionati Mondiali, a differenza degli Azzurri che mancano l'appuntamento da tre edizioni. Torni a scuola" commenta l'ex pattinatore su ghiaccio trentino Jeffrey Rosanelli.

 

Il marciatore Francesco Fortunato, invece, lo manda direttamente a quel paese con il suo "Gravina metti il braccio così", il sollevatore di pesi Sergio Massidda usa le emoticon della risata e del clown per commentare, così come l'atleta Alessia Pavese che, all'immagine del pagliaccio, aggiunge un significativo "Tristezza", mentre la velocista Vittoria Fontana si affida esclusivamente all'emoticon del circo.

 

"Definire gli altri sport "dilettantistici" è davvero imbarazzante oltre che poco rispettoso. Ci sono atleti che si allenano ogni giorno, spesso anche due volte al giorno, facendo enormi sacrifici, con meno mezzi, meno visibilità e meno tutele rispetto al calcio. Eppure siamo proprio noi che, con anni di lavoro e dedizione, portiamo l'Italia ai vertici e teniamo alta la bandiera" afferma la sollevatrice di pesi Giulia Imperio mentre la "collega" Giulia Miserendino usa solamente alle emoticon "di stupore.

 

Il freestyler Edoardo Zorzi lancia una sua "proposta per risanare il calcio: lo sci prende gli stipendi del calcio così andiamo più piano e loro i nostri così tornano a essere forti", mentre il mezzofondista Pasquale Selvarolo la butta anch'egli sul ridere: "Ciao a tutti sono Pasquale, faccio il dipendente dello stato e sono impiegato nell’ufficio dell’atletica leggera".

 

"Almeno la decenza di tacere?" chiede Anna Bongiorno, anch'essa velocista, mentre il maratoneta Eyob Faniel scrive "200 chilometri a settimana, per 12 mesi l'anno. Meglio restare in silenzio. perché certi discorsi è meglio non iniziarli proprio" e il mezzofondista e siepista Yassin Bouih scrive, con amarezza: "rappresentiamo l'Italia dagli Europei fino alle Olimpiadi per diletto".

 

E, a ruota, il collega Ala Zoghlami spiega che "io pensavo di essere un professionista. Per fortuna che esistono i dilettanti come noi, da essere presenti ogni anno a tutte le manifestazioni internazionali, Mondiali, Europei, Olimpiadi, con annesse medaglie vinte. Ah, con l'1% dei guadagni rispetto al calcio".

 

E poi, tanti altri ancora con Thomas Oldrati, già campione mondiale ed europeo di enduro, che non va troppo per il sottile: "Da vent'anni mi alleno per dilettarmi nello sport. Povero Gravina, prenda la sua borsa e si dimetta dal suo ruolo. Questa è l'unica cosa intelligente che potrebbe fare per il bene del nostro paese".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
| 07 giugno | 20:16
Dopo l’episodio di violenza ai danni di un egiziano in centro a Belluno, filmato dai ragazzi e diffuso su WhatsApp, Il Dolomiti ha interpellato [...]
Cronaca
| 07 giugno | 21:20
Paolo Berizzi, inviato de La Repubblica, ha dedicato all'episodio di piazza Fiera una puntata della sua seguitissima rubrica quotidiana "Pietre" [...]
Cronaca
| 07 giugno | 20:00
La tragedia si è verificata nel pomeriggio di oggi, domenica 7 giugno, lungo la Statale 51 dell'Alemagna, in località La Secca, all'interno del [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato