Olimpiadi, Pietro Sighel penalizzato in tre gare dal giudice. Durissima la Federazione: "Decisioni incoerenti e contradditorie. Il quadro è grave e preoccupante"
Dopo l'ennesimo torto subito dal pattinatore pinetano, estromesso dalla semifinale dei 500 metri dopo essere stato "abbattuto" dal canadese Laoun, senza che il giudice ungherese Balazs Kover prendesse alcun provvedimento, il presidente della Fisg Andrea Gios alza la voce: "La nostra opinione è stata confermata ed è condivisa anche da tecnici e dirigenti di altre nazioni presenti ai Giochi, che hanno espresso perplessità analoghe rispetto a quanto visto sul ghiaccio. Questo rende il quadro ancora più grave e preoccupante"

MILANO. Una presa di posizione durissima e nettissima per tutelare il proprio atleta di punta vittima di alcune palesi ingiustizie. Non una, non due, ma ben tre in altrettante gare.
E, allora, in seguito a quanto accaduto mercoledì sera, durante la seconda semifinale dei 500 metri, la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio ha emesso un comunicato dai toni perentori a difesa di Pietro Sighel.
Dopo aver conquistato l'oro nella prova a staffetta mista, il pattinatore pinetano - numero 2 del ranking - è stato squalificato nei 1.000 metri, eliminato nei 1.500 dopo il contatto con l'ucraino Handei, senza che fosse preso alcun provvedimento e, infine, è stato "abbattuto" dal canadese Laoun nei 500 metri.
Anche in questo caso il "solito" giudice, sempre lo stesso, l'ungherese Balazs Kover ha deciso per il "concorso di colpa" (quando le immagini mostrano in maniera evidente come Sighel sia stato danneggiato dal canadese) tra i fischi del pubblico e lo sconcerto dei commentatori.
Nessuna decisione, tutto "valido" e, a quel punto, esasperato e amareggiato, il pattinatore trentino ha indossato le scarpe da ginnastica e se n'è andato dall'impianto, non partecipando nemmeno alla finale B. La Fisg e il suo presidente Andrea Gios hanno deciso che la misura era colma, decidendo di far sentire la propria voce ed sprimendo "grande delusione e amarezza per il trattamento del giudice nei confronti di Pietro Sighel".
"Abbiamo assistito a decisioni incoerenti e contraddittorie da parte dello stesso giudice nel trattamento riservato a Pietro Sighel nel corso di questa Olimpiadi - scrive la Fisg nella nota ufficiale -. La nostra opinione è stata confermata ed è condivisa anche da tecnici e dirigenti di altre nazioni presenti ai Giochi, che hanno espresso perplessità analoghe rispetto a quanto visto sul ghiaccio. Questo rende il quadro ancora più grave e preoccupante".
Ma non è finita, perché la Federazione punta il dito anche contro la International Skating Union che non è "stata capace di intervenire nel corso dell'evento per porre fine a un operato del tutto fuori luogo".
"Comprendiamo i regolamenti e il ruolo degli ufficiali di gara, ma quando emergono elementi così evidenti di incoerenza è doveroso intervenire per garantire equità durante l'evento stesso" prosegue la Fisg.
Dunque l'intera Federazione esprime totale vicinanza totale a Pietro Sighel, "riconoscendo il valore di un atleta che è un patrimonio italiano del pattinaggio italiano e internazionale".
"Pietro ha dimostrato sul ghiaccio il suo valore e siamo orgogliosi di lui. Speriamo e crediamo che Pietro, assieme ai suoi compagni di squadra, saprà reagire con determinazione e portare a casa una medaglia che meriterebbe pienamente, per sé e per tutto il movimento italiano dello short track. La Federazione continuerà a tutelare con determinazione i propri atleti in ogni sede opportuna".


















